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Ansa

Salone del Vino: rischio Cina anche per i vini europei -Pericolo Cina anche per i celebrati vini europei. A mettere in guardia sull' ormai imminente concorrenza del colosso
asiatico sono gli studiosi dell'Osservatorio del vino di Torino. ''E' solo questione di tempo - sostiene Gian Primo Quagliano - tra un paio d'anni i mercati internazionali saranno invasi dal vino cinese. Gia' ora, con 3,5 milioni di ettolitri, la Cina e' in buona posizione tra i produttori extra-europei, ma sta facendo passi da gigante''. Dopo le scarpe, i vestiti, i pomodori pelati, un altro baluardo del made in Italy viene 'clonato' dal colosso orientale, che punta sul
basso costo e sui contenitori in tetrabrik per conquistare il mondo. ''La qualità del vino cinese - afferma Quagliano - è ancora bassa, ma il governo ha assoldato esperti italiani e californiani per imparare tutti i segreti dell'enologia. Nel nostro Paese per il vino cinese non dovrebbe avere molto spazio, perche' il 98% degli italiani predilige e acquista vino italiano. Ma la concorrenza in campo internazionale ci sara', prima o poi, anche perche' la competizione non si giochera' solo sul prodotto imbottigliato, ma anche sul versante del vino sfuso''. Ma c'e' anche l' altra faccia della medaglia, quella positiva: la Cina e' un mercato interessante per il vino italiano: le nostre esportazioni sono cresciute del 69% nel primo semestre 2005 (dati Istat), ''perche' - sottolinea Quagliano - esiste una fascia della popolazione cinese interessata a comprare vino italiano, che vanta una forte tradizione ben conosciuta anche nel Celeste impero''.

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