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BILANCIO

Brunello di Montalcino, nei primi 9 mesi 2022, le vendite a valore crescono del 21,5%

Il prezzo medio, tra Annata e Riserva, raggiunge i 27 euro a bottiglia. Bene mercato interno, Usa e Germania, frenata Uk
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Il borgo di Montalcino ed i vigneti del Brunello

Cresce il prezzo medio, tengono i volumi, e prosegue la corsa del Brunello di Montalcino sui mercati strategici, già protagonisti di un boom della domanda nel biennio precedente. Come raccontano i dati dell’Osservatorio Prezzi del Brunello - che raccoglie i dati forniti volontariamente dalle aziende - sul venduto nei primi 9 mesi 2022, la crescita tendenziale a settembre segna in termini di valore un +21,5%, con un balzo del prezzo medio tra prodotto di “Annata” e “Riserva” - ora vicino ai 27 euro alla bottiglia franco cantina (+14%, con punte di oltre il 24% negli Usa), per un totale di 7 milioni di bottiglie vendute - ben oltre la spinta inflazionistica. In crescita, a sorpresa per un’ultima annata (2017) non così ricca, anche i volumi, saliti del 6%.

La proiezione sui 12 mesi del 2022 porta a un valore complessivo delle vendite di Brunello vicino ai 250 milioni di euro. In crescita anche i numeri relativi al Rosso di Montalcino, con rialzi sia in valore (+20%) che in volume (+9%). Tra i Paesi, molto bene la domanda interna, che si conferma in forte ascesa, e rappresenta oggi circa 1/3 dell’intero mercato, grazie a una crescita dei volumi commercializzati che supera il 17%, con i valori a +31%. Ma è anche l’estero a tirare, a partire dagli Stati Uniti, dove con il dollaro forte ha pesato meno il fortissimo rialzo del valore medio (+25%), a fronte di volumi stabili. Dietro agli Usa, che da soli valgono in valore il 33% delle esportazioni, vola la domanda canadese (+27%) e cresce in corposa doppia cifra anche la Germania, che supera la piazza del Regno Unito, unica tra le big in difficoltà (-15%).

“Chi si aspettava una pausa di riflessione sui mercati dopo gli exploit dell’ultimo biennio dovrà ricredersi. La denominazione continua a girare oltre le attese a prescindere dai ranking delle annate, grazie a un brand collettivo sempre più riconosciuto e apprezzato nel mondo. Ciò detto, la difficile fase congiunturale che ci attende nel breve e medio periodo ci impone massima attenzione: il Fondo monetario internazionale prevede una fase recessiva nel 2023 per l’Italia e la Germania, e anche negli Usa le recenti prospettive al ribasso per i prodotti super-premium analizzate da Rabobank suonano come campanelli di allarme da non trascurare”. Così il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, Fabrizio Bindocci, a pochi giorni da Benvenuto Brunello”  (11/21 novembre), che porterà giornalisti, buyer e professionisti del vino a scoprire le nuove annate, ma anche ad animare quello che potremmo definire come un vero e proprio “Benvenuto Brunello Off”, tra degustazioni e cene in alcune delle cantine più prestigiose del territorio (rigorosamente ad invito), tra cui la verticale organizzata da Col d’Orcia (12 novembre), che dal Rosso 2018 al Brunello di Montalcino 1968 ripercorrerà 50 anni di storia nel calice, e la presentazione, in anteprima mondiale (10 novembre), del Brunello di Montalcino Giovanni Neri 2018, dedicato al fondatore di Casanova di Neri, unica azienda del Brunello ad aver raggiunto il vertice della “Top 100” di Wine Spectator, la classifica internazionale più prestigiosa, nel 2006, con il Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2001.

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