Il vino italiano ha salutato un 2025 complicato anche a causa di un dato ormai acclarato: le giacenze alte in cantina. Un aumento importante, rispetto a quello maturato nel 2024, e che può essere ricondotto ad un andamento di vendemmie diverse in termini di volumi (scarsissima la 2023, più generosa la 2024, ancora più abbondante la 2025), ma, ovviamente, influenzato, e non poco, anche da vendite e consumi al rilento, dal fenomeno del salutismo, dalla zavorra dei dazi Usa e dalle difficoltà economiche che in tantissimi produttori stanno toccando con mano. Il dato di dicembre 2025, quello definitivo per l’anno da poco terminato, mostra, infatti, a livello generale, giacenze di vino ancora in aumento, come racconta l’aggiornamento al 31 dicembre 2025 di “Cantina Italia”, redatto dall’Icqrf, l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari, sulla base dei dati contenuti nei registri telematici del vino pubblicati dal Ministero dell’Agricoltura, secondo il quale nelle cantine italiane ci sono 59,5 milioni di ettolitri di vino in giacenza (molto di più di una “vendemmia media”), il +11,6% sul 30 novembre 2025 e il +4,4% nel confronto con il 31 dicembre 2024.
Un dato a cui aggiungere i 7,7 milioni di ettolitri di mosti e 2,8 milioni di ettolitri di vino nuovo ancora in fermentazione (Vnaif). E, rispetto al 31 dicembre 2024, si osserva un valore delle giacenze superiore, oltre che per i vini, anche per i mosti (+16,8%) e per i Vnaif (+32,3%) categorie che, rispettivamente, rispetto al 30 novembre 2025, mostrano giacenze inferiori del -20,2% e del -70,1%.
E se al 30 novembre 2025, come analizzato da WineNews dal raffronto tra i dati delle diverse denominazioni di “Cantina Italia”, tutte le prime 10 denominazioni più grandi, a livello di “scorte” di vino, hanno visto aumentare le proprie giacenze nell’ultimo anno, con la sola eccezione dell’Igp Puglia (ma il trend abbraccia un po’ tutti i territori), nell’ultimo aggiornamento dell’Icqrf il 58,6% del vino è detenuto nelle regioni del Nord, prevalentemente nel Veneto (27,3%); il 54,2% è a Dop (27,7% bianco, 25% rosso, 1,5% rosato), il 26,4% a Igp (13,9% rosso, 11,4% bianco, 1% rosato), i vini varietali costituiscono appena l’1,6% del totale, mentre il 17,9% è rappresentato da altri vini. Le giacenze di vini a Indicazione Geografica sono molto concentrate: 20 denominazioni su 531 contribuiscono al 58,4% del totale delle giacenze.
Il Prosecco Dop, da solo, vale il 12,2% delle giacenze con 5,8 milioni di ettolitri, seguito da Igp Puglia (2 milioni di ettolitri, 4,3% del totale), Igp Toscana (1,75 milioni di ettolitri, 3,7% del totale), Doc Delle Venezie (1,72 milioni di ettolitri), Igp Terre Siciliane (1,71 milioni di ettolitri), Igp Veneto (1,6 milioni di ettolitri), Doc Sicilia (1,5 milioni di ettolitri), Igp Salento (1,4 milioni di ettolitri), Chianti Docg (1,39 milioni di ettolitri) e Igp Rubicone (1,3 milioni di ettolitri).
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