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EMBARGO RUSSO

Coldiretti, l’embargo della Russia sui prodotti Ue è costato al made in Italy 1 miliardo di euro

La visita del vice Premier Matteo Salvini in Russia dà speranza. Intanto il falso italiano dilaga: sugli scaffali russi Parmesan e Reggianito
EMBARGO RUSSIA, UE, Non Solo Vino
L’embargo russo sui prodotti Ue ha causato danni al made in Italy per 1 miliardo di euro

Sono passati già quattro anni dall’embargo russo nei confronti dell’Unione Europea, come risposta alle sanzioni europee nei confronti della Russia. E in questi quattro anni i danni nei confronti dei prodotti made in Italy si sono fatti sentire: secondo la Coldiretti, si parla di una cifra pari a un miliardo di euro. Non dovuta solo all’azzeramento della spedizione di questi prodotti agroalimentari made in Italy in Russia e alle perdite dirette subite dalle mancate esportazioni, ma anche quelle indirette, dovute al danno di immagine e di mercato provocato dalla diffusione sul mercato russo di prodotti di imitazione che non hanno nulla a che fare con il made in Italy. Si tratta, sottolinea la Coldiretti, di un costo insostenibile per l’Italia e l’Unione Europea ed è importante che si riprenda la via del dialogo poiché ancora una volta il settore agroalimentare è stato merce di scambio nelle trattative internazionali senza alcuna considerazione del pesante impatto che ciò comporta sul piano economico, occupazionale e ambientale. Per questo, sempre per Coldiretti, la visita del vice Premier e Ministro dell’Interno Matteo Salvini in Russia di questi giorni è da sperare sia segno di apertura tra i due Paesi. Il problema del falso italiano infatti si aggrava sempre di più: nei supermercati russi si possono trovare fantasiosi surrogati locali che hanno preso il posto dei cibi italiani originali, dalla mozzarella “Casa Italia”, e l’insalata “Buona Italia” alla Robiola Unagrande, dalla mortadella Milano al Parmesan, dalla scamorza al mascarpone. A potenziare la produzione del falso made in Italy non è stata però solo l’industria russa, ma, riferisce la Coldiretti, anche molti Paesi che non sono stati colpiti dall’embargo come la Svizzera, la Bielorussia, l’Argentina o il Brasile che hanno aumentato le esportazioni dei cibi italiani taroccati nel Paese di Putin. In Russia, precisa la Coldiretti, è possibile infatti trovare scamorza, mozzarella, provoletta, mascarpone e ricotta made in Bielorussia, ma anche salame Milano e Gorgonzola di produzione Svizzera e Parmesan o Reggianito di origine brasiliana o argentina. Il rischio, continua la Coldiretti, riguarda anche la ristorazione italiana in Russia che, dopo una rapida esplosione, rischia di essere frenata per la mancanza degli ingredienti principali. In alcuni casi i piatti sono spariti dai menu mentre, in altri, sono stati sostituiti da tarocchi locali o esteri senza però che ci sia nella stragrande maggioranza dei ristoranti una chiara indicazione nei menu. Un blocco dunque dannoso per l’Italia anche perché al divieto di accesso a questi prodotti, conclude la Coldiretti, si sono aggiunte le tensioni commerciali che hanno ostacolato di fatto le esportazioni anche per i prodotti non colpiti direttamente, dalla moda alle automobili fino all’arredamento.

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