Il mondo della moda e quello del vino si sono, sovente, incontrati e piaciuti. Non c’è evento mondano senza un brindisi all’insegna della qualità, senza dimenticare che i due settori hanno prestato, da sempre, la stessa attenzione per i dettagli, la contemporaneità, la ricercatezza, la società che cambia, con un mix impeccabile di passione e competenza che ha prodotto risultati talvolta straordinari. Non a caso, tanti big della scena internazionale della moda e del lusso hanno scommesso sul vino: dalla famiglia Arnault proprietaria di Lvmh (con marchi come Moët & Chandon, Krug, Cheval Blanc, Château d’Yquem, Ruinart, Dom Pérignon, Domaine des Lambrays, Veuve Clicquot, Cloudy Bay, Bodega Numanthia, Terrazza de Los Andes ed Ao Yun, tra gli altri) fino, guardando all’Italia, a imprenditori di successo come Brunello Cucinelli, Renzo Rosso, Sandro Veronesi e Salvatore Ferragamo. E poi c’è chi ha trovato nel vino un elemento fondante della quotidianità, un elemento di condivisione e convivialità, qualcosa di insostituibile per suggellare un momento speciale. E questo è il caso di Valentino, mito della moda e del made in Italy, stilista che ha fatto la storia e lasciato un grande vuoto, probabilmente incolmabile. Valentino aveva stretto un’amicizia sincera con il conte Gelasio Gaetani d’Aragona Lovatelli, uno degli ambasciatori del connubio tra vino, eleganza e stravaganza, ma anche un nome che è stato importante per Montalcino e per il Brunello, una terra e un vino che ha vissuto da protagonista e che ama ancora. Fino al 1989, infatti, Gelasio Gaetani d’Aragona Lovatelli è stato proprietario di una delle griffe più importanti di Montalcino, Argiano, poi ceduta al conte Alberto Marone Cinzano e adesso di proprietà dell’imprenditore brasiliano André Santos Esteves.
Gelasio Gaetani d’Aragona Lovatelli ha raccontato qualche gustoso aneddoto, svelando anche la passione di Valentino, scomparso recentemente, per il vino, ma, soprattutto, per la convivialità e l’importanza della tavola come momento unico di condivisione. “Il rapporto che ho avuto con Valentino è molto antico - spiega Gelasio Gaetani d’Aragona Lovatelli - ricordo che lui, avrà avuto 28 o 29 anni, si trasferì da Parigi a Roma per lavoro e aveva affittato l’appartamento a Palazzo Gaetani Lovatelli. Io ed i miei fratelli eravamo piccolini, ricordo la sua Rolls Royce bianca. Era gentilissimo con noi, lo vedevamo quando andavamo a scuola e lui entrava in ufficio”. Un’amicizia solida su cui il vino ha avuto un capitolo speciale. “Siamo venuti ad Argiano, io e mio fratello Cristoforo - spiega ancora Gelasio Gaetani d’Aragona Lovatelli - ci siamo appassionati al Brunello di Montalcino. La prima annata che abbiamo prodotto, quella del 1970, è uscita nel 1974 e subito mi sono occupato, insieme al fattore, di promuoverla”. Da qui nacque un’idea. “Scrissi una lettera, a penna, nel 1974, a Valentino che era sempre più famoso - continua Gelasio Gaetani d’Aragona Lovatelli - comunicandogli che stavamo producendo Brunello e che saremmo stati fieri di fargliene omaggio. Speravamo che sarebbe diventato un nostro cliente”. E poi cosa successe? “Valentino chiamò ad Argiano, voleva parlare con me. Disse che voleva provare assolutamente il nostro Brunello di Montalcino e ne chiese dieci casse. Io e Cristoforo partimmo da Argiano con il furgone e ci recammo a Piazza Mignanelli (storica piazza nel centro di Roma, vicino a Piazza di Spagna, ndr), Valentino ci salutò, lui era una persona veramente educata. Ad Argiano non è mai venuto, ma abbiamo passato tanto tempo insieme. Il suo rapporto con il vino? Beveva il bianco, il Gavi La Scolca Etichetta Nera (il bianco più “glamour” d’Italia, immancabile nei calici delle celebrità e degli eventi più grandi), il Brunello gli è piaciuto molto. Aveva sempre tanti ospiti, il vino non mancava mai”. E poi i ricordi nello yacht, le vacanze, le amicizie. “C’erano dei riti fissi. All’una e trenta ci si ritrovava a pranzo, Valentino amava i piatti semplici, la pasta al pomodoro, le insalatone. Alle 18:30 era l’ora dell’aperitivo, che era qualcosa di meraviglioso e che anticipava la cena. Giancarlo Giammetti c’era sempre. Ritrovarsi la sera e parlare, le serate con Valentino erano speciali”.
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