Il 6 marzo 2026: è in questa data che Amatrice celebra il suo piatto-simbolo, tra i più amati della cucina italiana, in Italia e nel mondo, nel primo “Amatriciana Day”, la “Giornata Internazionale dell’Amatriciana”, tra gusto, storia e identità di un territorio che ha trasformato una ricetta nato come condimento povero dei pastori dell’Appennino in un’icona gastronomica mondiale. Da queste montagne, dove già nel Settecento si preparava la “pasta alla gricia” con guanciale e pecorino, infatti, l’evoluzione verso l’Amatriciana avvenne con l’arrivo del pomodoro, consolidando il legame inscindibile tra il piatto e Amatrice, che per secoli ne ha custodito la ricetta autentica tramandata dalle famiglie e dalle osterie locali. Oggi, secondo l’ultima analisi dell’Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione dell’agricoltura del Lazio (Arsial), nei soli Comuni di Amatrice e Accumoli si producono settimanalmente 150 chili di sugo per punto di ristorazione, per un totale di 100 tonnellate l’anno, equivalenti a 25.000 porzioni se si considera una media di 5 piatti per chili di sugo, mentre nel Lazio la stima raggiunge un milione di piatti.
Attorno alla data della “Giornata Internazionale dell’Amatriciana”, scelta perché coincide con il riconoscimento della certificazione europea di Specialità Tradizionale Garantita (Stg) ottenuta il 6 marzo 2020, Amatrice, distrutta e rinata dal devastante terremoto del 2016, esattamente 10 anni fa, promuove un calendario di eventi (6-8 marzo) pensati per valorizzare non solo l’origine storica dell’Amatriciana, ma anche il patrimonio culturale e umano che la circonda, simbolo di una comunità capace di difendere le proprie radici e rilanciarsi dopo le ferite del sisma.
L’iniziativa, presentata nei giorni scorsi alla Camera dei Deputati a Roma, è promossa dall’Associazione dei Ristoratori e degli Albergatori di Amatrice (Aram) con il patrocinio del Comune, dell’Università Roma Tre, della Regione Lazio e della Camera di Commercio di Rieti e Viterbo, e si fonda sull’idea che la cucina possa essere strumento di identità e ripartenza. “Per noi l’Amatriciana non è solo un simbolo di eccellenza enogastronomica - ha detto il sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi - ma il volano della ripartenza socio-economica di Amatrice e delle sue frazioni”.
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