I numeri nel bicchiere…Il primato dell’Italia tra dazi e consumi in calo … tra dazi e consumi in calo In un 2025 in chiaroscuro per il settore vitivinicolo a livello mondiale l’Italia può brindare a buon diritto per essere diventata il primo paese produttore al mondo. Nonostante la ripresa rispetto ai minimi storici registrati nel 2024 il mercato globale ha dovuto affrontare sfide strutturali legate al calo dei consumi globali e a un export reso difficile da tensioni geopolitiche e dazi. In base ai dati principali basati sulle rilevazioni dell’Oiv (Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino) e dei principali osservatori di mercato (Istat, Mediobanca, WineNews) la produzione globale è stimata tra 228 e 235 milioni di ettolitri (Mhl), in aumento del 3% rispetto al 2024, ma comunque il 7% al di sotto della media degli ultimi cinque anni. L’Italia è tornata a essere il primo produttore mondiale con 47,4 Mhl (+8% sul 2024), superando la Francia che ha vissuto un’annata difficile. Nonostante la buona produzione, il mercato interno e internazionale ha mostrato segni di sofferenza. In particolare, le vendite nella grande distribuzione hanno registrato una flessione. Si stima un calo di circa 20 milioni di litri venduti rispetto all’anno precedente. I vini fermi si confermano in calo o stabili, con i consumatori che preferiscono prodotti ‘value for money’ a causa dell’inflazione. Le ‘bollicine’ sono l’unico comparto in controtendenza, con una crescita stimata del 4,4% a volume. II 2025 si è chiuso con circa 60 milioni di ettolitri di vino ancora stoccati nelle cantine italiane (+4,4%), segnale di una difficoltà nello smaltimento delle scorte. II 2025 è stato un anno negativo per le esportazioni, dopo i record degli anni precedenti, il valore complessivo è stato di 7,7 miliardi di euro (-3,7% rispetto al 2024) per un volume di 2,1 miliardi di litri (-1,8%). Particolarmente sensibile il calo sul mercato Usa, che ha registrato una diminuzione del -9,1% in valore, pesantemente influenzato dall’incertezza sui dazi e dalla svalutazione del dollaro. La Germania si conferma sostanzialmente stabile (+0,5% in valore), ma con volumi in calo (-3,2%). L’export verso il Regno Unito invece registra una flessione del 3,8%. Cresce la richiesta di vini di lusso o “icone”, come dimostra l’ottima performance ottenuta nel corso del 2025 dalle aste di vino che hanno registrato un aumento del 12%, al contrario la fascia media soffre la riduzione del potere d’acquisto.
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