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VINO E AFFARI

Angelini Wines & Estates e Arnaldo Caprai: “non semplice acquisizione, ma vera partnership”

Alberto Lusini (ceo Angelini Wines & Estates): “vogliamo crescere insieme”. Marco Caprai: “per noi e per l’Umbria una grande opportunità”
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Marco Caprai (ceo Arnaldo Caprai) e Alberto Lusini (ceo Angelini Wines & Estates)

La fiducia nel futuro del vino italiano, nonostante la fase decisamente complessa, e nei suoi marchi più prestigiosi e premium-luxury, ma anche la volontà di un nuovo modello di aggregazione tra imprese, mettendo insieme la visione di chi le ha create e sviluppate per rimanere alla guida, non solo per “legacy”, e le risorse, in termini economici, ma anche e soprattutto di competenze, di “know how” e di sinergie, per crescere uniti. È così che Alberto Lusini, ceo Angelini Wines & Estates, e Marco Caprai, ceo e presidente della Arnaldo Caprai, raccontano, a WineNews, il senso della nuova partnership (annunciata qui), che ha visto il gruppo vinicolo della famiglia Angelini acquisire la maggioranza dell’azienda umbra, rilevando le quote detenute da una parte della famiglia Caprai non coinvolta nell’attività vinicola e dal fondo Orlean (con lo stesso Marco Caprai, che ha creato e guidato la cantina, salito dal 25,5% al 35%, e che continua a guidarla).
“Non è un classica acquisizione nel settore del vino, dove un’azienda ne compra un’altra con un semplice cambio di proprietà. Quello che abbiamo fatto con Caprai - racconta Alberto Lusini, a WineNews - vuole essere un progetto di aggregazione moderno, dove Angelini riconosce il valore del lavoro fatto da Marco Caprai negli anni, per Montefalco, per l’Umbria, e per il vino italiano. Con Marco Caprai, che resta presidente e ceo della Arnaldo Caprai. È vero che siamo entrati in maggioranza nell’azienda in una fase delicata legata anche al passaggio generazionale dopo la recente scomparsa di Arnaldo Caprai, ma il nostro obiettivo non è solo dare a Caprai un plus finanziario per nuovi investimenti in campagna, in cantina e nei mercati, ma mettere in campo una serie di sinergie più a valle, nella rete commerciale, nelle competenze gestionali e così via. Ed è un modo per fare aggregazione nel mondo del vino, che non va letta come un’acquisizione tout court, ma come una nuova forma di partnership. Caprai è un’eccellenza italiana, porta nel nostro portafoglio già importante un marchio di assoluto prestigio, e siamo contentissimi di questa operazione”.
Come lo è lo stesso Marco Caprai, che, dunque, resta al vertice e nella proprietà dell’azienda che ha sviluppato, recuperando un vitigno quasi scomparso come il Sagrantino, e accendendo la scintilla che ha portato poi Montefalco ad essere un territorio di riferimento dell’Umbria e del vino italiano. “Per noi è una grande opportunità. Come è scritto sul nostro Sagrantino di Montefalco 25 anni, “a tutto c’è un oltre”, frase dello scrittore Luigi Pirandello. E così andiamo in una nuova dimensione, in un modello aggregativo che lascia gli imprenditori a guidare la loro impresa, con partner che li supportano e li affiancano, per far loro esprimere al massimo il valore che hanno in azienda, e che a volte come impresa familiare si fa più fatica ad esprimere. A volte per crescere - aggiunge Marco Caprai - si deve cambiare. La crescita aziendale è una grande sfida per il futuro, perchè l’innovazione chiede investimenti importanti, così come servono investimenti importanti per avere risorse umane di alto valore, e questi investimenti possono essere fatti solo stando insieme, in gruppi che, oltre ad una grande capacità e grandi risorse, abbiano anche una visione condivisa nel farlo, che io ho trovato in Angelini Wines & Estates”.
Una visione che lo stesso Albero Lusini conferma, guardando ancora oltre: “Angelini investe nel vino dal 1950, abbiamo più “tradizione” alle spalle di tante aziende. Ma oggi, in una linea concordata e condivisa con Sergio Marullo, ceo Angelini Industries (la casa madre delle attività della famiglia Angelini, che, nei settori legati a farmaceutica, salute, tecnologia industriale e largo consumo, mette insieme ricavi per 1,6 miliardi di euro, ndr), siamo convinti nell’investire ancora nel settore del vino, nonostante il momento non felicissimo, perchè ci crediamo. E lavoriamo su tre filoni: il riequilibrio del portafoglio di Angelini Wines & Estates, come dimostra l’investimento a Montefalco con Caprai, premium brand che ben si inserisce nella nostra costellazione di eccellenze in diversi territori italiani, come Bertani in Valpolicella, terra di Amarone, Val di Suga, nel territorio del Brunello di Montalcino, e Puiatti, in Friuli Venezia Giulia. Ma lavoriamo anche ad investimenti di alto livello sul fronte dell’ospitalità, quindi hôtellerie e ristorazione, partendo da Veneto e Toscana, sui quali ci saranno novità più avanti. Ed anche nella verticalizzazione del business, guardando soprattutto all’aspetto della distribuzione nel canale Horeca, che è il nostro focus. Nel 2025, nonostante una flessione nel fatturato, abbiamo aumentato del 50% l’Ebitda - sottolinea Lusini, a WineNews - un risultato che ci consente di investire, come abbiamo fatto in Caprai, e di sviluppare partnership nonostante il momento difficile per il settore. Non è escluso che lo faremo ancora in altre situazioni, perché crediamo nel vino, così come è possibile che arrivi, magari, la cessione di qualche asset o terreno non strategico. La nostra volontà è quella di creare un nuovo modello di aggregazione, che unisce competenze manageriali forti che abbiamo, con operazioni di straordinario valore come quella fatta insieme a Marco Caprai”.
Operazione che, conferma lo stesso Marco Caprai, a WineNews, “è un segnale importante e di fiducia per il mondo del vino italiano che si avvicina a Vinitaly 2026: una grande impresa, una grande famiglia italiana come Angelini, investe ancora nel vino. E, per me, è un motivo di particolare orgoglio che un gruppo come Angelini Wines & Estates investa nella mia regione, l’Umbria, ed a Montefalco, terra del Sagrantino”.
Con una nuova pagina che si apre, dunque, con un’operazione (seguita da Paolo Pietrostefani di Pietrostefani Corporate, da Alberto Calvi Coenzo di Avvocatidiimpresa e da Alberto Bezzetto di Cdr Advisory, ndr) che vede Angelini Wines & Estates impreziosire la sua costellazione di aziende vitivinicole focalizzate sulla produzione di fine wines, costruita nel tempo, attorno a marchi di eccellenza del vino italiano (di cui oltre alle già citate Bertani, Val di Suga, Puiatti ed ora Caprai, fanno parte anche Tenuta Trerose nel territorio del Vino Nobile di Montepulciano, e Fazi Battaglia, nella zona del Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico), per oltre 1.700 ettari di terreni, di cui più di 600 ettari vitati. E la Arnaldo Caprai può continuare, con la guida di Marco Caprai, una storia iniziata nel 1971, quando Arnaldo Caprai, già imprenditore umbro nel settore tessile, investito nel 2002 del titolo di Cavaliere del Lavoro per meriti in agricoltura, acquistò 42 ettari a Montefalco, di cui 4 già vitati nella Tenuta Val di Maggio. Una storia che, nella sinergia tra Angelini Wines & Estates e la Arnaldo Caprai, si proietta in un nuovo futuro.

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