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BUROCRAZIA

Coronavirus e norme di emergenza, tanti i “vulnus” negli strumenti per l’agricoltura

Impossibile richiedere la cassa integrazione agricola: manca il codice Covid-19. E molte piccole imprese sono tagliate fuori dal “decreto liquidità”
AGRICOLTURA, BUROCRAZIA, CORONAVIRUS, Non Solo Vino
Coronavirus e norme di emergenza, tanti i “vulnus” negli strumenti per l’agricoltura

In queste ore frenetiche, il Governo ha prodotto diversi decreti e ne ha annunciati altri, come il “Decreto liquidità” non ancora pubblicato, per dare ossigeno alle imprese e alle famiglie, per un totale di interventi che, attraverso la leva economica, dovrebbe creare un giro di liquidità complessivo di 750 miliardi di euro. Ma la burocrazia è un male eterno dell’Italia, in tempi normali come in quelli di crisi, i cavilli della legge sono tanti, e dalle prime analisi (a cui seguiranno altre più approfondite da parte di WineNews nei prossimi giorni) il settore agricolo pare largamente escluso, ad oggi, da queste misure. Intanto, in molti segnalano che è praticamente impossibile, ad oggi, richiedere la Cisoa (Cassa Integrazione Salariale Operai dell’Agricoltura), perchè sulla modulistica dell’Inps mancherebbe la causale “Covid 19”. E se non arrivano le domande, le Commissioni Regionali che devono valutarle non si possono riunire, quindi, di fatto, è tutto fermo su questo fronte. “Questa è la situazione attuale - conferma, a WineNews, Romano Magrini, Responsabile Lavoro della Coldiretti - ma ci dicono che, a breve, dovrebbe arrivare una comunicazione Inps per risolvere la cosa e permettere agli agricoltori di compilare le domande”.
Altro vulnus, segnalato da Agrinsieme (che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari), e confermato anche da Coldiretti, è che, dalla prima lettura della bozza del “Decreto liquidità”, buona parte delle realtà agricole italiane sarebbe escluso dal poter richiedere i fondi, per un aspetto tecnico.
“Da una prima lettura della bozza attualmente in circolazione, infatti, sembra emergere chiaramente come per misurare l’entità del finanziamento si faccia riferimento solo al bilancio delle aziende, documentazione che è predisposta solo da una parte delle aziende agricole, mentre per altre è prevista una fiscalità diversa; stesso discorso vale per il Fondo per le Piccole e Medie Imprese-Pmi, che non opera a garanzia delle imprese agricole” rimarca il Agrinsieme, ad avviso del quale “si rende, quindi, necessario che nel Decreto Legge Liquidità venga contemplato e adeguatamente alimentato il Fondo Ismea che opera in agricoltura, in quanto allo stato attuale l’agricoltura sembra per la gran parte esclusa dagli interventi proposti”.
Una questione tecnica, ma non di poco conto, come commenta ancora Romano Magrini, Responsabile Lavoro della Coldiretti: “le aziende agricole, soprattutto quelle più piccole che sono la grande maggioranza, non compilano un bilancio aziendale, perchè in tanti casi ci si basa sul reddito dominicale agrario, e per come è presentata la norma ora, ma va ricordato che è una bozza quella che abbiamo visto, per molti sarebbe impossibile richiedere fondi e finanziamenti previsti. A quanto è dato sapere si parla, come parametro da considerare, dell’Iva, per esempio, o dello stesso reddito dominicale, ma dovremmo poter leggere il decreto definitivo”.
“A nostro avviso si tratta di una grave dimenticanza - aggiungono le organizzazioni di Agrinsieme - e, pertanto, chiediamo l’inserimento di tutte le aziende agricole italiane tra i beneficiari di questa misura. Gli agricoltori, in questo momento di emergenza, sono le fondamenta del Paese, perché consentono quotidianamente l’approvvigionamento di cibo fresco a tutti i cittadini e non possono essere assolutamente lasciati indietro”.

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