L’Umbria e l’Italia salutano un grande imprenditore, del tessila prima e del vino poi: nel pomeriggio di ieri, all’età di 92 anni, è mancato all’affetto dei suoi cari - la moglie Fiorella e i figli Arianna, Marco e Luca, e agli amati nipoti - Arnaldo Caprai, figura centrale dell’imprenditoria umbra e nazionale. Dal tessile al vino, dal merletto al Sagrantino: Arnaldo Caprai ha incarnato per settant’anni l’eccellenza del made in Italy, costruendo un ponte unico tra tradizione artigianale e innovazione che ha portato il nome dell’Umbria nel mondo. “Nostro padre è stato un ottimista e un generoso - raccontano i figli - e ci lascia l’insegnamento di guardare sempre avanti, di credere nell’impresa e nello sviluppo. La sua è stata una grande visione imprenditoriale, prima nel tessile, poi nel vino. Un uomo che ha sempre creduto nel realizzare grandi imprese, con una visione aperta al futuro e con un profondo impegno sociale. Aveva 92 anni e fino all’ultimo ha trasmesso a tutti noi che il futuro si costruisce con passione e fiducia”.
Classe 1933, Arnaldo Caprai inizia la sua straordinaria avventura imprenditoriale all’età di 22 anni come venditore di corredi e biancheria per la casa nell’Italia Centrale. Un lavoro svolto con passione, competenza e forte spirito di iniziativa che, negli anni, gli permette di raggiungere un successo tale da spingerlo a consolidare e ampliare la sua attività, fino a mettersi in proprio e produrre biancheria per la casa in prima persona. Nel 1964 apre il suo primo maglificio artigianale. Pochi anni dopo, nel 1968, crea la società Maglital, poi conosciuta in tutto il mondo con il marchio Cruciani. Verso la metà degli anni Settanta definisce e realizza una filiera integrata che gli consente di sviluppare in proprio l’intero processo produttivo e di creare pezzi preziosi ed eleganti di arredamento per la casa. Negli stessi anni emerge la passione dell’imprenditore per i manufatti in merletto. Inizia così a costituire una straordinaria Collezione Museale che oggi conta oltre 25.000 reperti, considerata “la più importante collezione delle arti tessili esistente al mondo”. Nel 2007 inaugura il primo Museo Virtuale delle Arti Tessili, un’intuizione pionieristica che gli vale il Premio Guggenheim “Impresa & Cultura”. L’azienda tessile Arnaldo Caprai diventerà un punto di riferimento internazionale per la qualità del Made in Italy, con prodotti che spaziano dalla biancheria pregiata ai capi in cashmere del marchio Cruciani.
Ma la fama mondiale di Arnaldo Caprai è indissolubilmente legata al Sagrantino di Montefalco. Negli anni Settanta, quando questo vitigno autoctono umbro era ancora poco conosciuto e quasi dimenticato, confinato a una dimensione locale, Caprai intuisce un’opportunità straordinaria dove altri vedevano solo limiti. Nel 1971 acquista 42 ettari a Montefalco, di cui quattro già vitati nella Tenuta Val di Maggio, e lancia con grande passione un progetto visionario per la valorizzazione del Sagrantino. “Nostro padre compra la prima parte di questa azienda agricola con l’idea di produrre Sagrantino perché quello era il vino che faceva ancora allora la differenza di notorietà di questo territorio”, raccontano i figli Arianna, Marco e Luca. La ricerca continua dell’eccellenza produttiva e l’impegno costante nell’innovazione di processo - portando nel mondo vitivinicolo l’esperienza maturata nell’industria tessile - fissano il successo internazionale del Sagrantino di Montefalco e dell’azienda Arnaldo Caprai. L’azienda diventa leader nella produzione di questo straordinario vitigno autoctono, contribuendo in modo decisivo a far conoscere Montefalco e il suo vino nel mondo. Oggi l’azienda (cresciuta negli anni sotto la guida di Marco Caprai, ndr) produce circa un milione di bottiglie all’anno che hanno portato il Sagrantino sulle tavole più prestigiose del pianeta, con riconoscimenti internazionali che ne hanno sancito l’eccellenza.
Il nome di Arnaldo Caprai resterà per sempre legato al mondo del vino attraverso le sue iconiche bottiglie di Sagrantino, simbolo di una visione che ha trasformato un vitigno dimenticato in un’eccellenza riconosciuta a livello globale. Il 2 giugno 2003 Arnaldo Caprai viene nominato dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi Cavaliere del Lavoro “per meriti in agricoltura”. Un riconoscimento che corona uno straordinario percorso di vita e lavoro lungo settant’anni, e che suggella una carriera dedicata non solo al successo economico, ma alla responsabilità verso il territorio, le persone e le generazioni future. “Nostro padre ci ha insegnato il grande rispetto per il nostro mestiere e per le persone che lavorano con noi”, concludono i figli. La commemorazione funebre avrà luogo mercoledì 7 gennaio 2026 alle ore 10, nella Chiesa di San Feliciano, a Foligno.
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