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VINO E FINANZA

Banfi, con Unicredit un accordo per garantire solidità al territorio e alla filiera produttiva

L’ad Viglierchio: “plafond da 6 milioni di euro, credito pro-soluto dal fornitore ad Unicredit alle stesse condizioni di Banfi”

L’intreccio tra finanza e vino, in un momento economico tanto fragile come quello che stiamo attraversando, si fa sempre più stretto. Ma non è, come si potrebbe erroneamente pensare, un rapporto univoco, in cui il sistema bancario scende in campo a supporto delle aziende. Al contrario, l’azienda può diventare il perno di un modello circolare, in cui a guadagnarci non è nessuno. O meglio, a beneficiarne sono tutti gli attori della filiera produttiva del vino e del territorio, con la banca che, per una volta, si “limita” a fare da tramite. È il caso dell’accordo stretto tra Unicredit e Banfi, una delle realtà di riferimento per tutto il Brunello di Montalcino. Al centro, c’è un plafond di 6 milioni di euro, che UniCredit Factoring mette a disposizione dei fornitori di Banfi, dando così loro la possibilità di finanziare il proprio capitale circolante grazie ad un accesso semplice ed immediato alla liquidità. Tecnicamente, si chiama “confirming”, un servizio dedicato al supporto e al finanziamento delle aziende che lavorano in filiera. L’impresa capo filiera utilizza una piattaforma digitale connessa con i sistemi di pagamento per pagare i propri fornitori, caricando le fatture che intende liquidare alle scadenze previste. I fornitori, a loro volta, possono accedere alla piattaforma e visualizzare in tempo reale le fatture che l’azienda loro cliente ha riconosciuto e indicato di voler pagare. Sempre utilizzando la piattaforma, i fornitori hanno inoltre la facoltà di cedere le fatture a UniCredit, ottenendone il pagamento anticipato.
Come spiega l’amministratore delegato di Banfi, Enrico Viglierchio, “il prodotto consiste in una cessione del credito pro-soluto da parte del fornitore ad Unicredit, alle stesse condizioni originarie trattate con Banfi, così da ottimizzare il capitale circolante dell’azienda fornitrice e diversificando le fonti di finanziamento grazie all’interazione virtuosa degli attori coinvolti e non occupando le proprie linee di credito”. Ed è qui che nasce il vantaggio per tutti, specie per i fornitori, perché, continua Viglierchio, “lo standing creditizio e il rating di Banfi vengono portati a comune fattore, creando un vantaggio competitivo per tutta la filiera, e consentendo ai fornitori di usufruire di condizioni di credito di assoluta convenienza, con un risparmio sia degli interessi che degli oneri finanziari. Il funzionamento prevede che dopo l’inoltro della fattura da parte del fornitore, questa una volta approvata da Banfi, verrà liquidata a vista da Unicredit nel conto corrente dello stesso fornitore, addebitando immediatamente lo sconto alle condizioni del Confirming”.
In sostanza, come abbiamo detto all’inizio, è un riequilibrio delle forze in campo in cui, a vincere, sono il territorio e la filiera: da una parte, infatti, si rinnova e rinsalda il rapporto di fiducia tra l’azienda ed i suoi fornitori, dall’altra si garantiscono liquidità e solidità alle tante piccole imprese del territorio che con Banfi lavorano da sempre. Che, ovviamente, chiude il cerchio.
“La regolazione del rapporto finanziario, a scadenza della fattura, avverrà successivamente tra Banfi ed Unicredit - conclude l’ad Enrico Viglierchio - senza più coinvolgere il fornitore in nessun modo. Lo sforzo comune con Unicredit è stato quello di trovare le corrette modalità per poter usufruire di uno strumento del genere per la prima volta nel business del vino, adattandolo alle peculiari esigenze e tipicità del nostro mondo”.

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