Amarone Opera Prima 2026 (175 x 100)
Consorzio Collio 2025 (175x100)
L’ANALISI

Vino & critica: nessuna etichetta, e nessuna azienda, mette d’accordo le 9 guide “nazionali”

Incrocio WineNews: 8 su 9 per Terlano, Ca’ del Bosco, G.D. Vajra, Boscarelli, Petrolo e Ferrari. Tra i vini, il migliore (con 7), è San Leonardo 2020
CRITICA ENOICHE, GUIDE, INCROCIO GUIDE, Italia
Vino & critica: nessuna etichetta e azienda mette d’accordo le 9 guide “nazional”

Non solo per premiare lo stesso vino: neppure per premiare una stessa azienda si trova la convergenza del giudizio delle 9 guide “nazionali”, selezionate da WineNews, nel consueto confronto di fine anno, offerto dalle pubblicazioni di genere più importanti d’Italia (con Terlano, Ca’ del Bosco, G.D. Vajra, Boscarelli, Petrolo e Ferrari premiate da 8). Con la medesima assenza di unanimità, ovviamente, anche sul fronte delle etichette (il migliore, ed unico con 7, è il San Leonardo 2020 della Tenuta San Leonardo), confermando una tendenza ormai consolidata. Un segnale che, in qualche misura, sembra indicare uno stato “confusionale”, quasi una perdita delle confortanti “certezze” conquistate in passato, anche da parte della critica enologica, in una fase particolarmente critica per l’intero mondo del vino. I motivi possono essere molti e tra i più vari: dalla scelta aziendale di fornire i campioni ad alcune guide e non ad altre, all’immissione crescente da parte delle guide di nuove aziende che pure continuano a popolare lo scenario enoico nazionale, per arrivare a cause più strutturali, come il cambiamento del clima che porta con sé significativi mutamenti nelle caratteristiche organolettiche della proposta enoica, anche di territori storici, fino ad una revisione profonda degli stili dei vini praticata dalle cantine, alla spasmodica ricerca della “ricetta” più giusta per risvegliare gli appetiti di nuovi e vecchi consumatori.
Il risultato emerge dal classico confronto di WineNews (edizione n. 21) delle varie centinaia di riconoscimenti (al netto di qualche possibile errore che, con una base di dati tanto grande ed eterogenea, potrebbe sfuggire, ndr) delle 9 guide a “copertura nazionale”, edizione 2026, che comprendono le “classiche” e con maggiore “anzianità di servizio”: “Vini d’Italia” del Gambero Rosso”, “I Vini di Veronelli” del Seminario Permanente Luigi Veronelli, “Bibenda” della Fondazione Italiana Sommelier-Fis, “Guida Essenziale ai Vini d’Italia” di Daniele Cernilli, “Vitae” dei Sommelier Ais (con la “Gemma”, che simboleggia tutte quelle etichette che meritano un punteggio da 94 o più punti su 100), “Vite, vigne, vini d’Italia Slow Wine” by Slow Food, a cui, per completare il quadro, sono state affiancate nel confronto tre guide dal carattere peculiare, ovvero la guida “Vinibuoni d’Italia” del Touring Club Italiano - Tci (che, per sua scelta editoriale, prende in considerazione prevalentemente i vini da vitigni autoctoni), “I migliori 100 vini e vignaioli d’Italia” del “Corriere della Sera” (guida curata dal vicedirettore del giornale di Via Solferino, Luciano Ferraro, e da James Suckling, che condensa il meglio del panorama enoico italiano in una selezione molto ristretta di vini, firmata dallo stesso Suckling), e “La Guida ai 1000 Vini d’Italia” de “L’Espresso”, curata da Luca Gardini (anch’essa dalla lista dei vini premiati molto selettiva).
E, dunque, a livello di cantine, arrivano ad un soffio dall’“en plein” (con 8 guide che le premiano su 9) l’altoatesina Cantina Terlano, la lombarda Ca’ del Bosco, la piemontese G.D. Vajra, le toscane Boscarelli e Petrolo e la trentina Ferrari-Lunelli. Colpiscono 7 centri sui 9 possibili, ancora, l’abruzzese Valle Reale, l’altoatesina Elena Walch, le campane Marisa Cuomo e Rocca del Principe, le piemontesi Bruno Giacosa, Vietti e Cavallotto, le toscane Ricasoli, Capezzana, Tolaini e Fontodi, la trentina San Leonardo, l’umbra Antonelli e le venete Pieropan e Allegrini.
