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BENVENUTO BRUNELLO 2020

Brunello di Montalcino, 5 stelle “olimpiche” al 2019, mentre il 2015 conquista critica e mercato

La “piastrella” che celebra il rating dell’ultima vendemmia firmata dal presidente del Coni Giovanni Malagò: “io grande appassionato di vino”

I cinque cerchi olimpici che diventano le cinque coloratissime stelle della vendemmia 2019 del Brunello di Montalcino, il massimo del rating, per un’annata che promette dunque una grande eccellenza nel calice, quando arriverà sul mercato tra 5 anni. Sperando che, nel frattempo, il grande sport italiano abbia fatto incetta di medaglie a cui brindare alle Olimpiadi di Tokio 2020, Coronavirus permettendo, e che ne faccia anche alle Olimpiadi Invernali di Milano e Cortina 2026, richiamati nella “piastrella” celebrativa della vendemmia 2019 firmata a Benvenuto Brunello dal n. 1 dello sport italiano, presidente del Coni e membro del Comitato Olimpico Internazionale Giovanni Malagò. Posata sul muro del vecchio Palazzo Comunale, insieme alle altre che dal 1992 raccontano in immagini le vendemmie di Montalcino, in un quadro in cui, nel mondo del Brunello, tiene intanto banco un vendemmia 2015 eccezionale nel calice e nel mercato, e più di metà già venduta sul mercato in pochi mesi,mentre nel mondo della quotidianità ad essere in “prima pagina” è, purtroppo, l’emergenza Coronavirus, come ricordato dallo stesso Malagò, dopo essersi confessato grande appassionato di vino.
“Sono un grande tifoso del vino italiano - ha detto Malagò - delle bollicine e dei grandi rossi, come il Brunello di Montalcino. E passare qualche minuto da solo, a scegliere il vino che bevo abbianato a quello che mangio, nella cantina che mi sono costruito bottiglia su bottiglia, con l’aiuto dell’amico Lorenzo Tersi (uno dei massimi esperti del settore mergers & acquisitions, alla guida di LT Wine & Food Advisory, ndr), è una cosa che mi regala grande serenità e gioia”. Meno tranquillità, invece, lascia la cronaca del diffondersi del Coronavirus, come spiega lo stesso Malagò: “sono in contatto con le autorità che hanno la responsabilità, il diritto ed il dovere di prendere iniziative e precauzioni. Se ci sono autorità governative e rappresentanze locali che faranno ordinanze per la sicurezza dei cittadini, lo sport si deve immediatamente adeguare. Se c’è una manifestazione dove si verifica uno di questi casi, lì lo sport si deve fermare”.
Parlando di vino, però, decisamente più sereni sono i produttori di Montalcino e del Brunello, sia in prospettiva, che nell’immediato presente. Nel primo caso, a regalare serentità per il futuro, è la vendemmia 2019, giudicata con li massimo della qualità, e che sta riposando nelle botti. “Un’annata di straordinaria qualità per il grandissimo equilibrio e per le potenzialità di invecchiamento. Tocca ai nostri vignerons il compito di farne un grande Brunello”, ha detto il presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino, Fabrizio Bindocci.
Con i produttori ed il territorio che, intanto, si godono il successo di un’annata 2015, quella in assaggio a Benvenuto Brunello ed entrata sul mercato, già definita storica. Un’annata già giudicata a 5 stelle subito dopo la vendemia e che, secondo il profilo descritto dal Consorzio, dopo la commissione di assaggio di 40 esperti tra enologi e tecnici da tutta Italia, esprime “aromi intensi di frutta matura, ottimo rapporto tra struttura tannica e acidità e lunga persistenza aromatica sia al naso che al palato, per un millesimo destinato a passare alla storia”. Ma, soprattutto, una vendemmia che in meno di due mesi dall’entrata sul mercato, è già per la metà venduta: “il Consorzio ha già distribuito 5 milioni di fascette Docg”, ha ricordato Bindocci, a fronte di una produzione di Brunello di Montalcino 2015 da 10,5 milioni di bottiglie attese.
Dal punto di vista organolettico, sottolinea il Consorzio, “colpiscono soprattutto la struttura tannica, morbida e in perfetto equilibrio con la freschezza, arricchita da sentori caratteristici di frutta rossa matura, sia all’olfatto che al gusto, chiusi da un finale lungo ed elegante. Un Brunello che sarà in grado di affrontare l’invecchiamento, dando grandi risultati anche a distanza di decenni. È il frutto di una stagione particolarmente favorevole, iniziata con un inverno scarsamente piovoso e proseguita con temperature sostanzialmente nella media e piogge contenute, che hanno portato le piante in ottimo equilibrio vegetativo fino all’estate, senza l’insorgere di criticità dal punto di vista fitosanitario. A luglio, l’innalzamento della colonnina al di sopra della media ha anticipato la fase di invaiatura, ma la situazione si è ristabilita con le piogge di fine mese, per poi passare a un agosto caratterizzato da un’ottima escursione termica tra notte e giorno, che ha avuto un’importante influenza sulle bucce, concentrando gli aromi e l’estratto secco. Settembre e ottobre infine, hanno portato precipitazioni contenute e una buona ventilazione che hanno favorito le ultime fasi di maturazione dei grappoli fino alla vendemmia. Notevole fin da subito l’acidità naturale nelle uve raccolte, superiore alla media anche per un’annata caratterizzata da alte temperature estive, un primo evidente segnale dell’elevato e raro livello qualitativo del Brunello di Montalcino 2015, insieme alla complessità di aromi e all’eleganza dei tannini, già evidenti negli acini”. Un percorso in vigna ed in cantina che ha portato a grandi vini da godere subito, o da lasciare in bottiglia per qualche anno, aspettando, magari, anche le future annate del più grande rosso del vino di Toscana.

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