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L’ITALIA RIPARTE COSÌ

Anche il wine & food “adotta” 67 colonne per sostenere l’Arena di Verona, simbolo culturale italiano

Da Calzedonia a Rana, da Zenato ad Allegrini, da Masi Agricola a Pasqua, da Tommasi allo chef Giancarlo Perbellini, scendono in campo nel fundraising
ARENA DI VERONA, ARTE, CULTURA, vino, Italia
L’Arena di Verona

Non è solo il cuore culturale, turistico ed economico di una delle città d’arte più belle al mondo, ma un simbolo del patrimonio storico-artistico italiano e dell’eccellenza made in Italy nel mondo. Il suo Festival Lirico va in scena dal 1913, con 400.000 spettatori che ogni anno ammirano i grandiosi allestimenti messi in scena grazie al lavoro di oltre 1.200 persone, e generando un indotto sul territorio che supera i 500 milioni di euro. Ma anche su tutto questo, nel 2020, si è abbattuta la pandemia. Ora però l’Arena di Verona, che non si è mai fermata, è pronta a riaccendere i riflettori internazionali sulla nuova stagione lirica con la Prima con una delle opere più amate al mondo, l’Aida di Verdi, il 19 giugno. E con la Fondazione Arena - l’unica in Italia ad autofinanziarsi con attività di biglietteria e risorse private - che ha lanciato la campagna di fundraising #iosonolarena con il progetto “67 Colonne per l’Arena di Verona” che aziende e privati possono “adottare” (e che sarà presentato oggi con diretta su website e social del Gruppo editoriale “L’Arena” che ne è sostenitore). E sono tanti nomi del wine & food che lo hanno fatto, a partire da Calzedonia Group (tra i cui brand c’è l’“eno-catena” Signorvino, ndr) e Pastificio Rana, nel ruolo di founder, da Zenato ad Allegrini, da Masi Agricola a Pasqua Vigneti e Cantine, da Tommasi Family Estates ad Ottella, dallo chef Giancarlo Perbellini al Gruppo Veronesi (Aia, Negroni, Veronesi), dal Consorzio per la Tutela Formaggio Grana Padano al Pastificio di Martino, da Coca-Cola HBC Italia a Bauli, a realtà come Citres Spa e Redoro Frantoi Veneti, Eismann srl e Forkette, Jolife by Villafrut e Polin Spa, passando per The Bridge-La Famiglia Organic, in nome della città e del suo territorio, indissolubilmente legati all’antico Anfiteatro. Il cui ruolo è centrale nella ripartenza dell’Italia tutta.

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