Un po’ più folto il gruppo delle aziende che vengono premiate da 6 guide su 9: con le abruzzesi Valentini e Torre dei Beati, le altoatesine Cantina Colterenzio, San Michele Appiano e Cantina Girlan, la lucana Cantine del Notaio, la calabrese Librandi, la campana Di Meo, le emiliano-romagnole Villa Papiano e Fattoria Nicolucci, le friulane Skerk e Livon, le lombarde Guido Berlucchi, Mosnel e Bosio, le marchigiane Bucci (gruppo Oniverse, famiglia Veronesi) e Velenosi, la molisana Di Majo Norante, le pugliesi Gianfranco Fino, Cosimo Taurino e Polvanera, le piemontesi G.B. Burlotto, E. Pira-Chiara Boschis, Palladino, Massolino, Travaglini, Gaja, Borgogno (Farinetti), Brezza, Livia Fontana, La Colombera, Domenico Clerico e Giovanni Rosso, la sarda Argiolas, le siciliane Pietradolce, Passopisciaro (Franchetti), Palari, e Regaleali (Tasca d’Almerita), le toscane Poggio di Sotto e Grattamacco (gruppo ColleMassari), Antinori, Ornellaia (Frescobaldi), Il Marroneto, Tenuta San Guido, Castello di Monsanto, Montevertine, Fattorie Le Pupille, Isole e Olena e Biondi-Santi (Gruppo Epi), Castello di Volpaia, Canalicchio di Sopra, Poliziano, Castello del Terriccio, Col d’Orcia e Panizzi, la trentina Moser, le umbre Lungarotti e Palazzone, la valdostana Les Crêtes, le venete Bertani (Angelini Wines & Estates), Inama e Tommasi.
Premiate da 5 guide su 9, ancora, le abruzzesi Masciarelli ed Emidio Pepe, le altoatesine Muri Gries, Cantina Bolzano, Cantina Tramin, Franz Haas, Cantina Kurtatsch, Nals Margreid, Castelfeder e Gumphof, la lucana Elena Fucci, la calabrese Ippolito 1845, le campane Mastroberardino, Fontanavecchia, Cantine Di Marzo e I Favati, le friulane Jermann (Antinori), Vie di Romans e Livio Felluga, le laziali San Giovenale, Famiglia Cotarella, Marco Carpineti, Damiano Ciolli e Gabriele Magno, la ligure Cantina Lunae, le lombarde Bellavista (Gruppo Terra Moretti), Arpepe e Conte Vistarino, le marchigiane Fattoria Le Terrazze, Le Caniette, Oasi degli Angeli e Umani Ronchi, le pugliesi Tenute Chiaromonte, Conti Zecca e Cantele, le piemontesi Ratti, Giacomo Fenocchio, Giacomo Conterno, Marchesi di Gresy, La Spinetta, Braida, Bartolo Mascarello, Oddero, Malvirà, Angelo Negro, Orsolani, Ca’ del Baio, Azelia, Lodali, Paitin, Pio Cesare e Poderi Luigi Einaudi, le sarde Contini e Fradiles, le siciliane Girolamo Russo, Feudo Montoni, Tascante (Tasca d’Almerita), Donnafugata, Graci, Planeta e Alta Mora (Cusumano), le toscane Altesino (Elisabetta Gnudi Angelini), Casanova di Neri, Fuligni, Mastrojanni, Il Borro-Ferragamo, San Giusto a Rentennano, Castello di Meleto, Le Macchiole, Piaggia, Pietroso, Poggio al Tesoro (Marilisa Allegrini), Istine, Castellare di Castellina (Domini Castellare), Il Colombaio di Santa Chiara, Ridolfi, Sassotondo, Camigliano, Rocca delle Macìe, Podere Forte e Tenuta Sette Ponti (Famiglia Moretti Cuseri), le umbre Arnaldo Caprai, Tabarrini, La Palazzola e Leonardo Bussoletti, le valdostane Rosset Terroir ed Elio Ottin, e le venete Brigaldara, Speri e Tenuta Sant’Antonio.
E se anche scovare semplicemente le aziende che mettono tutti d’accorso, in un quadro enoico sempre più complesso e solcato da una tendenza predominante alla frammentazione, è diventata ormai quasi una chimera, figurarsi trovare un’etichetta capace di essere premiata da tutte le guide (9 quelle prese in esame nell’edizione n. 21 del confronto WineNews, come sempre realizzato al di là dei criteri di giudizio - simboli, votazioni in centesimi ... - dei vari team di degustazione). E, anche quest’anno, non c’è, infatti. Di più. Soltanto il San Leonardo 2020 della Tenuta San Leonardo è riuscito nell’impresa di mettere d’accordo 7 guide su 9. Con i vini premiati da 6 guide su 9 che sono una pattuglia ridotta all’osso: Tenuta San Guido (Bolgheri Sassicaia 2022), Poggio di Sotto (Brunello di Montalcino Riserva 2019), Grattamacco (Bolgheri Superiore Grattamacco 2022), Lungarotti (Torgiano Rosso Rubesco Vigna Monticchio Riserva 2020), Tommasi (Amarone della Valpolicella Classico De Buris Riserva 2013), Bucci (Castelli di Jesi Verdicchio Classico Villa Bucci Riserva 2022), Velenosi (Rosso Piceno Superiore Roggio del Filare 2022), Marisa Cuomo (Costa d’Amalfi Furore Bianco Fiorduva, ma con qualche guida che premia l’annata 2023 e qualcun’altra la 2024), Valentini (Trebbiano d’Abruzzo 2021), Di Meo (Fiano d’Avellino Alessandra Riserva 2015), Fattoria Nicolucci (Romagna Sangiovese Superiore Predappio Vigna del Generale 2022), Ca’ del Bosco (Franciacorta Dosage Zéro Annamaria Clementi Riserva 2016),  G.D. Vajra (Barolo Bricco delle Viole 2021), Palari (Faro Palari 2020) e Castello di Monsanto (Chianti Classico Gran Selezione Vigneto Il Poggio 2020).

Copyright © 2000/2026


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026

Altri articoli