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Capital

A colloquio con Tullio Gregory e Bruno Vespa. “Dio ci salvi dal vino del contadino …” … Nel 1999, Luigi Veronelli, milanese, 75 anni, autorevole enologo, racconta al cronista questo aneddoto per il Gr3: “Avevo nove anni, è il giorno della prima comunione e mio padre, che era un padre-padrone, mim concede due dita della Barbera astigiana che beveva lui. Io porto il bicchiere verso la bocca, ma mio padre mi blocca: “No, fermati!”, mi intima. E con fare altrettanto deciso aggiunge: “Prima lo porti verso gli occhi e lo guardi, perché ogni vino ha un colore diverso: non esistono due vini che abbiano lo stesso colore. Dopo lo porti verso il naso, perché ogni vino ha il suo profumo, che è diversissimo da un altro vino. Infine lo porti alle labbra, ma non lo bevi subito: lo tieni in bocca qualche secondo, perché devi sentire il suo racconto, attraverso il suo sapore, che è anch’esso sempre diverso da vino a vino, ogni vino racconta la propria terra. Soprattutto, prima di inghiottirlo, pensaci bene: dentro ogni vino c’è la fatica dei contadini, che merita rispetto” … Il faccia a faccia di questo mese di “Capital”, con Tullio Gregory, romano, 72 anni, storico della filosofia, accademico dei Lincei, direttore dell’Enciclopedia italiana di scienze, lettere e arti della Treccani, fondatore e direttore del Lessico intellettuale europeo, e Bruno Vespa, 57 anni, 39 nell’azienda di Viale Mazzini, conduttore dal 1996 su Rai Uno di “Porta a Porta”, editorialista di alcuni quotidiani, collaboratore del settimanale Panorama, autore di otto libri di cronaca e retroscena politici …

Gregory - “La mia per fortuna è bene isolata, con una temperatura di 12 e 13 gradi e un’umidità costante. E’ coibentata, un po’ disordinata, ma cerco di tenerla aggiornata … con un metodo molto semplice che consiglierei: non comprare meno di 12 bottiglie alla volta, dello stesso vino, in modo che si possa fare un cambio, e tenere varie regioni. Ho qualche centinaio di bottiglie: buoni vini, anche francesi … Se non hai spazio adeguato, ti puoi fare la cantina a casa con le cantinole in commercio, che hanno temperatura regolabile e sono formidabili … Ho scoperto solo di recente la cantina sociale La Vis del paese Lavis, trentino, che fa un traminer aromatico, un Riesling, un Pinot nero eccezionali, a prezzi assolutamente competitivi: 10-12mila lire a bottiglia. Si possono avere in Italia vini per tutti i giorni di altissimo livello. Un esempio di rigore …

Vespa - Prezzi bassissimi. Non ci si illuda di comprare dei vini decenti che costino 3.000 lire, 10-12mila è il minimo. Nei ristoranti bisogna stare attenti ai ricarichi. Masciarelli, un produttore abruzzese della nuova generazione che preso tutti i massimi riconoscimenti, ha fatto un ottimo Trebbiano e un eccellente Montepulciano. Recentemente me li sono trovati in un paio di ristoranti importanti a 130mila e 140mila lire la bottiglia. L’ho chiamato: “sei uscito pazzo? Vuoi rovinarti?. Mi ha giurato che lo vende a 20mila lire. Gli credo.

Gregory - Il ricarico massimo, un tempo, era tre volte. Quando è corretto è due volte. Sassicaia e Tignanello, secondo me sono sopravvalutati: nel rapporto qualità/prezzo e anche nel rapporto gustativo con altri vini …

Vespa - Tignanello e Sassicaia sono stati dei capiscuola e molta gente ancora li ordina perché sono stati i primi vini di una nuova, grande generazione …

Gregory - Ci sono vini emarginati dalla nostra cultura: Teroldego e Marzemino celebrato da Lorenzo Da Ponte nel Don Giovanni di Mozart, due grandi rossi italiani, chi li conosce ?

Vespa - E’ una delle ragioni per le quali apprezzo le sorelle Foradori che ne fanno di eccellenti

Gregory - C’è differenza storica nelle produzioni dei vini. Ma l’Italia, come ho detto, ha fatto passi da gigante.

Vespa - … ora siamo competitivi con i francesi …

Gregory - Rischiamo di sovrapprezzare i nostri vini. Quando un produttore piemontese, nella zona del Barbaresco, mette uno Chardonnay a più di 100.000 lire preferisco, allo stesso prezzo, un Corton-Charlemagne perché mi sento più tranquillo … Con i formaggi, in particolare con il gorgonzola, consiglio Sauternes, Muffato della Sala, Mandolaia

Vespa - Con i formaggi, in particolare con il gorgonzola, consiglio lo Chateau d’Yquem, assai caro al professor Gregory, sarebbe perfetto (ride). Ma anche il Muffato della Sala, il Soave dei Capitelli di Roberto Anselmi, il Torcolato o l’Acininobili di Maculan, il Due Cuori delle Vigne di San Pietro di Carlo Nerozzi.

Gregory - il più straordinario bevitore? In letteratura, Rabelais. Il grande bevitore non è uno che sa bere. Il problema è la selezione. C’è una filologia del vino, come in ogni metodologia critica, che va rispettata. Il grande bevitore è il poligrafo. Rigore anche nel bere: magari un bicchiere di più, ma buono. Non abbuffarsi in maniera indiscriminata ...

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