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Corriere Della Sera / Corriereconomia

“Montalcino? Ora non rimpiango più Bordeaux” ... Il francese e il vino di qualità... Prendete un direttore della fotografia, francese e appassionato di vini, affidategli tre ettari di vigneto in una delle aree più pregiate d’Italia (Montalcino) e aspettate la prima vendemmia. Il risultato? Un successo. E’ quanto è accaduto alla Cupano, un’azienda creata nel 1995 da Lionel Cousin e Ornella Tondini in un territorio come Montalcino dove la qualità è altissima così come la concorrenza.
Eppure in pochi anni questa piccola azienda si è segnalata per la qualità dei suoi vini ma anche per i metodi di coltivazione alternativi. “Le macchie mediterranee e i boschi di lecci che per decine di ettari ci separano da ogni altra coltura ci hanno consentito dall'inizio di sviluppare un'agricoltura sana, che non si avvale di prodotti di sintesi, fertilizzanti, antiparassitari, diserbanti, antimuffe, e quant’altro possa nuocere a noi e agli altri”. Al punto che da qualche tempo oltre al biologico in azienda si sta pensando al metodo biodinamico.
“Ma la forza dei nostri vini - precisa Cousin - resta pur sempre il terroir legato a una vinificazione che prevede che le uve vengano raccolte a mano e disposte in cassette, in due, tre, a volte anche quattro scelte separate. E poi l’immancabile travaso nelle barriques dove il vino compie la malolattica sulle feccie fini e dove si affina da un minimo di 12 mesi (il Rosso di Montalcino) a un massimo di tre anni (il Brunello).
E il futuro? Altri 3 ettari di vigneto, aumento della produzione e creazione di una società.
(arretrato del Corriere della Sera - Corriereconomia del 23 ottobre 2006) 

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