L’Unione Europea, nel 2025, ha toccato il suo record per le esportazioni agroalimentari, a 238,4 miliardi di euro, con un +1,2%, e con un “montante” che ha rappresentato il 9% di tutto l’export Ue. Allo stesso tempo, però, c’è stato anche il record delle importazioni agroalimentari dai Paesi Terzi a 188,6 miliardi di euro, con un incremento del 9% sul 2024, ed un peso sul totale dell’import Ue del 7,5%. Numeri che dicono di quanto l’Ue sia una potenza mondiale nella produzione e nell’export di cibo, ma al tempo stesso un mercato sempre più “aggredito” anche dai prodotti esteri. E anche per questo è fondamentale garantire la sovranità alimentare europea, e anche la sicurezza alimentare, esigendo reciprocità di regole con i Paesi Terzi, per tutelare sia i consumatori dal punto di vista qualitativo e salutistico, che i produttori dalla concorrenza sleale di altri che seguono regole e sistemi produttivi meno rigorosi, prendendo l’Italia come modello virtuoso non solo sul fronte della qualità, ma anche della sicurezza alimentare e del sistema dei controlli. Investendo ancora di più, inoltre, anche sul fronte del benessere animale, salvaguardando al contempo la salute degli animali, ponendo grande attenzione al tema delle malattie sempre più pressanti (dalla peste suina alla dermatite, e non solo), la salute dei consumatori, e la redditività degli agricoltori, già alle prese con mille difficoltà aggravate dal contesto internazionale, come racconta, per esempio, l’allarme sul caro gasolio e sui fertilizzanti, legate alla crisi dello Stretto di Hormuz. È il messaggio lanciato, oggi, dal Commissario Ue per la Salute, Olivér Várhelyi, in visita al Ministero dell’Agricoltura a Roma, ospitato dal Ministro Francesco Lollobrigida.
“Grazie al Ministro Lollobrigida, per questo graditissimo incontro che si inserisce nel quadro di un vasto tour, che mi ha visto già all’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), a Parma, ed incontrare anche il Ministro della Salute, Orazio Schillaci. Penso che sia importante che l’Unione Europea continui a fare tutto il possibile per difendere la sicurezza, la qualità e la totale trasparenza di un sistema, quello della produzione agroalimentare, che è l’ultimo baluardo della sovranità europea, ovvero dove l’Unione Europea è ancora sovrana”, ha esordito Várhelyi. Che ha aggiunto: “faremo di tutto per tutelare la sicurezza alimentare, e con essa chiaramente la salute dei consumatori, che vogliono che sulle loro tavole arrivi del cibo sicuro e con altissimi livelli in termini di sicurezza. Ma, non da meno, è importante la tutela della competitività dei nostri agricoltori sullo scenario globale. In questo senso l’Italia deve continuare a poter anche fornire quei prodotti in cui è autosufficiente e di cui è grande produttrice. L’anno scorso abbiamo rafforzato gli sforzi in questo senso. Quest’anno intendiamo raddoppiare gli audit nei Paesi Terzi, e anche visitare con più attenzione punti di accesso come i porti, come ho intenzione di fare, per esempio, con il porto di Genova. Dobbiamo continuare a verificare che i prodotti che entrano nell’Unione Europea rispettino e siano conformi con le regole stabilite all’interno dell’Unione - ha detto il Commissario Ue per la Salute - chiaramente c’è una grande responsabilità da parte delle autorità nazionali, ma noi, come Ue, faremo del nostro meglio per sostenere e migliorare questi controlli. Lo stiamo già facendo, ovviamente, stiamo investendo, abbiamo investito tanto. In attività di training ed intervenendo in situazioni d’emergenza: abbiamo messo su un “Fast Reaction Team” che è un gruppo di esperti dai vari Paesi che può intervenire lì dove manchi o sia carente una capacità a livello locale”. Con Várhely che ha anche sottolineato il ruolo dell’Italia: “ho chiesto al Ministro Lollobrigida di rafforzare la collaborazione con l’Italia, come poi farò con altri Paesi. Ma quando si parla di sicurezza alimentare, l’Italia è leader, e quindi in questo è il nostro partner chiave. Avremo cura della totale applicazione del rispetto delle norme europee, in modo tale da aumentare e mantenere stabile e solida la fiducia dei consumatori e degli agricoltori europei”.
