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UN SETTORE STRATEGICO

Trend in crescita nel 2022 per il mercato della distribuzione dei vini di alta qualità

Lo dicono i fatturati di player come Gruppo Meregalli, Sagna, Cuzziol GrandiVini e Edoardo Freddi International. Sentiment positivo anche per il 2023

La distribuzione di vini qualità chiude il 2022 con il trend in crescita, in Italia e all’estero, grazie a mercati che si sono dimostrati particolarmente performanti, con la ripresa del canale Horeca e nonostante lo spettro del ritorno del Covid, lo scoppio del conflitto in Ucraina che ha portato incertezza in tanti settori e velocizzato la spirale inflazionistica, e la crisi logistica con il conseguente aumento dei prezzi. Lo dicono i fatturati di alcuni dei più importanti player del settore, dal Gruppo Meregalli a Sagna, da Cuzziol GrandiVini a Edoardo Freddi International. E che, forti di questi numeri e in linea con le tendenze più in voga tra i consumatori di vino, guardano al 2023 con un sentiment altrettanto positivo, aumentando il loro portfolio con nuove aziende italiane ed estere e puntando a conquistare nuovi clienti nei mercati più interessanti e allo stesso tempo più sfidanti dove concentrare maggiormente la strategia di penetrazione per la conquista di nuove quote.
Il Gruppo Meregalli chiude il 2022 in positivo, superando il 2021, già anno record, con un fatturato totale di 92,089 milioni di euro, il 14,16% in più dello scorso anno. Nello specifico per la distribuzione sul mercato italiano Meregalli Wines chiude con un aumento del 10,7%, Meregalli Spirits a +7,03% e Visconti43 a +45,22%, per un totale vendite Italia di +12,32%. Le consociate estere confermano il trend: Meregalli France e Meregalli Monaco chiudono con un aumento del fatturato di 28,59% e Meregalli Suisse con un aumento del 4,02%. Analizzando nello specifico i trend paragonati al 2019, anno di riferimento perché spartiacque tra un prima e un dopo che ha cambiato il mercato e le abitudini di consumo, il fatturato totale del canale “mescita”, che comprende Ristoranti, Hotel, Bar e Catering, ha una crescita di +33,56% sul 2019, dove la voce Hotel registra un incremento importante del 60%. Ancora più ampio è il margine delle vendite “a corpo”, con un aumento del fatturato nel 2022 sul 2019 del 40,78%. Da notare come le vendite online abbiano rallentato la crescita nell’ultimo anno rispetto alle previsioni dei due anni precedenti, basti pensare che nel solo 2020 l’e-commerce era cresciuto fino a superare abbondantemente il 10%. Guardando alle categorie, i vini fermi dal 2019 hanno subito un incremento delle vendite del 21,82%, e le bollicine chiudono il 2022 con un aumento di +18,70%. Sempre nel 2022 il 2% della quota di mercato del vino rosso viene guadagnata da vino bianco e vino rosato, se paragonati al 2019, categorie quelle dei bianchi e rosati con la maggior crescita tra i vini fermi, che superano anche la voce Champagne penalizzata dal numero ridotto di bottiglie prodotte. A guadagnare terreno grazie a questa carenza è la tipologia Spumante che cresce del 22,31% sul 2019. Il prezzo medio delle referenze distribuite aumenta del 15% sul 2019, con il Gruppo Meregalli che si conferma leader nel mercato di fascia alta grazie alla distribuzione di prodotti con una qualità sempre più elevata. Le novità a listino del 2022 sono numerose e spaziano in diverse regioni dell’Europa vinicola e oltre: Marques de Riscal nel cuore della Rioja, Conte Vistarino nell’Oltrepò Pavese, Villa Matilde nella zona del Massico, La Collina dei Ciliegi in Valpantena, Borgo Maragliano nella zona della Langa Astigiana, SanSteva e Poggio dei Gorleri nel Ponente Ligure, Boroli nella terra del Barolo, Ken Forrester in Sudafrica nella selvaggia terra dello Chenin Blanc, Chassenay d’Arce nella Champagne, Maison Champy a Beaune e Anaë Gin biologico e artigianale made in France. Importante novità è la partnership tra Gruppo Meregalli, La Collina dei Ciliegi e ADVini che costituiscono una nuova società di distribuzione