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PROMOZIONE E MERCATI

Usa, il Brunello di Montalcino vola, secondo il Consorzio: vendite a +7,7% in volume e 2% in valore

Lo raccontano i dati “Sip Source” sul 2025, in vista di “Benvenuto Brunello” 2026, il 24 febbraio a New York, e di due masterclass in Texas, in marzo
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Il presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino, Giacomo Bartolommei

Come se i dazi non esistessero, come se i consumi complessivi di vino non fossero in calo. Il Brunello di Montalcino, in Usa, suo primo mercato (che vale il 30% delle esportazioni), è più forte di ogni crisi. Una “love story”, quella tra il grande rosso toscano e gli americani, che non conosce battuta d’arresto, nonostante tutto, almeno stando alla comunicazione diffusa dal Consorzio del vino Brunello di Montalcino, a “Benvenuto Brunello 2026”, il 24 febbraio a New York, e delle masterclass in programma per la prima volta in Texas, il 3 e 4 marzo, rispettivamente a Dallas e Austin. “Secondo l’analisi dell’Osservatorio di Unione Italiana Vini (Uiv), realizzata per il Consorzio e basata sulle vendite dei distributori Usa riscontrate nel 2025 dalla piattaforma Sipsource, a fronte di un calo generale dei volumi commercializzati del -8,8% (-5,2% per i vini italiani), la crescita delle vendite del Brunello +7,7% a volume, +2% a valore, realizzata soprattutto nei canali dell’hotellerie e club wholesale, dimostra una domanda ancora reattiva per i prodotti simbolo di Montalcino”, spiega ancora una nota del Consorzio. Che sottolinea come si tratti di “un incremento, realizzato soprattutto negli ultimi mesi del 2025, che vede nel South - e soprattutto nel Texas - una delle principali piazze di consumo, che concentra la metà del mercato del Brunello negli States e una crescita in volume che sfiora il +9%”.
“Riteniamo sia molto significativa “Benvenuto Brunello” a New York: Montalcino non intende rinunciare agli Usa da sempre partner privilegiato - dice il presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino, Giacomo Bartolommei - in una fase di tensioni commerciali, e lo fa con una partecipazione record dei suoi produttori, il 40% in più sullo scorso anno (48 i produttori di Brunello e Rosso di Montalcino in un business to business con media specializzata e trade statunitense per i tasting delle ultime annate, Brunello 2021, Brunello Riserva 2020 e Rosso di Montalcino 2024, entrate in commercio da pochi giorni). Siamo convinti che anche i consumatori americani la pensino allo stesso modo, e i dati delle vendite interne lo confermano. Lo scorso anno il Brunello è stato tra le pochissime denominazioni a crescere, con un aumento dei volumi commercializzati presso i punti vendita degli Stati Uniti del 7,7%”.
Dati, quelli relativi alle vendite interne agli Usa che, va detto, raccontano di un progressivo svuotamento delle scorte di magazzino da parte del trade americano, ma che, in parte, stridono con il quadro complessivo attuale, anche per il territorio di Montalcino. Che, secondo i dati “Cantina Italia”, aggiornati al 31 gennaio 2026, vedono più vino in giacenza, con 481.896 ettolitri di Brunello di Montalcino (+4,4% sulla stessa data 2025) e 91.620 ettolitri di Rosso di Montalcino (+7%), a fronte di fascette e imbottigliamenti (che sono un termometro del mercato di quanto esce dalle cantine) che, secondo i dati Avito, se sono in netta crescita, nel 2025 sul 2024, per il Rosso di Montalcino (+27%) anche, va detto, per effetto dell’apertura dell’Albo dei Vigneti della Doc di Montalcino (dal 2024) che ha aumentato notevolmente il potenziale produttivo, sono in calo sensibile, del -7,9%, per il Brunello di Montalcino. Che, però, forte della sua qualità riconosciuta, del suo prestigio e della passione dei consumatori del mondo, americani in testa, guarda con fiducia al futuro di un mercato del vino sempre più complesso. A partire, dunque, da quegli Usa in cui sarà protagonista nei prossimi giorni: nel centralissimo 583 Park Avenue di New York, il 24 febbraio, saranno 48, come detto i produttori di “Benvenuto Brunello 2026, mentre il 25 febbraio, anche una degustazione dedicata ai consumatori con Millesima, rivenditore di vini di lusso nell’Upper East Side, che aprirà le sue porte agli appassionati di vino assieme alle imprese italiane”.

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