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CULTURA

C’è un luogo a Verona dove si beve vino e si condivide buon cibo fin dal Cinquecento

Nelle giornate di Vinitaly, le 1.500 bottiglie stappate ed i 9.000 calici serviti al giorno, in media, all’Antica Bottega del Vino sono un segnale

Se sono tanti i motivi per cui la “bella Verona”, per dirla alla Shakespeare, città d’arte Patrimonio Unesco, “capitale” della Valpolicella dove anche anche Dante trovò rifugio dall’esilio (ed i suoi discendenti iniziarono a produrre vino), è, da oltre mezzo secolo, la vetrina mondiale del vino italiano grazie a Vinitaly (Veronafiere, 12-15 aprile), è anche perché tra le eleganti vie lastricate che si snodano dall’Arena, le piazze-salotto all’ombra delle Arche-Scaligere, e le logge dei nobili palazzi affacciati in Piazza delle Erbe, ci sono luoghi dove la tradizione e l’accoglienza italiana non solo “resistono”, ma si rinnovano. Come l’Antica Bottega del Vino, le cui radici affondano nel Cinquecento e nell’“epoca d’oro” di Verona, e che con i suoi 136 anni di storia - dal cambio nome nel 1890, con i tanti poeti, musicisti, letterati e artisti che si sono seduti ai suoi tavoli, ad oggi, con la proprietà delle Famiglie Storiche e la guida dell’oste Luca Nicolis - è una certezza. E non solo perché è un vero e proprio “tempio” del vino italiano, con una carta dei vini tra le più premiate e riconosciute a livello globale e una cantina che vanta oltre 20.000 bottiglie, ma anche perché si conferma un punto di riferimento imprescindibile per produttori, professionisti e appassionati che, dopo il business e gli affari in fiera, qui si ritrovano per rinnovare il rito di bere vino e condividere buon cibo.
La riprova? Nei numeri: nei giorni dell’evento di riferimento internazionale del vino italiano nella città scaligera, qui si stappano qualcosa come 1.500 bottiglie e si riempiono 9.000 calici al giorno.
Un segnale in un contesto in cui il mondo del vino vive una fase di trasformazione e interrogativi. “Vinitaly è un momento unico per Verona e per tutto il settore, ma per noi rappresenta soprattutto una responsabilità: essere all’altezza di un pubblico internazionale sempre più esigente - spiega Luca Nicolis, direttore dell’Antica Bottega del Vino, di proprietà delle Famiglie Storiche (le 10 prestigiose aziende Allegrini, Begali, Brigaldara, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Tommasi e Zenato che da generazioni sono testimoni attive del “mondo Amarone” e del suo territorio), e che hanno da poco inaugurato il secondo indirizzo a Cortina d’Ampezzo - in un mercato vinicolo che oggi vive un momento complesso, il nostro obiettivo è rimanere un punto fermo, un luogo dove produttori e clienti sanno di trovare qualità, profondità e coerenza”. E dove il vino ritrova la sua essenza più vera.

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