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Ansa

Vino: vendemmia; produzione +20%, attese per settembre. Ma esiti qualità dipenderanno da andamento meteorologico di settembre … Per la vendemmia 2004 si sta delineando una situazione positiva, che interessa in modo omogeneo tutta l'Italia, ma molto dipenderà dall'andamento del mese di settembre, cruciale per gli esiti del raccolto. I commenti ufficiali di enologi e imprenditori del vino sembrano univoci, almeno sui primi risultati. E l'annata 2004, secondo un'indagine di Winenews, sarà caratterizzata dall'aumento quantitativo della produzione (si stima attorno al 20%) e da un ritardo nelle fasi fenologiche della vite.

Per Franco Giacosa, enologo della Zonin, "sarà una vendemmia abbondante, determinata da condizioni climatiche piuttosto buone, con piogge intense e meglio distribuite, rispetto agli ultimi tre o quattro anni". Anche l'aspetto qualitativo, secondo Giacosa, sarà molto buono, perché l'andamento climatico è stato fin qui ideale, alternando notti fredde e giornate non eccessivamente calde. Qualche problema si é registrato con la peronospora, specialmente in Puglia - spiega l'enologo - ma se bloccata in tempo non comprometterà la produzione. In generale, si registra un ritardo nelle fasi fenologiche della vite di circa una decina di giorni. Di premesse "per una buona, se non ottima annata", parla Renzo Cotarella, enologo e direttore generale della Antinori, secondo il quale "se settembre sarà buono, l'annata 2004 sarà una grande annata, paragonabile al '97 o al '99". Tenore ottimistico anche per l' enologo Carlo Ferrini, per il quale "l'annata 2004 ricorda quelle '80 e '90 e, se a settembre il tempo sarà bello, sarà un'annata realmente strepitosa".

Più prudente, invece, il giudizio Lorenzo Landi, enologo di SaiAgricola: "E' un' annata al limite, per cui ci vuole molto poco perché si trasformi in una grandissima annata, come ci vuole pochissimo perché diventi un' annata problematica". Ma Ezio Rivella, presidente dell' Unione italiana vini, non ha dubbi: "un dato è ormai certo: ci sarà un incremento nella produzione del 20% e l'uva è bella e abbondante", anche se "il momento decisivo arriverà tra l'ultima settimana di agosto e il mese di settembre". Prudenza altoatesina per Hans Terzer, enologo della Cantina Produttori di San Michele Appiano, per il quale "finora è andato tutto bene e l'annata si prefigura normale e non emergenziale come quella dell' anno scorso". Anche in Trentino - spiega Fausto Peratoner, enologo della Cantina La Vis - l'andamento climatico 2004 "é stato favorevole, con un inverno normale, piuttosto piovoso, che ha favorito la ripartenza vegetativa delle viti a primavera e una buona fioritura. La produzione sarà incrementata del 10% sul 2003".

Anche in terra Toscana, ormai testimonial del vino italiano nel mondo, le cose stanno filando lisce. Per Stefano Campatelli, direttore del Consorzio del Brunello di Montalcino, "in realtà, non si tratta tanto di un ritardo nella vendemmia, quanto di un ritorno ad una tempistica normale". Il Sangiovese sarà infatti vendemmiato non prima del 15 o 20 settembre con un "livello qualitativo delle uve molto alto". Per questo Jacopo Biondi Santi si dimostra entusiasta: "l'annata 2004 sarà una grandissima annata, sia per quantità che per qualità. Se continua in questo modo, sarà un' annata da ricordare, un' annata da Riserva". Ma dall' Umbria Marco Caprai frena un po’ questo entusiasmo: "non siamo ancora nel periodo decisivo per esultare; bisogna attendere con fiducia, anche se siamo certamente di fronte a un' annata più favorevole del 2002 o del 2003". E anche per Michele Bernetti, della marchigiana Umani Ronchi, "é sempre abbastanza presto per formulare un quadro non approssimativo della situazione; settembre sarà importantissimo". Sulla stessa linea anche le voci dal Sud. Vincenzo Mercurio, enologo della Mastroberardino, ribadisce che "le somme si tireranno dalla seconda metà di agosto in poi; per ora, e se tutto continua in questo modo, l'annata 2004 è di buon equilibrio". (arretrato dell'Agenzia Ansa del 19 agosto 2004)

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