Medico, il più alto in grado alla Corte dei Medici, scienziato e letterato che fece parte dell’Accademia della Crusca, Francesco Redi (Arezzo, 18 febbraio 1626 - Pisa, 1 marzo 1697), tra i più importanti intellettuali toscani, fu protagonista della nascita della scienza moderna, “padre della parassitologia” e autore della celebre confutazione della teoria della generazione spontanea, dimostrando che i vermi derivano dalle larve delle mosche e che, quindi, gli organismi viventi non possano generarsi spontaneamente dalla materia non vivente, nella famosa opera “Esperienze intorno alla generazione degl’insetti” (1668). Ma fu anche il “poeta della Toscana del vino” per eccellenza, ed un grande comunicatore: seguace del metodo galileiano, Redi seppe coniugare rigore scientifico, sensibilità letteraria e profonda conoscenza della cultura del vino nel famoso ditirambo in versi “Bacco in Toscana” (1685), un capolavoro della letteratura d’evasione, che conobbe enorme successo in tutta Europa grazie alla descrizione dell’ebbrezza di Bacco immaginato ad assaggiare i vini della regione, raccontati come in un “catalogo ante litteram”. A partire dal vino di Montepulciano, celebrato in modo memorabile proclamando solennemente che “d’ogni vino è il re”. Ed è proprio unendo i suoi importanti studi, che, nel contesto del Seicento mediceo, segnato dall’impegno di Ferdinando II e Cosimo III de’ Medici per la valorizzazione della produzione vitivinicola del Granducato di Toscana, il Redi fu un attento osservatore dei processi naturali, delle pratiche enologiche e dei riflessi sia culturali che terapeutici del vino.
“Montepulciano d’ogni vino è il re” è il verso scelto dal Consorzio del Vino Nobile, in collaborazione con Società Storica Poliziana, Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte e Biblioteca e Archivio storico Piero Calamandrei, per celebrare nel 2026 i 400 anni dalla nascita di Francesco Redi e del “Bacco in Toscana”, con un intero anno e oltre di iniziative di vario genere, nella città del Poliziano vera e propria “perla del Rinascimento”, che ancora custodisce le cantine storiche “murate”, dentro le mura, nei nobili palazzi opera di architetti come Michelozzo, Antonio da San Gallo, il Vignola e Baldassarre Peruzzi, e la cui cultura è indissolubilmente legata alla figura del letterato. A partire dalla mostra “Francesco Redi a Montepulciano. La cultura e la scienza del vino dopo Galileo”, nell’antica Fortezza di Montepulciano (20 marzo - 19 giugno 2027), curata dalla studiosa Lorella Mangani e da Giovanni di Pasquale, vice direttore del Museo della Scienza e della Tecnica “Galileo Galilei” di Firenze (ed alla quale parteciperà anche WineNews con libri antichi ed originali dell’autore, ndr).
Prima però, il 19 giugno, il “Solstizio d’Estate” sarà un vero e proprio “banchetto” con la cucina tre stelle Michelin dei fratelli Cerea del ristorante Da Vittorio di Brusaporto, e il Vino Nobile nei calici, nell’eccezionale cornice di Piazza Grande, una delle piazze più belle d’Italia, che tante volte è stata un set cinematografico, ma dove ancora sembra di sentire parlare di Marsilio Ficino, Pico della Mirandola, Leon Battista Alberti, Brunelleschi, Botticelli, Donatello, Michelangelo e Leonardo, illustrissimi amici del Poliziano, segretario personale di Lorenzo Il Magnifico e animatore del suo celebre cenacolo di intellettuali, dove i versi del Magnifico che tutti conoscono, “Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza” del canto carnascialesco del “Trionfo di Bacco e Arianna”, hanno acceso la scintilla del Rinascimento.
Il 9 ottobre, sempre in Fortezza, infine, ci sarà il convegno “Quando Bacco giunse in Toscana - Francesco Redi, la scienza sperimentale, le arti e la cultura del vino nel Granducato degli ultimi Medici”, per rendere il doveroso omaggio all’eredità di Francesco Redi e al prestigio del Vino Nobile di Montepulciano, scienza, poesia e vino.
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