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SCENARIO

Bevande analcoliche, tenuta difficile nel 2025 per un settore in cerca di stabilità

Consumi in calo in Italia del -1,5% a volume, dopo un’estate critica. Preoccupa il ritorno di Sugar e Plastic Tax. A dirlo, Assobibe
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Bevande analcoliche, tenuta difficile nel 2025 per un settore in cerca di stabilità

Il 2025 si chiude come un anno di resistenza più che di crescita per il settore delle bevande analcoliche, costretto a mantenere la rotta in uno scenario economico incerto e segnato da forti oscillazioni nei consumi. I dati annuali elaborati da Circana e diffusi da Assobibe mostrano un comparto che, pur tra difficoltà diffuse, conserva una sostanziale tenuta: le vendite nei canali gdo, cash & carry e grossisti registrano una flessione del -1,5% a volume, pari a circa 41 milioni di litri in meno, con un’estate particolarmente negativa e un agosto crollato del -11,3%. Un andamento che replica il trend del 2024, quando la contrazione era stata del -1,4%, e che si inserisce nel rallentamento più ampio del food & beverage italiano, in cui il solo mese di dicembre 2025 mostra un calo del -0,6% a volume rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Se all’inizio del 2026 alcuni indicatori macroeconomici, come la fiducia delle famiglie, mostravano segnali di miglioramento, il settore resta esposto alle incertezze dei consumi e al peso delle tensioni internazionali, secondo la Congiuntura Flash pubblicata Centro Studi Confindustria a febbraio 2026.
L’analisi delle performance per categoria restituisce un comparto a più velocità: spiccano gli energy drink, in crescita del +11,3% e ormai locomotiva del mercato, seguiti dalle limonate (+1,5%) e da una sostanziale stabilità di cole (+0,2%), toniche (+0,9%) e gassose (pari rispetto al 2024). In sofferenza invece aperitivi e cocktail analcolici (-7,4%), bevande isotoniche (-7,5%), chinotto (-7,2%), pompelmo (-5,6%), aranciate (-4,7%) e tè freddi (-4,3%). Sul fronte dei canali emerge una criticità marcata nel fuori casa: i volumi calano del -4,9% nel cash & carry e del -1,3% tra i grossisti, mentre la gdo limita la contrazione all’1%.
Nonostante il quadro complessivo resti complesso, la crescita del +1% a valore conferma che le bevande analcoliche non sono un driver rilevante dell’inflazione, mentre l’innovazione e il rinnovamento dell’offerta si confermano leve strategiche per restare competitivi in un mercato in trasformazione.
“Nel 2025 il settore ha saputo navigare in un contesto non facile - dichiara Giangiacomo Pierini, presidente Assobibe - questo ci permette di guardare al futuro con cauto ottimismo. Tuttavia, nonostante una serie di interventi del Governo per sostenere il potere di acquisto dei cittadini, rimangono all’orizzonte preoccupazioni significative per il settore legate ad un possibile aumento dei prezzi a partire dal 2027, qualora non venissero cancellate definitivamente Sugar tax e Plastic tax. Questi due balzelli rischiano di produrre un’ulteriore contrazione del mercato, compromettendo ulteriormente la stabilità della filiera delle bevande analcoliche e di spegnere completamente ogni speranza di ripresa. È necessario che il Governo cancelli definitivamente queste misure fiscali che incombono su produttori, territori e famiglie italiane, frenando la competitività senza garantire benefici per i cittadini. Purtroppo, l’aumento di conflitti internazionali produrrà ulteriori difficoltà”, conclude Pierini.

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