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Ai ragazzi di Maramao, start up di cooperativa agricola sociale che tra Canelli e Calamandrana (Asti) fa coltivare ortaggi ai richiedenti asilo su terreni concessi da privati, il “Premio Francesco Arrigoni 2016” di scena a Provaglio d’Iseo (7 maggio)

“Oggi si parla molto di muri e purtroppo non ci si ferma alle parole: si costruiscono. I muri, per Francesco Arrigoni, erano le pareti verticali delle montagne che amava, muri creati dalla natura e non dagli uomini. Ci sono barriere visibili, fatte d’acqua, di mattoni, di fil di ferro, di steccati. E barriere invisibili, fatte di indifferenza, egoismo, ignoranza, pregiudizio. Sono le più difficili da abbattere e da superare”. Ecco perché, con questa motivazione, il “Premio Francesco Arrigoni 2016”, in ricordo di uno dei giornalisti più famosi del mondo del wine & food, firma del quotidiano “Corriere della Sera”, allievo di Luigi Veronelli e fondatore e direttore del Seminario Permanente Veronelli, prematuramente scomparso nel 2011, il 7 maggio al Monastero San Pietro in Lamosa a Provaglio d’Iseo, sarà assegnato ai ragazzi di Maramao, start up di cooperativa agricola sociale che tra Canelli e Calamandrana (Asti) fa coltivare ortaggi, e non solo, ai richiedenti asilo e titolari di protezione internazionaleospiti dei progetti Sprar della Provincia di Alessandria, su terreni concessi da privati (affittati a basso costo o concessi in comodato gratuito), “la cui esperienza dimostra che è possibile ideare e realizzare con successo una cooperativa strettamente legata alla terra, che è di tutti e dove tutti hanno o dovrebbero avere il diritto, riconosciuto, di lavorare e vivere con dignità”, e che “dimostra come “Yes, we can” si può dire anche in dialetto piemontese, che richiedenti asilo e rifugiati possono integrarsi nella nostra realtà, basta concedergli un’occasione, che nella coltivazione dei pomodori non è obbligatorio lo sfruttamento, che è possibile lavorare gli uni con gli altri e non gli uni per gli altri. Tra le vigne e i noccioleti, tra le insalate e le zucchine, si coltiva anche qualcosa di più prezioso: la speranza in un mondo migliore”.
Il premio, attribuito da una giuria che ha per presidente Antonella Colleoni, moglie di Francesco, e suo figlio Dante tra i giurati - gli altri giurati sono amici di Francesco e compagni di strada - ha cadenza annuale e viene assegnato, il giorno del compleanno di Francesco Arrigoni, “ad un’iniziativa contraddistinta da una forte valenza etica”. Consiste in 5.000 euro e un oggetto artistico realizzato da un allievo della scuola d’Arti e Mestieri F.Ricchino di Rovato. Tre le caratteristiche fisse dell’opera, un pezzo di roccia, a ricordare la passione di Francesco per la montagna e le arrampicate, un cuore a ricordare la sua generosità (fino all’espianto degli organi) e la sua passione civile. E qualcosa che spunta dalla roccia, forse una vite, perché gli uomini possono morire, le idee no (l’autore dell’opera della quarta edizione è Massimo Signori).
Info: www.comitatofrancescoarrigoni.org

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