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Cominciano a farsi sentire gli effetti del Ceta: secondo la Cia - Agricoltori Italiani, nel primo trimestre 2018, -46% delle importazioni di grano canadese,+12% per le esportazioni agroalimentare italiane verso il Canada, vino in testa

Cominciano a farsi sentire gli effetti del Ceta, il discusso accordo commerciale stretto con il Canada: secondo la Cia-Agricoltori Italiani, nel primo trimestre 2018, le nuove regole hanno portato ad un crollo del 46% delle importazioni di grano canadese, mentre sono cresciute del 12% le esportazioni agroalimentare italiane verso il Canada, vino in testa, con il +11%.
“Se queste ultime tendenze venissero confermate a fine anno - prevede la Cia/Agricoltori Italiani - le importazioni di frumento canadese dalle 796.000 tonnellate del 2017 (erano 1,2 milioni nel 2016), scenderebbero a 430.000; le esportazioni agroalimentari verso il Canada varrebbero sui 910 milioni di euro e le vendite di vino made in Italy sul mercato canadese salirebbero a 370 milioni di euro. Dall’applicazione in via provvisoria del Ceta, stiamo indubbiamente registrando un dato positivo che conferma il mercato canadese, importante sbocco commerciale per l’agroalimentare italiano. Stando a questo trend - commenta Cia - i vantaggi commerciali per il nostro Paese sarebbero tangibili e indiscutibili. In un momento di profonda crisi del multilateralismo, dove dazi, innalzamento di barriere e ostacoli al commercio internazionale la fanno da padrone - conclude la Confederazione - gli accordi bilaterali, se ben gestiti e governati, rappresentano un’opportunità da cogliere”.

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