Una cultura millenaria e profondissima che, da sempre, trovano ispirazione l’una nell’altra; un’arte di vivere e un’“art de vivre” fatte di piacere e culto della bellezza (ricordando anche le parole del Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron in apertura di Wine Paris); una gastronomia che guarda al cibo non solo come nutrimento, ma come un rito sociale legato alla tavola, della quale il vino è il compagno più fedele, e per il legame con il territorio, considerandolo un patrimonio culturale al pari dei monumenti, ora riconosciuto dall’Unesco sia per la cucina francese che per quella italiana; il fatto di essere le “super potenze” mondiali del gusto, che condividono il senso del “bello e ben fatto” anche nell’estetica, nella moda, nel design; e di aver trasformato, grazie a tutto questo, l’alto artigianato in un industria globale. Sebbene amino punzecchiarsi, e specialmente proprio su quale cucina o quale vino siano migliori, i valori culturali che l’Italia e la Francia hanno in comune sono alla base anche della loro forte identità. E non è certo un caso che, a celebrare le passioni che le accomunano, sia stato proprio il vino, nei giorni del Salone del vino di Parigi, con un evento esclusivo “fuori fiera” all’Ambasciata d’Italia, nella prestigiosa Rue de Varenne, con protagonista Pasqua Vini, tra le griffe più importanti della Valpolicella, e il suo ultimo investimento: Sangue d’Oro, il Passito di Pantelleria Doc prodotto da una delle più grandi e celebri attrici francesi attive tra Francia e Italia, nonché top model e “musa” di Chanel negli Anni Ottanta e Novanta del Novecento, come Carole Bouquet, vera icona mondiale di stile (che, con WineNews, tra gli ospiti dell’evento, ha parlato proprio di passioni, in un video prossimamente online, ndr).
Del resto, è così che Pasqua Vini ha voluto mettere in discussione le categorie consolidate del vino, suggerendo una lettura più ampia e non convenzionale del Passito, scardinando l’approccio di degustazione classico in favore di un’idea di versatilità totale nell’abbinamento, con il nuovo concetto di pairing “Fuori Carta”, che supera il tradizionale confinamento del vino al momento del dessert, come ha spiegato Andrea Pasqua, Head of Business Development Pasqua Vini, per aprirsi a un’esperienza di abbinamento a tutto pasto e di alta cucina come con la Torta al cioccolato, capperi e caviale del celebre chef bistellato Bruno Verjus. Un vino, ha spiegato Carole Bouquet, “che evolve e cambia insieme al cibo. Mi emoziona vederlo incontrare abbinamenti inaspettati: è lì che diventa davvero libero e viene pienamente valorizzato”.
Ma Sangue d’Oro nasce, prima di tutto, da una visione condivisa: custodire la cultura vitivinicola che ne è all’origine, spingendo al contempo la ricerca oltre i confini del consueto e reinventandone le modalità di consumo, con un progetto di promozione culturale prima ancora che imprenditoriale, per dare nuova voce, visibilità e opportunità a una comunità come quella dell’isola di Pantelleria, in Sicilia, nel cuore del Mar Mediterraneo, che unisce gesti antichi e coraggio contemporaneo. Un progetto “Pasqua Vini A Sicilian Interlude” che ha trovato nella Ville Lumière la migliore cornice per raccontarsi, con un originale teatrino siciliano del Settecento trasferito a Parigi da Palermo agli inizi del Novecento.
“Un evento simbolico - ha detto l’Ambasciatrice d’Italia a Parigi Emanuela D’Alessandro - un vero e nuovo connubio tutto italo-francese e mediterraneo intorno a quella che è una delle nostre secolari e più prestigiose passioni in comune: quella per il vino, la sua storia, la sua tradizione, ma anche il suo significato più profondo”.
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