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Chianti Classico Collection, il Chianti Classico 2017 e 2016 alla prova del calice

La 2017, annata complessa dal punto di vista climatico, offre profumi caldi e fruttati. Un altro passo per la 2016, con vini più definiti

Profumi caldi e fruttati, sorso tendenzialmente dolce, strutturato ma quasi sempre frenato da qualche ruvidezza tannica. Vini non privi di piacevolezza, dunque, ma meno inclini alla sfida del tempo. Ecco, in sintesi, la fotografia, secondo WineNews, del Chianti Classico annata 2017 prossimo alla commercializzazione, che esce dall’edizione 2019 di Chianti Classico Collection, di scena alla Leopoda di Firenze. Un’annata complicata tra le colline di Siena e Firenze con il caldo che ha raggiunto picchi notevoli rendendo la maturazione delle uve soggetta ad arresti e ad accelerazioni improvvise, ed anticipando i tempi di raccolta in modo significativo.
Tra i nostri migliori assaggi, frutto potente e incisivo negli aromi del Chianti Classico Ama 2017 del Castello di Ama, dal gusto ritmato e dal finale docile e caldo. Succoso e profumato il Chianti Classico 2017 del Castello di Monsanto, che trova in un tannino morbido e ben gestito il suo punto di forza. Territoriale e dal carattere spiccato il Chianti Classico 2017 del Castello di Volpaia. Fragrante e di buon equilibrio complessivo il Chianti Classico 2017 di Villa del Cigliano. Fiori e frutta negli aromi del Chianti Classico 2017 di Dievole, dalla progressione gustativa decisa e convincente. Forse il 2017 più significativo arriva dalla sottozona di Lamole ed è il Chianti Classico 2017 omonimo prodotto da I Fabbri, un vino dai profumi di piccoli frutti rossi che incrociano incrociano cenni di pietra focaia e melograno. La bocca è dritta e incisiva con tannino nervoso e saporito. Solido e ben fatto il Chianti Classico Péppoli 2017 di Antinori, dai profumi puliti e dal gusto piacevolmente dolce. Profumi rocciosi ed intriganti per il Chianti Classico Vaggiolata 2017 di Monterotondo.
Di un altro passo, evidentemente, l’assaggio dei Chianti Classico 2016 che stanno per entrare nel mercato, perché tenuti un anno in più in affinamento, ottenuti da un’annata particolarmente felice per la denominazione e capace di esprimere vini dal tratto stilistico definito, con il territorio ben espresso nella fragranza aromatica e nel gusto sapido e ficcante, in una specie di esaltazione delle caratteristiche varietali del Sangiovese di Toscana.
Fragrante e grintoso il Chianti Classico Baruffo 2016 di Cantalici, dai profumi ben assestati. Sapido e di grande contrasto il Chianti Classico 2016 del Castello di Monterinaldi, dotato di personalità e coerenza territoriale. Succoso e pieno il Chianti Classico 2016 di Fontodi, mentre spicca per la bocca incisiva e di bella sapidità il Chianti Classico 2016 de La Montanina. Versione memorabile del “base” di Poggerino, l’azienda raddese sfodera un Chianti Classico 2016 davvero convincente per aromi centratissimi e bocca succosa e piena. Più intimo e leggermente contorto il carattere del Chianti Classico 2016 di Val delle Corti, ancora in fase di avvicinamento al suo momento migliore. Decisamente affascinate il Chianti Classico 2016 di Vecchie Terre di Montefili, capace di suggestioni borgognone, pur mantenendosi profondamente chiantigiano.

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