Un riconoscimento per “valorizzare il costante impegno nel racconto del vino italiano attraverso WineNews, testata che dirige (e che ha fondato un quarto di secolo fa, con la moglie Irene Chiari e online dal lontano 2000, e che oggi serve 2,3 milioni di Internet Protocol l’anno ed è seguita da 170.000 followers sui social, ndr) divenuta negli anni un punto di riferimento autorevole per l’informazione vitivinicola ed enogastronomica nazionale e internazionale” e perché “la sua attività giornalistica ha contribuito in maniera significativa alla diffusione di una cultura del vino competente, indipendente e capace di interpretare le trasformazioni del settore, accompagnando produttori, enologi, media ed operatori nella crescita della consapevolezza e dell’immagine del vino italiano nel mondo”. Riunita al Congresso n. 79 a Conegliano (28-30 maggio), nel cuore delle Colline del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, Assoenologi ha eletto il direttore WineNews, Alessandro Regoli, “Enologo ad honorem” e “Premio Assoenologi Comunicazione Italia” 2026, premiandolo insieme al Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrida, “Personaggio dell’Anno 2026 Assoenologi”, al presidente Consiglio Regionale del Veneto Luca Zaia, “Premio speciale territorio”, e Stevie Kim, Managing Partner Vinitaly, “Premio Assoenologi Comunicazione Internazionale”, da oggi soci onorari insieme a Matteo Zoppas, presidente Ice, Federico Bricolo, presidente Veronafiere, e Fabio Chies, sindaco Conegliano, e, ancora, con Dario Stefàno, presidente Ceseo-Centro Studi Enoturismo e Oleoturismo dell’Università Lumsa di Roma.
“Da 25 anni, il lavoro WineNews è raccontare la cronaca quotidiana e capire trend e analisi del wine & food, declinandolo sui nostri tanti strumenti di comunicazione online, creati quando non era facile come oggi - spiega il direttore Alessandro Regoli - un lavoro che è stato, è e sarà sempre incentrato sulla narrazione del mondo del vino e del cibo con articoli, audio, video, recensioni, post, foto e non solo. Il vino, come tutti i prodotti autentici della grande agricoltura italiana, è l’unico, vero e più fedele compagno della tavola, e l’anima delle conversazioni. Ma deve perdere l’autoreferenzialità ed il linguaggio a volte troppo pirotecnico per ritrovare la sua funzione più bella ed importante: bere un bicchiere è onorare la terra, la storia, la cultura e l’identità che ci appartengono. È convivialità. E la deve riconquistare rientrando nelle case e tornando nei luoghi dove si consuma, si mangia e si sta, semplicemente e piacevolmente, in compagnia, in Italia e nel mondo, da Occidente ad Oriente, nel rispetto delle diverse culture”.
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