con quote paritarie: AMCVini spa. Un’unione dalla quale nasce Duomo 18 il nuovo Wine & Life Style Club in Piazza Duomo a Milano, la cui inaugurazione è prevista a ridosso della prossima estate. Dall’aumento della capacità della logistica, grazie a un nuovo sistema multipiano verticale per ottimizzare le scorte e picking con l’utilizzo di un nuovo sistema di gestione e rotazione merce, all’implementazione del Crm per la gestione automatizzata dei contatti e operazioni quotidiane, senza tralasciare i canali di comunicazione quali stampa, eventi, social media, con l’inevitabile aggiornamento continuo che questi mezzi richiedono, sono invece tra le azioni che l’azienda intende mettere in atto per migliorare e velocizzare i processi di lavoro. Anche l’impegno per l’ambiente fa parte del focus per i prossimi anni: attraverso una serie di scelte mirate che coinvolgono soprattutto Tenuta Fertuna, la cantina in Maremma di proprietà di Gruppo Meregalli, che ha ottenuto lo standard di qualità Equalitas. “La distribuzione è diventata imprescindibile in un mondo che richiede di condensare i costi ma al tempo stesso esige un servizio veloce ed efficiente: Gruppo Meregalli è stato e dovrà essere sempre più all’avanguardia e leader su questi valori. Gli anni di pandemia sembravano aver spostato di molto la centralità dell’uomo verso la sola tecnologia: con piacere possiamo affermare che per noi e per il nostro settore, l’uomo è più centrale di prima sul cosa fare, e al tempo stesso la tecnologia è diventata fondamentale sul come fare. Un connubio perfetto che sarà il focus dei nostri investimenti. Il 2023 sarà un anno che vedrà l’Italia protagonista per il turismo, nostra grande risorsa nazionale: la voglia di riprendere la vita di prima, di socialità e di ritrovarsi, farà sì che il nuovo anno sarà positivo per noi e per il nostro settore”, sottolinea l’ad Gruppo Marcello Meregalli. “Anche questo 2022 ce lo ricorderemo, è stato ancora un anno difficile, lungo e incerto, nel quale abbiamo dovuto fare i conti con situazioni che hanno colto di sorpresa ognuno di noi; siamo dunque particolarmente orgogliosi per i traguardi raggiunti, per essere riusciti a ottenere gli obbiettivi che ci eravamo prefissati, tutto ciò grazie all’impegno e alla dedizione verso una continua e costante ricerca della qualità, nei prodotti, negli uomini e nella professione”, aggiunge il dg del Gruppo Corrado Mapelli.
“Sagna Spa ha chiuso il 2022 con un fatturato di 36 milioni di euro - dice, a WineNews, Carlo Alberto Sagna, direttore commerciale Sagna Spa (distributore del vino mito di Borgogna in Italia, Domaine de la Romanée-Conti, ndr) - si tratta del risultato più alto di tutta la storia aziendale. Un traguardo raggiunto grazie ad una serie di fattori, in equilibrio tra di loro: quattro nuovi mandati italiani (Canalicchio di Sopra, Querciabella, Palmento Costanzo, Carlo Hauner), oltre 20 agenti nuovi in province prima scoperte, una comunicazione capillare e profonda e l’organizzazione di eventi. Attività che hanno consentito di attivare collaborazioni con quasi duemila nuovi clienti in tutto il paese”. In particolare, “la vendita degli Champagne Louis Roederer resta la prima voce dei ricavi seguita da quella dei vini francesi sui quali abbiamo puntato molto: dal Rodano, con l’incremento delle etichette di Delas Frères, al Beaujolas e Borgogna, con i Gamay e Pinot Noir del Domaine Pierre Ferraud. Oltre alla partecipazione di numerosi Saloni legati agli Spirits, come il “Roma bar Show”, abbiamo creduto ed investito in una due giorni di degustazione per i soli addetti al settore, e la prima edizione dei “Sagna Days” ha visto il coinvolgimento di oltre 35 produttori da tutto il mondo, 9 masterclass condotte da professionisti del settore (Andrea Gori, Armando Castagno, Luca di Francia, Luca Picchi) per un totale di oltre 600 presenze. Per il 2023 ci aspettiamo di confermare il risultato. In questo periodo siamo tutti coinvolti nella pianificazione delle numerose attività che ci accompagneranno per tutto l’anno”.
