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CIBO & ARTE

La Street Art di Mr. Brainwash incontra la cucina di Alessandro Borghese: un’“Anarchia Pop”

La mostra di uno dei grandi nomi della cultura pop contemporanea, inaugura le “Distrazioni d’Autore” ad “AB - Il lusso della semplicità” a Milano

In principio c’erano coloro che volevano rompere le regole. Poi arrivò chi decise che le regole, semplicemente, potevano diventare un’opera d’arte per far sentire la propria voce. Patti Smith mise poesia e rock nello stesso spazio, David Bowie fece dell’identità un territorio da reinventare, Andy Warhol trasformò una lattina di zuppa e il volto di Marilyn Monroe in icone della Pop Art. Quindi, arrivò il punk, con i Sex Pistols a urlare “Anarchy in the Uk” e una generazione pronta a fare del rumore, della provocazione e del rifiuto delle convenzioni un linguaggio. E l’anarchia creativa continuò a cambiare forma: dai muri della metropolitana di Keith Haring alla Street Art di Banksy, l’arte ha continuato a uscire dai luoghi in cui ci si aspettava di trovarla, mescolandosi alla strada, alla musica, alla cultura popolare e alla vita quotidiana. È dentro questa storia di contaminazioni, rotture e libertà creativa che arriva “Anarchia Pop”, la mostra dedicata all’artista francese Mr. Brainwash, tra i nomi più riconoscibili della Street Art e della cultura pop contemporanea (protagonista di un video WineNews, con un messaggio speciale), che inaugura “Distrazioni d’Autore”, il progetto che porta le opere fuori dai consueti spazi espositivi e le mette in relazione con  il nuovo ciclo di esposizioni curato da Deodato Arte negli spazi di “AB - Il lusso della semplicità”, il ristorante di Alessandro Borghese, lo chef più amato e seguito della Tv, a Milano. 
Qui l’arte entra direttamente negli spazi di AB e si distribuisce tra i diversi ambienti del ristorante, incontrando l’architettura del locale e permettendo di dare forma al progetto dal titolo “Distrazioni d’Autore”, che porta le opere fuori dai consueti spazi espositivi e le mette in relazione con il momento della cena e del pranzo.
Ad inaugurare la mostra è proprio Mr. Brainwash
, con una selezione di opere che comprende serigrafie, lavori su tela e oggetti scultorei: da “L’Ambiance” a “Vespa”, da “Everyday Life” a “Einstein”, da “I Love Italy” a “You Look Beautiful” fino a “With All My Love”, che si alternano alle spray can e alle sculture “Life is Beautiful”, portando negli ambienti di AB il repertorio di immagini, colori e riferimenti alla cultura pop che caratterizza il lavoro dell’artista.
Quello tra Mr. Brainwash e Alessandro Borghese, però, è un percorso che inizia nel 2019, in occasione della prima esposizione italiana dell’artista, e da allora è rimasta una sintonia legata anche al modo di guardare ai rispettivi mestieri, condividendo la capacità di rompere i codici dei rispettivi linguaggi con ironia, trasformando cucina e arte in esperienze riconoscibili, coinvolgenti e mai prevedibili. È quello che accade, infatti, anche negli spazi di AB, dove le opere non sono raccolte in una sala separata, ma accompagnano gli ospiti durante l’esperienza al ristorante, con l’arte che diventa, così, parte del luogo, senza interrompere ciò che accade intorno.
Lo stesso gioco di accostamenti che ritroviamo nel menù di Alessandro Borghese. Tra le novità ci sono “Chicken Supreme”, una suprema di pollo in oliocottura con il suo intingolo, salsa al mango e lime, miele al peperoncino e broccolo siciliano alla brace, e “La mia Grossa Grassa Melanzana Greca”, omaggio alla commedia cinematografica di Joel Zwick, con melanzana striata al forno laccata al miele e aceto di mele, feta, pomodorino confit, capperi fritti, mandorle tostate e foglie di sedano. Sono piatti costruiti mettendo insieme ingredienti diversi, così come le opere di Mr. Brainwash prendono immagini e simboli della cultura pop e li ricompongono attraverso il suo linguaggio. È un filo che attraversa l’intero progetto, senza che arte e cucina debbano necessariamente diventare la stessa cosa.
“Distrazioni d’Autore” parte, così, da “Anarchia Pop” e dall’incontro di Mr. Brainwash e Alessandro Borghese, per portare l’arte contemporanea dentro un ristorante e farla incontrare con la quotidianità di una tavola apparecchiata. Un modo diverso di esporre, che passa dalle pareti di un ristorante, tra un piatto e l’altro, dove un’opera può finire accanto a una bottiglia di vino e una serigrafia può diventare parte della serata. In fondo, le regole sono fatte per essere infrante con stile.

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