“Immagina di essere la sommelier di te stessa: tu sei la cliente, e oggi devi scegliere il miglior “vino” per i tuoi gusti, tenendo conto di esigenze ed esperienze. Ti conosci così bene da sapere qual è la decisione migliore per te in questo momento? Ci sono amori che ti stordiscono come un calice di vino a stomaco vuoto. Altri che promettono tantissimo dall’etichetta e poi, al palato, deludono. Altri ancora che non dimenticherai, ma non li riberresti”. Da questa riflessione nasce “Degustazione sentimentale - Storie di bottiglie giuste nel momento sbagliato”, primo romanzo della sommelier, content creator e comunicatrice Giulia Latini. Un esordio narrativo che nasce dentro il mondo del vino e ne prende in prestito il linguaggio fatto di assaggi, memoria sensoriale e capacità di riconoscere ciò che resta davvero; dalle scelte fatte in amore che, a volte, somigliano davvero a quelle che facciamo davanti a una carta dei vini: ci affidiamo al prezzo, alla fama, all’etichetta. Come in una degustazione, però, è solo il tempo del sorso a rivelare equilibrio, struttura e persistenza.
Raramente ci chiediamo cosa ci piace davvero, di cosa abbiamo bisogno, se quello che stiamo scegliendo ci farà stare bene anche il giorno dopo. In questo libro (Sperling & Kupfer Editore, 2026, pp. 256, prezzo di copertina 19,90 euro), l’autrice, ci fa dono, e ci racconta la sua carta dei vini emotiva, personale e imperfetta, abbinando gli uomini che ha incontrato ai diversi tipi di vino che ha assaggiato. Alcuni facili e ingannevoli come le bollicine di un Prosecco, altri teoricamente perfetti, ma incapaci di emozionare. Uomini diversi, relazioni difficili, a volte tossiche. Ma se visti dalla giusta prospettiva, anche i malesseri lasciano un retrogusto che può insegnarci qualcosa.
Da un lato c’è la Giulia che ha amato troppo, giustificato troppo, aspettato troppo. Dall’altro c’è la Giulia sommelier, che ha studiato, assaggiato, imparato a riconoscere i sapori, i profumi, e anche i propri errori. E in mezzo ci siamo noi, che leggiamo e pensiamo: è successo anche a me. O peggio: ci sono ancora incastrata dentro. Un libro che parla a chi si è sentita sbagliata per essere stata sensibile, esagerata per aver avuto aspettative, difficile per non essersi accontentata.
Perché la vita, in fondo, è una degustazione continua. E come ogni grande vino, anche le relazioni chiedono tempo, ascolto e la capacità di riconoscere quando un sorso è quello giusto. Imparare a scegliere bene è un atto d’amore. Prima di tutto verso di noi.
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