Cuzziol GrandiVini chiude il 2022 con un fatturato di 24,48 milioni di euro contro i 21 milioni del 2021, con un aumento del 16%. Interessante il dato Ebitda, che si attesta nel 2022 all’11,12%, dato sostanzialmente stabile sull’11,41% del 2021. L’azienda, con un team di 27 persone, opera attraverso oltre 6.800 clienti su tutto il territorio nazionale distribuendo 46 aziende italiane e 91 estere per un totale di circa 2,2 milioni di bottiglie consegnate nel 2022 avvalendosi di una rete di 160 agenti di vendita. Luca Cuzziol, amministratore unico, mette in prospettiva questi dati positivi: “siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti, per noi l’aumento dei ricavi significa avere maggiori risorse da reinvestire nell’azienda, permette di sostenere e implementare la nostra struttura attraverso l’inserimento di nuove e giovani risorse con background differenti che possono collaborare in sinergia e dà la possibilità di organizzare più incontri di formazione per la rete vendita e diversi eventi di degustazione per far incontrare i produttori e i clienti. Ci stiamo dotando di sempre maggiori strumenti per fare al meglio il nostro lavoro, per ampliare la nostra proposta e offrire al cliente un servizio puntuale e soddisfacente. Rimaniamo comunque sempre attenti a quanto accade intorno a noi, consci del periodo che ci aspetta, per anticipare soluzioni che ci permettano di sostenere il mercato”. Il 2023 segna quindi l’ampliamento del portfolio Cuzziol GrandiVini in modo significativo con nuovi inserimenti che riguardano Denominazioni poco rappresentate o assenti finora, e attraverso i quali, ma non solo, si possono costruire valide alternative ai trend in voga. Per l’Italia entrano a far parte della selezione Garofano Cantine e Vigneti, realtà pugliese attraverso la quale si porta avanti un progetto territoriale, e Riofavara, azienda che va a completare il percorso di selezione nel territorio siciliano con la Val di Noto. Tra i nuovi inserimenti esteri, 8 aziende, le francesi Domaine Roblot-Marchand, del villaggio dei Pinot Noir dalla finezza estrema Chambolle-Musigny, Domaine Muzard, che amplia la proposta di Pinot Noir del villaggio di Santenay, ultimo Comune della Côte d’Or intesa come Dipartimento, Francois de Givry, della quale Les Riames è il più piccolo Monopole della Côte de Beaune, Jean-Luc Mouillard, a completamento delle zone della Francia viticola con il Jura, una delle più interessanti e attrattive del momento, Domaine de L’Idylle dalla Savoia, tra le aree più rappresentative dei vini di montagna, e Jaboulet, con la new entry nel catalogo del La Chapelle, vino icona della Valle del Rodano, la spagnola Mas Doix, azienda di riferimento del Priorat, area della Spagna fin ora non rappresentata, e l’americana Bond, a completamento di Harlan Estate e Promontory, facenti parte di un gruppo con stessa proprietà, espressione eccellente di Napa Valley. E con Cuzziol GrandiVini che sta lanciando anche molti progetti riguardanti le attività di marketing, a cominciare dalla rinnovata veste grafica del Catalogo, concepito come un vero e proprio prodotto editoriale, e di organizzazione aziendale: “il futuro di aziende come la nostra - aggiunge Luca Cuzziol - è legato alla ricerca di giovani talenti che possano apportare con il loro entusiasmo ed energia le nuove visioni e competenze che devono caratterizzare un’azienda moderna, sempre in movimento. Gli ultimi anni hanno rafforzato l’idea che la flessibilità e l’alta professionalità permettono di contornare ostacoli inaspettati e inediti - penso alla recente pandemia - ma anche di affrontare gli anni a venire con fiducia e, si spera, lungimiranza”.
