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Affari & Finanza / La Repubblica

L’agroalimentare esporta e scavalca la crisi ... Più che positiva la performance messa a segno nel 2011 dai distretti agroalimentari (+7,6%) nonostante il rallentamento del comparto agricolo. Sulla spinta dell’export, il quarto trimestre dell’anno scorso si è chiuso con un +6%, trend in linea con il trimestre precedente. Di fatto, gli ottimi risultati conseguiti dalla maggioranza dei distretti agroalimentari nel biennio 2010 - 11 hanno permesso al comparto di recuperare ampiamente quanto perso durante la crisi. È quanto emerge dal Monitor dei distretti del Servizio studi di Intesa Sanpaolo. Quasi tutti i distretti infatti (solo 3 le eccezioni su 44 esaminati) nel corso del 2011 hanno oltrepassato i livelli raggiunti nel 2007. Al top c’è il vino: nell’analisi dei primi 20, ad esempio, il distretto dei vini delle Langhe, Roero e Monferrato incassa un surplus di ben 241,7 milioni di euro rispetto ai livelli 2007. Il 2012 tuttavia si profila difficile anche per un comparto vincente come quello agro-alimentare. “La domanda del mercato interno si confermerà debole e le imprese dovranno essere in grado di azionare diverse leve per sfruttare gli ampi margini dì miglioramento presenti sul versante estero” dice Io studio.
Tra i 44 distretti esaminati nella ricerca, sono soprattutto quelli del vino a tirare la volata, guidati dall’ottima performance dell’area Langhe, Roero e Monferrato (+8,5%, export per oltre un miliardo di euro), ma bene anche i vini del veronese, Chianti, prosecco Valdobbiadene, le bollicine di Trento. Cambia però la mappa geografica delI’export: negli ultimi sei anni si ridimensionano i paesi maturi a tutto vantaggio dei paesi emergenti, Russia e Cina in testa.

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