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AGRICOLTURA & SALUTE: L’ISTITUTO AGRARIO DI SAN MICHELE ALL’ADIGE ANALIZZA LA SALUTE NEL PIATTO, CHE INIZIA DA UN “BUON” TERRENO. “E’ IMPORTANTE SALVAGUARDARE IL SUOLO PERCHE’ SVOLGE UN’AZIONE FONDAMENTALE PER LA QUALITA’ DEI PRODOTTI AGRICOLI”

Lo sapevate che in un grammo di terreno superficiale si contano oltre 10 milioni di microrganismi, tra batteri aerobici, anaerobici e attinomiceti? Il suolo è un organismo vivo e svolge un’azione importantissima per la salute e la qualità dei prodotti agricoli che finiscono sulle nostre tavole. Ecco perché è importante gestirlo con attenzione e salvaguardarlo. Fertilità del suolo e qualità degli alimenti è l’argomento trattato oggi all’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, per la giornata di approfondimento e studio, promossa dal Centro Trasferimento Tecnologico in collaborazione con l’Ufficio Produzioni Biologiche della Provincia Autonoma di Trento (info: www.iasma.it).
“Abbiamo voluto rimarcare come la corretta gestione del terreno rappresenti un requisito indispensabile per ogni produzione agricola di qualità e di conseguenza per un’alimentazione corretta - spiega Enzo Mescalchin, responsabile dell’Unità Agricoltura Sostenibile dell’Istituto Agrario - la qualità del suolo è difatti diminuita in conseguenza dell’utilizzo di attrezzature meccaniche pesanti e costrette a transitare sempre sulla stessa porzione del terreno a causa delle ridotte distanze tra i filari”. Tutti gli interventi della convention vertono sull’interesse a superare la convinzione che con semplici analisi chimiche e con l’apporto di concimi chimici si possa conoscere e modificare la fertilità del terreno. In realtà il suolo va considerato come un organismo vivo e complesso le cui relazioni sono ancora poco note e soprattutto sottovalutate.
Ogni agricoltore può eseguire nella propria campagna semplici esami per meglio conoscere le caratteristiche del suo terreno in modo economico ma efficace,come l’esame “della vanga”, una semplice operazione basata sull’osservazione della struttura del terreno, o come l’esame delle erbe spontanee presenti sul suolo. Come noto ogni pianta spontanea non è mai presente per caso ma indica delle precise caratteristiche del terreno in cui si trova. A sviluppare questo tema, una viticoltrice trentina, Emma Clauser, grazie alle osservazioni fatte sui vigneti che coltiva da 20 anni senza utilizzare diserbanti o praticare operazioni che possono compattare il terreno. Andrea Pezzuolo dell’Università di Padova ha dedicato invece il suo contributo al compattamento del terreno e alle misure per contenerne i danni, mentre l’intervento di Elisa Decarli dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige è stato rivolto alla cromatografia, una pratica di valutazione della fertilità fisica e microbiologica del terreno. Marco Mamone Capria dell’Università di Perugia è intervenuto sull’offerta e la scelta in campo alimentare e infine Fabio Diana, medico che opera in Trentino, ha concluso gli interventi parlando di educazione alimentare e dell’importanza di una dieta ricca di antiossidanti.

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