Altro aspetto toccato dal Commissario per Salute, e al centro dell’incontro con Lollobrigida, è stato quello della salute animale. “Dobbiamo fare del nostro meglio per il benessere animale, ma anche per la salute dei consumatori e per tutelare gli allevatori, che subiscono gravi danni da malattie come è stata la peste suina africana, per esempio, ma non solo. Lavorando di più anche di concerto con Efsa, sul tema delle vaccinazioni, per eradicare certi tipi malattie”.
“Ringrazio il Commissario Várhely - ha detto il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida - perché ha interpretato davvero il ruolo di un buon Commissario europeo. Il Commissario europeo non rappresenta la sua Nazione se non al momento della sua nomina, poi rappresenta gli interessi europei. Alcuni, nel tempo, lo hanno saputo fare e altri meno. Il Commissario Várhely sì, e per quanto riguarda l’Italia abbiamo trovato in lui un punto di riferimento sugli interessi comuni della nostra Europa. Per proteggere l’ambiente, proteggere il benessere animale, proteggere l’economia e la produzione rispetto a un mondo globale che ha regole diverse dalle nostre. Ho trovato nel Commissario Várhely un importante punto di riferimento rispetto, per esempio, alle vicende legate agli agrofarmaci. La nostra posizione è di utilizzare gli agrofarmaci solo quando è necessario, e di vietarli solo quando è possibile. Quando non è possibile e si danneggiano le produzioni, si ottiene l’effetto inverso di dover importare di più da Nazioni che utilizzano agrofarmaci in quantitativi superiori a quelli consentiti o addirittura farmaci vietati in Europa. Abbiamo chiesto, e lo ringrazio, di aumentare i controlli e il Commissario oggi ha dato riscontro che l’attività e l’attivismo , compensano anni di immobilismo che hanno fatto entrare all’interno dell’Unione Europea merci che non dovevano e non potevano entrare. La mia disponibilità è massima. Chiederemo in queste ore controlli ulteriori nei nostri porti, anche a cominciare dal porto di Genova che tu hai citato - ha detto Lollobrigida rivolgendosi al Commissario - perché abbiamo necessità di garantire massima serietà nei controlli in Italia, per poter ottenere gli stessi risultati da un’Europa che, a nostro avviso, ha fatto accedere troppo spesso prodotti che non dovevano entrare nel nostro mercato, perché fanno concorrenza sleale ai nostri produttori, oltre che danneggiare i consumatori. Sul settore del riso, che è un settore di interesse italiano, quello che è accaduto al Parlamento Europeo nelle scorse ore, per me, è da considerarsi vergognoso (con il Parlamento Ue che ha bocciato l’abbassamento dal 45% al 20% della soglia di attivazione delle clausole di salvaguardia per le importazioni dai Paesi Terzi, ndr) perché ha prevalso la logica della maggioranza rispetto ad un tema che è di interesse specifico di solo 7 Nazioni europee e in particolare per l’Italia. Far accedere riso da Paesi nei quali vengono utilizzati agrofarmaci in maniera sregolata, anche vietati in Italia, e soprattutto vengono sfruttati minori per produrli, schiavi non lavoratori, è un atteggiamento irresponsabile. Purtroppo parte della sinistra europea ha votato contro questo provvedimento, che serviva a proteggere il mercato europeo da importazioni scorrette. Abbiamo chiesto di implementare i controlli e avere tolleranza zero sugli agrofarmaci, chiederemo in Europa nuovamente di proteggere i lavoratori di quelle Nazioni ed evitare di finanziare quelli che li sfruttano. Lo chiederemo ovviamente al Commissario per il Commercio, Maroš Šefčovič, e alla Presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. Basta con ipocrisie, nelle quali si dice di difendere i lavoratori qui e si fa finta di non sapere che esistono in altre parti del mondo schiavi che abbattono il costo di produzione con lo sfruttamento del lavoro, e vengono a fare concorrenza a chi, come i nostri imprenditori, tutela le regole del lavoro. Abbiamo chiesto al Commissario Várhely, e lo ringrazio anche per questo, di implementare la possibilità di utilizzare i droni in agricoltura, perché è il futuro e sappiamo che il Commissario Várhely concorda che i droni sono uno strumento per proteggere l’ambiente, per utilizzare meno agrofarmaci, per aiutare l’agricoltura eroica in quelle zone europee e, ovviamente italiane, in cui è più difficile utilizzare i metodi classici, e che quando si utilizzano sono più impattanti per l’ambiente. Abbiamo dato la completa disponibilità al Commissario Várhely a sostenere in maniera forte il Pacchetto Omnibus, chiedendo di andare incontro al principio di reciprocità che abbiamo chiesto di sancire negli accordi internazionali. Tolleranza zero è il nostro punto di partenza, ma vado oltre. Se viene consentito che accedano ai nostri mercati prodotti che utilizzano agrofarmaci qui vietati, vuol dire che si ritiene che quella sostanza non sia dannosa e, quindi, si deve poter usare anche qui. Noi siamo per continuare a vietarli, altrimenti vanno rivalutate posizioni di rigidità assunte in questi anni, che hanno messo in ginocchio alcuni sistemi produttivi europei”.
