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LA DECISIONE

L’Europa sospende i dazi sui fertilizzanti: sollievo per i campi, ma resta l’allarme filiere

Il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida: “risultato importante”. Le reazioni di Federalimentare, Coldiretti e Confagricoltura
AGRICOLTURA, PESTICIDI, UE, Non Solo Vino
Ue sospende i dazi sui fertilizzanti: sollievo per i campi ma resta allarme

Bruxelles interviene in emergenza su una crisi che, negli ultimi mesi, ha fatto esplodere i costi agricoli e acceso proteste in tutta Europa: il Consiglio dell’Unione europea ha deciso di sospendere per un anno i dazi doganali sui principali fertilizzanti azotati, tra cui urea e ammoniaca, nel tentativo di raffreddare i prezzi e garantire la continuità produttiva in un contesto segnato da tensioni geopolitiche e mercati instabili, come evidenziato anche dalle recenti mobilitazioni degli agricoltori raccontate da WineNews, con rincari fino all’81% e timori concreti per i raccolti e i redditi; la misura, che entrerà in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale Ue, punta a ridurre i costi per agricoltori e industria con un risparmio stimato di circa 60 milioni di euro e a rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti diminuendo la dipendenza da Russia e Bielorussia, escluse esplicitamente dal provvedimento. “La decisione odierna offre agli agricoltori europei un migliore accesso a forniture di fertilizzanti affidabili e a prezzi accessibili, una buona notizia sia per il settore agricolo sia per i consumatori dell’Ue. Allo stesso tempo, stiamo accelerando l’abbandono dei prodotti russi e bielorussi e costruendo catene di approvvigionamento e partenariati più resilienti a livello globale”, dichiara Makis Keravnos, ministro delle Finanze della Repubblica di Cipro.
In questo quadro si inserisce anche la scelta di escludere esplicitamente dalla sospensione i prodotti importati dalla Russia, in ragione della guerra di aggressione contro l’Ucraina, e quelli provenienti dalla Bielorussia, per il suo sostegno a Mosca e per le violazioni del diritto internazionale, delle libertà fondamentali e dei diritti umani.
Nel dettaglio, la sospensione riguarda esclusivamente i prodotti non già importati a dazio zero e sarà limitata a contingenti pari ai volumi del 2024 secondo la clausola della nazione più favorita (Npf), incrementati del +20% delle quantità provenienti da Russia e Bielorussia nello stesso anno. Il mercato continuerà a essere monitorato dalla Commissione per eventuali proroghe o correzioni.
Nonostante l’Unione europea importi già una quota significativa di fertilizzanti azotati a dazio zero da Paesi che beneficiano di accesso preferenziale al mercato, resta comunque elevato il volume di importazioni soggette alla tariffa doganale comune, con aliquote comprese tra il 5,5% e il 6,5%. Il contesto complessivo resta critico: dal 2021 i prezzi dei fertilizzanti sono cresciuti sensibilmente, incidendo sui costi alimentari e mettendo sotto pressione la produzione. Nel 2024 l’Unione Europea ha importato 2 milioni di tonnellate di ammoniaca, 5,9 milioni di tonnellate di urea e 6,7 milioni di tonnellate di fertilizzanti a base di azoto.
Una novità salutata positivamente dal Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida: “accolgo con soddisfazione la decisione del Consiglio Ue di sospendere per un anno i dazi sui principali fertilizzanti azotati utilizzati nella produzione agricola, è un risultato importante che l’Italia e il governo guidato da Giorgia Meloni hanno richiesto con forza e determinazione fin dallo scorso gennaio e che oggi finalmente portiamo a casa. Una misura concreta che tutela la competitività delle nostre imprese agricole, alleggerisce i costi di produzione e rafforza la sovranità alimentare europea e rende le nostre imprese meno esposte all’aumento dei prezzi. Continueremo a lavorare con la stessa fermezza per difendere il nostro comparto agroalimentare, sostenere chi produce qualità e garantire un futuro più competitivo e autonomo all’agricoltura italiana ed europea”. Per Paolo Mascarino, presidente Federalimentare, “si tratta di un segnale positivo che va nella direzione di alleggerire, almeno in parte, i costi che gravano sulle filiere”, che avverte, però, come la misura “debba rappresentare solo un primo passo. Occorre una visione di medio-lungo periodo per rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento, la competitività industriale e la diversificazione delle fonti, anche attraverso partnership strategiche con Paesi affidabili come Canada e Marocco. È inoltre necessario promuovere una maggiore efficienza nell’uso delle risorse e consolidare l’autonomia strategica dell’Europa su input essenziali per l’agricoltura e per l’industria alimentare”. Mascarino sostiene che per l’Italia la stabilità dei costi agricoli e la sicurezza degli approvvigionamenti rappresentino una condizione essenziale per tutelare competitività, occupazione e capacità produttiva. Una linea che trova sponda in Confagricoltura, che “accoglie con favore la decisione”, giudicandola una scelta a lungo sollecitata per contenere prezzi ormai fuori controllo dopo le recenti crisi internazionali. “Lo stop ai dazi, che incidono in media per il 6% dei costi, è una boccata d’ossigeno importante in un momento di grande difficoltà del settore”, evidenzia l’organizzazione, che rilancia tuttavia la necessità di un piano più ambizioso: “servono interventi immediati sulla tassazione e su meccanismi come il Carbon Border Adjustment Mechanism (Cbam), oltre a misure strutturali di lungo periodo”. Coldiretti e Filiera Italia ribadiscono invece l’esigenza di un passo passo indietro sul Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere e sull’Ets, il mercato europeo delle quote di emissione di anidride carbonica dei concimi. “Senza lo stop al Cbam, la sospensione per un anno dei dazi su ammoniaca, urea e altri fertilizzanti azotati essenziali, è una misura inadeguata che evidenzia ancora una volta l’incapacità della Commissione Ue di abbandonare una visione ideologica distorta e dare le risposte necessarie per tutelare gli agricoltori colpiti dalla crisi energetica e dai rincari. La sospensione dei dazi rappresenta il minimo indispensabile in questo periodo storico così complesso. I fatti dimostrano che Bruxelles offre ancora risposte parziali senza misurarsi con i bisogni reali delle imprese e con uno scenario geopolitico che rende illogiche le restrizioni che oggi comprimono l’agricoltura. La presidente Von der Leyen - sottolineano Coldiretti e Filiera Italia -, si ostina a difendere una misura, il Cbam, che rischia di vanificare i benefici dello stop ai dazi e di scaricare nuovi costi sulle imprese agricole europee”. Oltre allo stop temporaneo di Cbam ed Ets Coldiretti e Filiera Italia sollecitano “l’istituzione di un fondo europeo straordinario dedicato a sostenere le imprese agricole colpite dall’aumento dei costi, senza utilizzare le risorse della Pac. Necessario inoltre, concludono le due organizzazioni, accelerare la semplificazione normativa e la piena liberalizzazione dell’impiego del digestato agricolo”.

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