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Affari & Finanza / La Repubblica

Produttori di vino: chi ha il sito più bello?. Un’idea di WineNews ... Non più solo grandi cru da testare, adesso le cantine italiane saranno anche valutate per i loro siti web. L’idea di un rating telematico è di WineNews (www.winenews.it), l’agenzia on line d’informazione che ha sede a Montalcino, la patria del Brunello, il vino quest’anno finito in cima alle classifiche di Wine Spectator, la bibbia del settore (www.winespectator.com). WineNews ha anche stilato una prima classifica dei migliori siti: in ordine sono arrivati il colosso veneto Santa Margherita (www.santamargherita.com), il "re" del Sagrantino di Montefalco, Caprai (www.arnaldocaprai.it) e una delle aziende che ha segnato il "rinascimento" del vino in Sicilia, Planeta (www.planeta.it). A seguire la siciliana Cusumano, la trentina Ferrari, la friulana Marco Felluga, la veneta Zonin, la franciacortina Mosnel, la trentina Cesarini Sforza e la piemontese Fontanafredda. Ma da quest’anno, la classifica "Cantine in Web" chiama a raccolta gli enonuati, con un pool di giurati composto da 6.500 tra grafici, giornalisti, comunicatori d’impresa e esperti di Internet voterà il sito migliore.
Un modo per incentivare il legame tra vino e Internet. «L’approccio al web da parte delle aziende vitivinicole italiane risulta ancora, tranne rare eccezioni, pionieristico o addirittura artigianale», spiegano in coro Irene Chiari e Alessandro Regoli fondatori di WineNews e Elenora Ciolfi, che li ha presto affiancati. «I produttori hanno ora fiutato l’interesse cresciuto in modo esponenziale intorno al mondo dell’enologia, e hanno scoperto che gli appassionati di vino sono in pratica lo stesso target che utilizza quotidianamente Internet per lavorare o per il tempo libero». I siti si sono dunque moltiplicati. Ma come? «Nulla a che vedere, almeno per il momento, con la professionalità e la cura nei dettagli di alcuni siti stranieri: basta provare a visitare, per esempio, quelli di Moët & Chandon (www.moet.com) e di Robert Mondavi (www.mondavi.com) che costituiscono un canale privilegiato di dialogo con i consumatori».
Basta fare un giro sulla rete per imbattersi in un mare magnum di siti dedicati al vino. Per estare in Italia, non hanno bisogno di presentazioni www.gamberorosso.it, del Gambero Rosso e www.slowfood.it, di Slow Food, la grande associazione di cultura enogastronomica; anche Luigi Veronelli, decano della materia, ha un sito, www.veronelli.com. Non manca l’Asi, associazione sommelier, www.ais.it. Un guida utile è www.movimentoturismovino.it, Turismo del Vino, che organizza in Italia "Cantine Aperte", la giornata mondiale durante la quale i produttori aprono le porte al grande pubblico. C’è poi, www.culturagastronomica.it, per conservare e diffondere la cultura gastronomica italiana, realizzato da un consorzio di biblioteche, archivi, università e dal ministero dei Beni Culturali. Oltre alla qualità del vino ne valuta anche la tipicità, ovvero l’espressione della realtà non solo fisica e geografica, ma anche storica e culturale di un determinato territorio www.esperya.it il portale ecommerce del gruppo l’Espresso che anche con www.kwcucina.kataweb.it ha una finestra sul settore. Il vino va di moda, ma può essere anche un investimento, attraverso i future, con cui si possono comprare vini di qualità molti anni prima dell’imbottigliamento: a occuparsene in Italia è www.winetip.com. Vera asta on line riservata a estimatori di vini famosi e cari è www.winebid.com.

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