Se queste sono le posizioni ufficiali espresse, però, WineNews avrebbe voluto chiedere al Commissario per la Salute, Olivér Várhelyi, anche una sua posizione rispetto al tema “vino, alcol e salute”, e sul ritorno della proposta degli “health warnings” nelle etichette di vino e alcolici, da parte della Commissione per la Salute del Parlamento Ue nella revisione del Beca, ma il Commissario non ha concesso “question time”. Di conseguenza, abbiamo chiesto al Ministro Lollobrigida se il tema fosse stato tra quelli toccati nell’incontro. “Con il Commissario Várhelyi, dall’inizio, abbiamo chiarito il nostro posizionamento sul vino, era il momento di massimo allarme quando lui è divenuto Commissario. È persona che frequenta molto l’Italia, che apprezza il vino, lo ha detto lui, lo ha dimostrato anche a Vinitaly a Verona, che ha visitato lo scorso anno. Non condivide etichette allarmistiche - ha detto Lollobrigida - e anche oggi ha ribadito che lavoreremo insieme per ragionare di trasparenza massima, noi vogliamo che i cittadini sappiano come viene realizzato un prodotto, che cosa contiene e quello che può fare. Quello che non accetteremo mai sono le etichette “condizionanti”, lo abbiamo detto sul Nutri-Score, lo ribadiamo sulle etichette allarmistiche che non spiegano il prodotto, ma spaventano il consumatore rispetto all’una o all’altra scelta. Ci sono interessi, ovviamente, diversi nelle Nazioni europee, ce lo dobbiamo dire. Vale per il vino, e se noi siamo i primi produttori in Europa di vino, dobbiamo essere i primi a proteggere questo prodotto facendo anche alleanze con le altre Nazioni che hanno lo stesso comune interesse, perché non tutti in Europa hanno la stessa sensibilità e, magari, tendono spesso a identificare le loro strategie di carattere commerciale a vantaggio di settori che producono altro, e quindi sfruttano spesso ricerche allarmistiche o altro per cercare di condizionare anche le scelte di natura politica. Proprio per questo abbiamo risposto con ricerche fatte anche da autorevolissimi docenti internazionali mondiali che hanno specificato, l’ultima in una tavola rotonda a Vinitaly col professor Scapagnini (qui il nostro racconto e le interviste video), con esponenti di università statunitensi, e con la presentazione, il 25 di marzo da parte di Federvini, di una ricerca basata su dati scientifici, per dimostrare che l’allarmismo è inutile. Le informazioni vanno sempre date in maniera compiuta e completa, promuovendo, nel caso del vino, che contiene anche alcol, un consumo corretto e consapevole, senza demonizzare il prodotto. E su questo - ha concluso Lollobrigida - vogliamo lavorare”.
Una visione condivisa anche dalla Coldiretti, che il Commissario Várhelyi ha incontrato, ricevendo la petizione da un milione di firme con richieste per migliorare proprio sui temi di trasparenza e sicurezza alimentare. “Aiutaci in una battaglia di trasparenza - ha detto il presidente Coldiretti Ettore Prandini al Commissario Ue per la Salute - per un settore che rappresenta la storia d’Italia, che è una storia millenaria, e che è il settore vitivinicolo. Non possiamo accettare la demonizzazione del vino: battiamoci insieme per il corretto consumo di vino, evitando bibite energetiche e cocktail. Il vino è storia e qualità, ed è territorio”.
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