02-Planeta_manchette_175x100
Consorzio Collio 2025 (175x100)
FUTURO

L’Italia ha investo 2,3 miliardi di euro per digitalizzare 1 milione di ettari in agricoltura

Così Coldiretti da “Beyond Climate”, evento del Ministero dell’Ambiente in Confindustria a Roma. “Pronti a investire altri 6 miliardi entro il 2030”
AGRICOLTURA, Coldiretti, CONFINDUSTRIA, DIGITALIZZAZIONE, INVESTIMENTI, MINISTERO DELL’AMBIENTE, Non Solo Vino
L’agricoltura italiana punta sulla digitalizzazione

“Siamo pronti ad investire 6 miliardi di euro entro il 2030 nel comparto agricolo per completare la digitalizzazione di circa 11 milioni di ettari ancora non coperti e garantire alle imprese strumenti concreti per aumentare competitività, sostenibilità e trasparenza”. Lo ha detto Ettore Prandini, presidente nazionale Coldiretti, a “Beyond Climate”, evento del Ministero dell’Ambiente, ieri e oggi, in Confindustria a Roma, dove ha sottolineato la necessità di rifinanziare in modo strutturale il piano Transizione 4.0 per l’agricoltura italiana. 
Prandini ha aggiunto che “ad oggi sono stati investiti circa 2,3 miliardi di euro e digitalizzato 1 milione di ettari, ma la vera sfida si gioca ora. Senza risorse aggiuntive rispetto al Pnrr rischiamo di fermare un processo strategico per il futuro dell’agricoltura italiana. Per questo stiamo lavorando con il Ministero dell’Economia e con il Ministro Giancarlo Giorgetti affinché Transizione 4.0 sia adeguatamente finanziata”.
La digitalizzazione, ricorda Coldiretti, consente il monitoraggio satellitare dei terreni, l’utilizzo di tecniche di agricoltura di precisione, la riduzione dell’impiego di fitofarmaci e del consumo di acqua, con interventi mirati solo dove necessario. Un percorso che rafforza la tracciabilità lungo tutta la filiera e permette di offrire ai cittadini un’etichettatura sempre più trasparente. “Grazie alla digitalizzazione siamo riusciti a ridurre del 30% il consumo di acqua nel nostro Paese nelle fasi irrigue - evidenzia Prandini - è un dato consolidato, reso possibile da investimenti mirati, dall’utilizzo di sistemi evoluti e dall’integrazione dei dati satellitari. Questo dimostra come innovazione e sostenibilità possano procedere insieme, generando benefici concreti per le imprese e per l’ambiente. L’agricoltura italiana è già oggi la più sostenibile a livello globale, ma questo primato va misurato, certificato e comunicato meglio. Le nuove tecnologie ci permettono di trasformare il dato in conoscenza e la conoscenza in valore economico, rendendo immediatamente accessibili in tutto il mondo le informazioni sulla qualità e sulla sostenibilità delle nostre produzioni”.
L’utilizzo efficace delle risorse è decisivo. A fronte di 8,5 miliardi di euro stanziati con il Pnrr, afferma Coldiretti, è stato generato un valore per il sistema Paese pari a 23 miliardi di euro all’interno delle filiere. “Non è stata una spesa - rimarca Prandini - ma un vero moltiplicatore di investimenti. Se continueremo a investire in questa direzione, sono convinto che l’Italia potrà diventare un modello rispetto alle grandi sfide che abbiamo davanti, a partire da quelle legate ai cambiamenti climatici, proprio grazie a innovazione, ricerca e formazione”.
Per Coldiretti, infine, sarà determinante investire in formazione e competenze per creare le nuove figure professionali richieste dall’agricoltura digitale, dall’uso dei droni ai sistemi avanzati di monitoraggio. “La formazione è un elemento basilare - conclude Prandini - l’agricoltura italiana ha bisogno di oltre 5.000 nuove figure professionali altamente qualificate, che a loro volta diventeranno formatori per le nuove generazioni, trasferendo competenze e capacità nell’utilizzo degli strumenti tecnologici che avremo a disposizione nei prossimi anni”.

Copyright © 2000/2026


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026

Altri articoli