Che l’Oltrepò Pavese sia il più importante territorio italiano del Pinot Nero è cosa nota e risaputa, con il suo famoso spumante Metodo Classico e il nome Classese, la novità in etichetta, che sarà presentato ufficialmente a Vinitaly 2026 (Verona, 12-15 aprile). E se fin dalla sua introduzione in Italia, l’Oltrepò Pavese è stato, dunque, la patria del Pinot Nero, con la maggiore superficie vitata a livello nazionale, i dati confermano che, oggi, il Pinot Nero è anche la varietà prevalente nell’Oltrepò stesso, superando le uve rosse autoctone. Le statistiche aggiornate, comunicate dal Consorzio, infatti, parlano di una superficie vitata complessiva per l’Oltrepò Pavese di 11.539 ettari, dei quali 2.869 (il 24,9%) proprio a Pinot Nero, destinato sia alla produzione di Metodo Classico Docg (il Classese) sia di Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese Doc. Seguono due uve a bacca nera (che rappresentano il 67% del totale), la Croatina (con il 24,7% della superficie) e la Barbera (13,6%). Tra le uve a bacca bianca, il 33% del totale, prevalgono, invece, il Pinot Grigio, il Riesling Italico e il Moscato Bianco, rispettivamente con 11,7%, 7,4% e 6,9%.
L’altitudine media dei vigneti è di 231 metri sul livello del mare, ma si raggiungono facilmente i 631 metri per i vigneti rivendicati a Docg ed i 770 per quelli Igt. Le altitudini massime mettono in evidenza la grande escursione altimetrica consentita dal territorio, che, anche grazie agli ampi spazi, può sfruttare le altezze per affrontare al meglio il crescere delle temperature medie che accompagna il cambiamento climatico. Il 98% del vigneto oltrepadano è Doc/Docg (quest’ultima copre da sola il 38% del totale), con età medie che si attestano sui 25 anni e una netta predilezione per l’allevamento a Guyot (76,7%). Sono, dunque, notevoli, spiega il Consorzio, le possibilità di sviluppo del numero di bottiglie rivendicate a Docg, anche grazie al rilancio del Classese, il Blanc de Noirs (e Rosé de Noirs) che raccoglie la grande eredità spumantistica dell’Oltrepò Pavese e conferma una qualità con oltre 160 anni di storia.
La storia racconta, infatti, che il Metodo Classico italiano nasceva in Valle Scuropasso alla metà dell’Ottocento, prima come luogo di provenienza del Pinot Nero base spumante e subito dopo con la creazione nel 1865 del Blanc de Noirs del Conte Vistarino. Una tradizione che nel 1984 diventa Classese, Classico Pavese, le cui nuove etichette saranno presentate il prossimo aprile a Vinitaly 2026.
A concludere il quadro statistico, i comuni con la maggiore superficie vitata sono Santa Maria della Versa (9,6%), Montalto Pavese (7,5%), Montù Beccaria (7,4%), Borgo Priolo (6,8%) e Montecalvo Versiggia (5,7%). Guardando, invece, alle due varietà più piantate, il Pinot Nero è presente soprattutto a Montalto Pavese (304 ettari), Montecalvo Versiggia (217 ettari) e Borgo Priolo (216 ettari), mentre la Croatina a Santa Maria della Versa (300 ettari), Montù Beccaria (295 ettari) e Rovescala (278 ettari).
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