Con 80 milioni di euro di fatturato gestito e 33 milioni di bottiglie commercializzate, anche la Edoardo Freddi International consolida la propria crescita nel 2022. Un trend costante che non si arresta dal 2012, anno di nascita della prima realtà italiana di export management del settore vinicolo, e un risultato, più che incoraggiante, che conferma le aspettative, grazie anche a diversi mercati che si sono dimostrati particolarmente performanti come Canada, Russia, Thailandia, Cina, Vietnam, Israele, Grecia e Malta, a una rete di 3.000 clienti attivi in tutto il mondo, tra aziende, importatori e distributori, e all’ampliamento del team, che ha permesso un’azione più capillare a livello internazionale e sui mercati più remoti grazie all’inserimento anche di cinque nuovi commerciali, di cui uno interamente dedicato al business development nei mercati più remoti, e che sarà coinvolto, nei prossimi mesi, in un’importante attività di formazione, attraverso corsi e masterclass dedicate tenute da Cristina Mercuri. “Il 2022 è stato un anno molto particolare - afferma il fondatore Edoardo Freddi - siamo partiti molto carichi, ma stanchi, dopo un 2021 finito con una crescita importante, ma con diverse incognite per il futuro. Lo scoppio del conflitto in Ucraina ha portato incertezza in tanti settori e velocizzato una spirale inflazionistica che era già in parte cominciata a novembre 2021. In un anno abbiamo dovuto assistere a un possibile ritorno del Covid, alla guerra, alla crisi logistica e al conseguente aumento dei prezzi. Nonostante tutte queste avversità, il 2022 si è chiuso per Efi in modo positivo”. E con l’ingresso nel portfolio di Edoardo Freddi International, che ora conta 43 cantine, di due nuove realtà: Borgoluce, che vanta una lunga storia alle spalle legata al territorio con un’attenzione particolare alla biodiversità, nelle colline trevigiane tra Venezia e le Dolomiti, nel cuore del Valdobbiadene, e Cantine Ariola nei Colli Parmensi. Obiettivo dei prossimi mesi è quello di incrementare ancora il numero di collaborazioni, con un focus particolare sulla Toscana, una delle regioni con più denominazioni. In generale, oltre ad ampliare il portfolio, il lavoro sarà volto a rappresentare, soprattutto sul mercato estero, una selezione di cantine produttrici di etichette di rilevante importanza, ovvero di quei fine wines che hanno fatto la storia dell’enologia italiana e che rappresentano un’esperienza di degustazione unica per gli intenditori e per gli appassionati, con l’introduzione di un “Fine Wines Specialist e Brand Activation”, che si occuperà della gestione delle allocazioni e della promozione di questa categoria di vini nei vari mercati. Per il 2023 Edoardo Freddi International mira, inoltre, all’acquisizione di 50 nuovi clienti: i mercati più interessanti e allo stesso tempo più sfidanti sono l’Est Europa e la Russia, gli Stati Uniti, la Cina e l’Africa, mentre Canada, Germania, UK, Giappone, Scandinavia e tutta l’Europa continentale sono quelli dove concentrare maggiormente la strategia di penetrazione per la conquista di nuove quote. Ma Edoardo Freddi è ceo anche di FreedL Group, gruppo specializzato in investimenti in asset e società operanti nel settore beverage, che detiene la maggioranza di capitale di Veraison Group Spa, formatasi dall’unione di Salvaterra, Progetti Agricoli e 4RU, importanti realtà produttive italiane, e che promuove i migliori distillati italiani nel mondo tramite Sapiens Spirits e offre un servizio tailor made per supportare le cantine italiane nella loro crescita sul territorio nazionale attraverso la neonata Pergola, specializzata nella distribuzione organizzata per il settore vinicolo sul mercato nazionale.

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