Quella Cina che secondo molti studi sarebbe diventata in pochi anni il primo mercato del vino mondiale, non ha mantenuto le attese, nonostante anni di investimenti da parte di tutti i più importanti Paesi produttori. I dati 2025 parlano chiaro: le importazioni enoiche da parte del “Celeste Impero” sono diminuite sia in valore (-14,6%) che in volume (-26,7%), raggiungendo 1,25 miliardi di euro e 207,2 milioni di litri, secondo l’Organizzazione Interprofessionale del Vino Spagnolo (Oive). Con l’Italia che non ha fatto eccezione, visto che le importazioni di vino tricolore sono arretrate del 15,5% in valore, a 82,3 milioni di euro, ed a 14,1% in volume, a 14,3 milioni di litri. Eppure c’è chi investe ancora, e con convinzione, sulle potenzialità di un Paese che è, nei fatti, un “continente”, con una popolazione vicina a 1,5 miliardi di abitanti. Come Ethica Wines, realtà guidata dal ceo Francesco Ganz, specializzata nel commercio internazionale dei vini italiani (e partecipata, in quota di minoranza, ma al 35%, da Isa-Istituto Atesino di Sviluppo, la finanziaria di riferimento della Curia di Trento, ndr), con un fatturato 2024 di oltre 120 milioni di dollari, e con in portfolio cantine che vanno da Bellavista (e le altre della famiglia Moretti) a Borgogno, da Casanova di Neri a Cusumano, da Nino Franco a Pico Maccario, da Ricasoli a Ridolfi, da Sella e Mosca a Vespa Vignaioli, da Villa Bucci a Villa Sandi, ma anche con il marchio Bellini.
Ethica Wines punta alla creazione di una “piattaforma locale dedicata allo sviluppo del vino italiano in Cina”, attraverso “l’ingresso di Interprocom Cantine Divine nel perimetro del Gruppo, attraverso la controllata Ethica Wines Asia Pacific Pte. L’accordo, sottoscritto il 2 febbraio 2026, prevede il completamento dell’operazione entro il 30 aprile 2026”, spiega una nota ufficiale. L’operazione, dunque, “segna un passaggio strategico nel percorso di sviluppo di Ethica Wines in Cina e conferma l’obiettivo del Gruppo di costruire una piattaforma solida, dedicata e scalabile, interamente focalizzata sul vino italiano. Dopo l’ingresso nel mercato cinese nel 2022 con Zefiro Wine e l’espansione in Nuova Zelanda con Sapori d’Italia, Ethica Wines - spiega ancora l’azienda - prosegue una strategia di crescita internazionale fondata su investimenti di lungo periodo, competenze locali e modelli distributivi pensati per valorizzare il vino italiano nei principali mercati globali”.
Nel nuovo assetto, Interprocom e Zefiro Wine confluiranno, dunque, in un’unica piattaforma operativa, con l’obiettivo di rafforzare la presenza del vino italiano in Cina, ampliarne la copertura commerciale e migliorare l’efficacia sui diversi canali di vendita. “Fondata nel 2013, Interprocom si è affermata come uno degli operatori di riferimento per l’importazione e la distribuzione di vini italiani in Cina. Con sede a Shenzhen e presidi operativi a Pechino ed a Shanghai, l’azienda serve una rete capillare di partner su tutto il territorio nazionale. Zefiro Wine, con base a Shanghai, contribuisce con competenze complementari e una forte capacità di interpretare l’evoluzione dei consumi e del mercato locale”. “L’ingresso di Interprocom rappresenta un passaggio chiave nel nostro sviluppo in Cina - commenta Francesco Ganz, ceo Ethica Wines - la profonda conoscenza del mercato, le relazioni costruite nel tempo e l’approccio di lungo periodo ne fanno un partner ideale per dare continuità e forza alla nostra visione sul vino italiano”.
“In questi anni, Interprocom è cresciuta - aggiunge Alessandro Mugnano, fondatore Interprocom - costruendo rapporti solidi e duraturi con produttori e partner ed entrare a far parte di Ethica Wines significa proseguire questo percorso all’interno di un progetto strutturato, con una chiara vocazione internazionale e una forte identità italiana”.
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