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CULTURA “ALLARGATA”

Per gli italiani, l’enogastronomia è il primo tra gli elementi fondanti dell’identità nazionale

Più di paesaggio, patrimonio archeologico e arte. A dirlo l’“Osservatorio” di Impresa Cultura Italia-Confcommercio e Swg
BELLEZZA, CONFCOMMERCIO, CUCINA ITALIANA, CULTURA, ENOGASTRONOMIA, IDENTITÀ, ITALIA, ITALIANI, SWG, Non Solo Vino
Per gli italiani, l’enogastronomia è il primo elemento fondante dell’identità nazionale

Un piatto di pasta ed un calice di vino, o una pizza, o un piatto di alta cucina, definiscono oggi l’identità culturale italiana più del Colosseo a Roma, degli Uffizi a Firenze, o di Piazza San Marco a Venezia. Esempi estremi e semplificati, ma che danno il senso dei risultati dell’ultimo Osservatorio sulle esperienze culturali in Italia, realizzato da Impresa Cultura Italia-Confcommercio in collaborazione con Swg, secondo cui, per gli italiani, tra gli elementi fondanti dell’italianità, al primo posto assoluto spicca, infatti, il binomio cucina ed enogastronomia, scelto dal 65% dei cittadini. Seguono a ruota il paesaggio e la natura con il 50% delle citazioni e il patrimonio archeologico al 49%. Solo più staccati troviamo l’arte e gli artisti (32%), seguiti da moda e design (24%). Nell’immaginario collettivo, in sintesi, l’identità del Paese parte dal piatto ancor prima che dal reperto storico.
Dal sondaggio emerge, dunque, come i confini di ciò che definiamo “cultura” si siano definitivamente allargati. “Mentre le roccaforti tradizionali tengono le loro posizioni - visitare un museo (con un voto di 7,7 su 10), esplorare un sito storico (7,6) o andare a teatro (7) restano le attività più iconiche - il panorama si sta diversificando. Accanto alle belle arti trovano, oggi, pieno diritto di cittadinanza le conferenze scientifiche, le mostre immersive, i laboratori creativi e le scoperte enogastronomiche. Restano, invece fuori, dal perimetro puramente culturale, con valutazioni inferiori alla sufficienza, le sagre, gli eventi sportivi, i grandi concerti e i parchi divertimento”.
Ma quale che sia l’esperienza culturale vissuta, compresa quella enogastronomica, per il 91% degli intervistati l’obiettivo primario è ricevere conoscenza e stimolare la curiosità, subito seguito dall’esigenza di vivere un impatto emotivo reale, indicata dall’89% del campione. Sfiora la stessa quota (88%) il desiderio di stabilire una connessione autentica con la storia e le tradizioni, senza rinunciare all’intrattenimento e al divertimento.
“Lo sguardo degli italiani sulla cultura - dichiara Carlo Fontana, presidente Impresa Cultura Italia-Confcommercio - si amplia e conferma la centralità del territorio, con le sue comunità, competenze e imprese. È qui che la cultura prende forma e diventa patrimonio individuale e collettivo: lo stesso riconoscimento Unesco della cucina italiana è la prova di questa capacità di farsi esperienza. Questa evoluzione va ora tradotta in una strategia unitaria, volta a ricomporre la filiera allargata e interconnessa della cultura e a dotarla di risorse e strumenti coerenti, perché possa esprimere pienamente il proprio potenziale. Se il modo in cui i cittadini definiscono e vivono la cultura diventa più personale e legato all’identità dei luoghi - ha aggiunto Fontana - devono adeguarsi anche le politiche con cui la misuriamo, la finanziamo e la rendiamo accessibile”.

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