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GESTI SIMBOLICI

Il parroco, il sindaco, il pensionato e il vino per brindare: storie di uno (stra)ordinario Natale

L’invito di Don Pietro a bere buon vino, il piccolo Comune di Oregna che dona vino ai volontari, l’anziano che ha chiamato i Carabinieri per brindare
BRINDISI, CAPODANNO, NATALE 2020, Italia
Le storie di vino del Natale 2020

L’omelia virale di Don Pietro Cesena diventata un cult, con il parroco che, nella messa di Natale della parrocchia Santi Angeli Custodi di Piacenza, ha invitato i fedeli “a mangiare bene, a mangiare tutto, a bere con abbondanza. Vino buono, perché il vino è segno della vita eterna. In paradiso, fratelli miei, gli astemi non potranno venire, perché si beve il vino”; il sindaco del piccolo Comune del Veneto di Orsago, Fabio Collot, che per essere vicino ai suoi concittadini - poco più di 3.000 abitanti - ha donato insieme a Bauli un panettone ai bambini, ed una bottiglia di vino ai nonni vigile che ogni giorno li accompagnano a scuola con il “piedibus”; il signor Fiorenzo, il pensionato di 94 anni di Alto Reno (Bologna), che per non brindare da solo il 25 dicembre, ha chiamato il 112 ed invitato i Carabinieri a farlo insieme a lui. Gesti simbolici che raccontano un Natale 2020, straordinario e che non dimenticheremo per l’emergenza Covid che l’Italia sta vivendo in lockdown, ma in cui, nel Vax-day di ieri, il vaccino ha acceso la speranza. E storie che WineNews racconta, perché i brindisi solidali siano un invito a fare altrettanto stappando un buon vino italiano e alzando i calici al nuovo anno. Con i nostri migliori auguri.

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