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PREMI

A Festambiente i migliori vini prodotti nei Parchi e nelle Aree Protette del Belpaese

Bianchi, rossi e vini dolci, in armonia con i fragili equilibri ecologici in cui nascono, dalla Puglia alla Liguria, passando per Lazio e Toscana
AREE PROTETTE, ECOLOGIA, FESTAMBIENTE, LEGAMBIENTE, PARCHI, vino, VITICOLTURA, Italia
Il Parco Regionale della Maremma, cornice di Festambiente

Dal Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine, in Puglia, al Parco Nazionale delle Cinque Terre, in Liguria: sono 25, in tutto, i Parchi Nazionali del Belpaese, che ricoprono centinaia di migliaia di ettari in cui migliaia di specie animali e vegetali vengono protette e tutelate. Polmone verde del Paese e scrigni di bellezze uniche, i Parchi Nazionali accolgono da sempre anche la vite, una coltura fondamentale, e con essa centinaia di aziende di vino. A loro (e alle decine di aree protette) ed alle loro produzioni, è dedicata la degustazione dei vini dei parchi e delle aree protette organizzata da “Festambiente”, il festival nazionale di Legambiente di scena, nei giorni scorsi, a Rispescia, nel Parco Regionale della Maremma, che, con Federparchi, il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa ed una commissione di assaggio ha messo in fila i vini migliori, prodotti nel pieno rispetto dei fragili equilibri ecologici dei parchi italiani.

Tra i vini bianchi, così, spiccano dal Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine il Salento Igp Bialento 2021 di Amastuola, dal Parco Nazionale del Circeo il Moscato Lazio Igp 2021 di Vitivinicola Tre Terre, dalla Riserva Naturale del Basso Merse il Vermentino Toscana Igt 2021 di Tenuta Casabianca, dal Parco Regionale dei Castelli Romani il Frascati 2021 di Villa Simone, e dal Parco Nazionale del Circeo il Circeo Innato 2021 di Cantina Villa Gianna. Tra i rossi, la selezione ha premiato dal Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni il Paestum Aglianico Igp Corleto 2021 della San Salvatore 1988, dal Parco Nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu il Cannonau di Sardegna Riserva Kuéntu 2016 di Atha Ruja Poderi, e dal Parco Nazionale delle Colline Metallifere Grossetane il Maremma Toscana Oci Ciornie 2016 de La Madonna Tenuta Dodici. Tra i vini dolci, infine, si sono fatti notare dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano l’Elba Aleatico Passito Silosò 2021 di Arrighi, dal Parco Nazionale dell’Isola di Pantelleria il Passito di Pantelleria Don Petro 2020 di Emanuela Bonomo, dal Parco Nazionale delle Cinque Terre il Cinque Terre Sciacchetrà 2020 di Possa, dal Parco Nazionale dell’Isola di Pantelleria il Passito di Pantelleria Karuscia 2019 della Vinicola Minardi, dal Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri - Lagonegrese il Basilicata Igp Passito Fabula 2019 di Vinicola Gioia al Negro, e dal Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni il Passito Curato 2018 di Scairato.

“Anche quest’anno - ha commentato Angelo Gentili, coordinatore di “Festambiente”, il festival nazionale di Legambiente - la rassegna degustazione dei vini dei parchi ci ha dato ragione, dimostrando che esiste un Paese che la transizione già la pratica in ogni azione quotidiana. Ormai diventata una tradizione, la rassegna-degustazione rappresenta per il nostro Festival e per l’associazione tutta un elemento cruciale. Dalla protezione del territorio passa il futuro del nostro Paese e valorizzare le produzioni dei parchi e delle aree protette è indiscutibilmente un valore inestimabile”.

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