Tra le eccellenze agroalimentari del Piemonte, terra di grandi vini, tarfufo e non solo, c’è sicuramente anche la nocciola, che trova in questa Regione una delle zone produttive più vocate e dalla lunga tradizione. E che adesso è pronta alle operazioni di raccolta che, anche per questa eccellenza, deve fare i conti con il grande caldo dell’estate 2026, il protagonista assoluto di questa stagione. Come spiega Confagricoltura Piemonte, prenderà il via già dalla prossima settimana, nelle aree più precoci del Piemonte, la raccolta delle nocciole, con un anticipo di una settimana sul 2025.
Dopo le ottime prospettive della primavera, il caldo eccezionale, la persistente siccità, gli attacchi delle cimici e, localmente, le grandinate hanno progressivamente ridimensionato le attese produttive, determinando fenomeni di cascola e situazioni diffuse di stress vegetativo. Per i tecnici Confagricoltura Piemonte la produzione si annuncia migliore rispetto al difficile 2025, ma inferiore alle aspettative formulate alla fine di maggio.
“La corilicoltura piemontese - dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte - affronta un’altra annata complessa. Le aziende hanno lavorato con professionalità per contenere gli effetti del meteo molto particolare, ma il caldo e la carenza d’acqua hanno inevitabilmente inciso sulla produzione. È l’ennesima dimostrazione di quanto il cambiamento climatico stia mettendo alla prova le nostre imprese, chiamate a sostenere costi sempre più elevati per continuare a produrre qualità”. Il Piemonte si conferma tra le principali regioni corilicole italiane, con 27.000 ettari coltivati a nocciolo, concentrati soprattutto nelle province di Cuneo, Asti e Alessandria. Una filiera strategica per l’economia agricola regionale, che rappresenta una delle eccellenze dell’agroalimentare piemontese e costituisce una risorsa fondamentale per migliaia di aziende agricole e per l’economia delle aree collinari. In vista dell’avvio della commercializzazione, Confagricoltura Piemonte auspica che il mercato sappia valorizzare adeguatamente il prodotto, tenendo conto sia dell’andamento della campagna sia dell’aumento dei costi sostenuti dalle imprese. “Le quotazioni saranno decisive per il futuro del comparto - conclude Enrico Allasia - in quanto le rese saranno inferiori alle attese e i costi di produzione continuano a crescere. Prezzi adeguati sono indispensabili per garantire reddito alle aziende, favorire il rinnovo dei noccioleti e mantenere competitivo un comparto che rappresenta un patrimonio economico, ambientale e sociale per il Piemonte. La qualità della nocciola piemontese rappresenta un punto di forza che il mercato deve riconoscere e valorizzare”.
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