02-Planeta_manchette_175x100
Allegrini 2018

Corriere Della Sera

Vendemmia, sarà l'annata dei grandi rossi: cala la produzione, ma aumenta la qualità. Debuttano sul mercato i vini biologici ...

Nel cuore i vigneron italiani hanno l'annata 1997, «uno dei millesimi migliori del secolo appena finito». In vigna, in queste ore di vendemmia, la speranza è di ripetere quell'exploit. Soprattutto per i grandi rossi, quelli a cinque stelle. Giuseppe Martelli, direttore dell'Associazione Enologi Italiani, non azzarda previsioni. «Il prodotto sarà più scarso dello scorso anno, quando ci fu un calo del 10% - sostiene Martelli - e se il caldo lascerà il passo a un po' di pioggia, settembre potrebbe diventare decisivo». Cala la produzione, aumenta la qualità. Anche questa volta si è giocato d'anticipo: i grappoli a bacca bianca sono finiti nei cesti sin dai primi giorni del mese in Sicilia, nell'azienda Planeta, e nella tenuta Donnafugata a Contessa Entellina, dove la famiglia Rallo ci ha preso gusto con la vendemmia notturna. Illuminati dalla luce artificiale e dalla lun a i filari di Chardonnay hanno accettato la raccolta dell'uva nelle ore più fresche lasciando intendere, in previsione, profumi floreali e freschezza. Nell'isola i produttori gongolano, il caldo è stato attenuato da una buona ventilazione. Da Nord a Sud la raccolta dovrebbe essere leggermente inferiore ai 52 milioni di ettolitri del Duemila. Il miracolo è rinviato in cantina: le «uve belle», come dicevano i vecchi, «si vedono lì». Ma la vera sorpresa potrebbe arrivare dai rossi. Ne è convinto il professor Leonardo Valenti della facoltà di Agraria di Milano: «I grappoli presentano ottime condizioni sanitarie e una maturazione regolare dove c'è stata assenza di stress idrico». Oggi, però, le cose sono cambiate e tra gli exploit della stagi one non si può tacere dell' azienda Barone Pizzini di Timoline in Franciacorta. Una piccola e prestigiosa maison che è stata stregata dal fascino del «bio» e affronta la prima vendemmia di uve totalmente biologiche. E per il 2002 bianchi, rossi e Docg saranno regolarmente certificati dall'Istituto Mediterraneo. Nei 30 ettari di vigneto, la riconversione è iniziata un anno fa. «Lo spettro di mucca pazza ha fatto il resto - ammette il direttore Silvano Brescianini - abbiamo così abbandonato i trattamenti chimici». Sulle foglie sono stati dispersi zolfo e rame, come insetticida è stato impiegato il piretro e, sono stati fatti trattamenti con l'aceto il cui odore disturba lo sviluppo di certi parassiti. «Siamo guardati con grande scetticismo - aggiunge il manager - ma la morale, che deve far riflettere, sta nello slogan medicine uguale chimica. Abbiamo già raccolto Chardonnay e Pinot nero, buona la gradazione alcolica e ottima l'acidità. Il cambio, in termini di costi, ci ha fatto sborsare un venti per cento in più, ma ne vale la pena». Le bollicine biologiche della prestigiosa cuveé Bagnadore saranno pronte nel 2005. La sfida è stata lanciata. Sarà anche l'anno della riscossa per certi vitigni ingiustamente sottovalutati. Come il Marzemino, il preferito da Mozart che lo ha «cantato» nel Don Giovanni. Tanto che alla Cantina di Isera, per l'euforia della qualità delle uve in fase di raccolta, assegneranno a settembre un premio al miglior vigneto e non al vino... Dal Trentino all'Alto Adige si attendono sorprese proprio in considerazione dell'andamento climatico: l' enologo-manager Fausto Peratoner parla di «perfezione» e alle cantine Ferrari, Mauro Lunelli si lascia andare: «Potrebbe essere storica». In Friuli, Gianni Venica, Livio Felluga, Jermann e il bizzarro Schiopetto puntano tutto sui bianchi; all'Abbazia di Rosazzo prosegue il lavoro certosino di Walter Filiputti sul rosso Pignolo, nato tra questi vigneti e il cui primo documento risale al 1398. Considerato che il produttore nutre grande orgoglio per il suo pregevole bianco Ronco degli Agostiniani, passato in botticella, l'azzardo è pensare a una vendemmia da millesimo. In Piemonte, nell'Albese, le uve Nebbiolo, che si concretizzeranno poi in Barolo e Barbaresco, accanto ad una promettente qualità, vantano quantità. I problemi sono tutti per l'Astigiano, terra di Barbera, dove in vigna si lotta contro la flavescenza dorata, una malattia che nel Duemila ha colpito quasi quattromila ettari. «La situazione preoccupa - dice Ivano Scapin responsabile del settore fitosanitario della Regione - 15 squadre di tecnici sono al lavoro». L'investimento è stato di 19 miliardi. Stesso incubo in Oltrepò Pavese. Ma Michele Rossetti, enologo dell'azienda La Costaiola, dove si produce un promettente Pinot nero è fiducioso: «Gli acini sono ricchi di succo e l'acidità è bassa». Ezio Rivella, da poco alla guida dell' Unione Italiana Vini, fa notare che le zone centrali sono penalizzate a causa di gelate primaverili. Il Brunello tuttavia è salvo. Meno quantità forse, ma a Montalcino, al Consorzio si fanno forti ricordando che in Toscana da dieci anni non c'è stata una vendemmia storta. Secondo Giacomo Tachis, l'uomo che ha inventato il Sassicaia: «Decisive potrebbero essere le prossime tre settimane». Frescobaldi per Chianti, Pomino e Morellino incrociano le dita mentre Renzo Cotarella, enologo di Antinori, la cantina che produce il Solaia, vino dell'anno secondo gli americani di Wine Spectator, conferma una riduzione nella quantità. Il colpaccio potrebbe arrivare nelle Marche dove caldo e pioggia si sono alternati e il Verdicchio, in continua crescita è destinato a stupire. Ed è quanto si augura Michele Bernetti produttore della Umani Ronchi. Attesa in Puglia per i rosati della storica cantina De Castris e a Cirò in Calabria. Francesco Siciliani della tenuta San Francesco scruta il cielo in questa estate calabrese non caldissima. Regolare la maturazione delle uve dell'autoctono Gaglioppo: ottobre è ancora lontano e per un soffio ci fa dimenticare la vendemmia.

IN PILLOLE

I siti: è possibile avere informazioni aggiornate sulla vendemmia di quest’anno e degli anni passati su alcuni siti Internet: www.planeta.it, www.winenews.it, www.cormons.it, www.baronepizzini.it, www.slowfood.it, www.movimentoturismovino.it, www.arnaldocaprai.it

Le altre annate: 2000: ottimo vino;
1999: senza entusiasmi; 1998: annata buona;

La previsione: vendemmia più scarsa rispetto al 2000, sui 52 milioni di ettolitri. Le maggiori sorprese sui bianchi …

Raccolta anticipata: per il secondo anno consecutivo, la vendemmia è anticipata. Il cambiamento del clima, la tecnologia ed il controllo satellitare dei vigneti sono tra le ragioni che hanno indotto i produttori a modificare i tempi di raccolta. Negli anni Sessanta era d’obbligo vendemmiare nella seconda metà di settembre ed a ottobre. Negli anni Ottanta, settembre è stato il mese clou; nelle ultime due stagioni, la raccolta è avviata ad agosto ...

Copyright © 2000/2018


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2018

Pubblicato su

Altri articoli