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IL PROGETTO

Agricoltura e territori: nasce la “Consulta nazionale dei Distretti del cibo”

28 distretti, dalla Sicilia al Veneto, per fare ancora più rete, creare sinergie anche con il mondo accademico e dialogare con le istituzioni
CIBO, CONSULTA NAZIONALE, DISTRETTI, Non Solo Vino
Agrumi di Sicilia tra i 28 distretti della “Consulta nazionale dei Distretti del cibo”

I distretti del cibo italiano si mettono in rete: è nata, ieri, a Roma, la “Consulta nazionale dei Distretti del cibo”, formata ad oggi da 28 distretti, dalla Sicilia al Veneto. A guidarla sarà il presidente Angelo Barone (del Distretto delle Filiere e dei Territori di Sicilia in Rete), con il consiglio direttivo formato da Ignazio Garau (Distretto Bio Slow delle Puglie) vice presidenti, Fabio Fabbri (Distretto Val d’Arno Superiore) Gianni Capalbi (Distretto Rurale Colline e Montagne Materane) Fernando De Marchis (Distretto Agroalimentare di Qualità dell’Ortofrutta Agro Pontino), Gianpaolo Bilato (Distretto Latte Lombardo), Giuseppe Oddo (Sikania Distretto del Cibo Biomediterraneo) e Federica Argentati (Distretto Agrumi di Sicilia).
“Noi crediamo fortemente nei distretti - ha detto il Ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli - perché sono lo strumento maggiormente di prossimità, che consente ai sistemi produttivi italiani di adempiere alla sfida che l’agricoltura deve affrontare nell’immediato”. Tra gli obiettivi, la Consulta si propone di interloquire con le istituzioni, enti economici e sociali; promuovere leggi e finanziamenti che ne garantiscano lo sviluppo; creare sinergie con il mondo accademico; contribuire alla crescita sostenibile dei territori. Ad oggi sono 20 i Contratti di distretto, valutati ammissibili al finanziamento con progetti immediatamente cantierabili, pronti a partire, per un totale di investimenti pere 315 milioni di euro.
“Non dobbiamo mai dimenticarci - ha sottolineato il Sottosegretario delle Politiche Agricole Centinaio - che l’agroalimentare è anche un biglietto da visita del made in Italy nel mondo: l’export ha toccato quest’anno quota 50 miliardi di euro quando tre anni fa esultavamo per la quota di 43 miliardi”.

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