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SCELTE

A spasso tra le tavole amate dalla politica, dove si sceglie il prossimo Presidente della Repubblica

Draghi in pizzeria, i Cinque Stelle cedono alla tentazione della cucina giapponese, e l’intesa sul prossimo inquilino del Quirinale è ancora lontana

Secondo uno dei capisaldi del Galateo, ci sono argomenti che, a tavola, la conversazione vanno assolutamente evitati, perché scabrosi o fastidiosi ai commensali. Ad esempio, la salute, i soldi, ma anche il calcio, le allusioni sessuali e, ovviamente, il più divisivo, la politica, che rischia di far scivolare il confronto nello scontro, con buona pace del quieto vivere. Impresa impossibile, specie in questi giorni, per le centinaia di senatori, deputati e grandi elettori che a Roma, tra tatticismi, convergenze e sgambetti dovranno scegliere il prossimo Presidente della Repubblica, chiamato a non far rimpiangere Sergio Mattarella. Per ora, tanti nomi, anche molto fantasiosi, e nessuna fumata bianca, attesa a partire da domani, quando basterà la maggioranza assoluta dei voti dell’Assemblea. In mezzo, tra una votazione e l’altra, nelle lunghe serate romane non c’è spazio per il bon ton, e anzi è a tavola che si tesse la tela delle strategie, si appuntano i nomi dei papabili e si fanno i conti con le correnti e i gruppi parlamentari.

E ognuno ha il suo ristorante di riferimento, come racconta il “Corriere della Sera” in edicola oggi. A due passi da Montecitorio, il “Maxela”, dove, tra rigatoni all’Amatriciana e Saltimbocca alla Romana, dove si sono ritrovati alcuni dei grandi elettori di Coraggio Italia, per provare a tirare la volata a Franco Frattini, che oggi sembra già uno dei quirinabili bruciati dallo stallo di queste elezioni. Poco lontano, uno dei locali preferiti di Matteo Salvini: “PaStation”, di cui è socio anche il figlio di Denis Verdini, Tommaso, fratello della compagna del leader della Lega, catena presente anche a Firenze e Londra, dove la pasta, ovviamente, la fa da padrona. Proseguendo verso il Tevere, troviamo il “Laganà”, ritrovo di Base riformista, la corrente più “pesante” del Partito Democratico e ristorante preferito di Luca Lotti (ma frequentato anche da Antonio Razzi, ndr), dove si cena fino a tarda sera ed il menu è davvero per tutti i gusti; mare, terra e cucina romana.

Tra le tavole più amate della politica, quella del “Marchese”, uno dei punti di riferimento dei parlamentari berlusconiani, ma “occupato”, lunedì sera, dalla pattuglia di Fratelli d’Italia, e salito all’onore delle cronache qualche mese fa dopo una visita di Jill Biden e Brigitte Macron durante i lavori dell’ultimo G20. E ancora, lontano da occhi indiscreti e dai palazzi del potere, il “Lola”, di cui si dice che il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Paolo Barelli, abbia delle quote. Sempre nelle galassia azzurra va annoverato il “Bolognese”, mentre la “Pizzeria da Michele”, filiale capitolina della pizzeria napoletana, potrebbe essere il posto giusto in cui scovare Mario Draghi, il Premier ancora in corsa per il Quirinale: qui, infatti, con la convergenza davanti ad una pizza tra Di Maio e Giorgetti, è nato l’attuale Governo. Non può mancare, infine, una citazione per “Al Ceppo”, tavola ai parioli amata dal segretario di Azione, Carlo Calenda, ma anche dagli ex compagni di partito Zingaretti e Fassino, mentre sono molti i democratici che scelgono il “San Lorenzo”, e sempre più Cinque Stelle cedono alla tentazione della (carissima) ristorazione giapponese di alto livello dello Zuma, a Palazzo Fendi.

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