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Corriere Della Sera

Campari dopo «Sella & Mosca» ora punta al Chianti: il gruppo rileva le attività di Zedda Piras per circa 130 miliardi, titoli in rialzo del 3,1% ... «Vogliamo fare del Mirto di Sardegna un fenomeno di moda in tutta Italia e sostituirlo al Limoncello», promette Marco Perelli Cippo, amministratore delegato della Campari, che ieri ha annunciato ufficialmente l’acquisizione del 100% della Zedda Piras, l’azienda proprietaria del liquore sardo leader del mercato e che controlla inoltre il 67,6% dei vini Sella & Mosca. Prezzo dell’operazione: 68,2 milioni di euro (132 miliardi di lire), pagati in contanti da Campari, che si accolla anche un indebitamento di 21,8 milioni di euro, a fronte di un fatturato consolidato di Zedda Piras più Sella & Mosca di 30,7 milioni di nel 2001 (in salita del 9% rispetto all’anno prima), di cui 22 milioni di grazie ai vini Sella & Mosca. A vendere è il Gruppo Bonomi, che conserva, però, il 10% della Sella & Mosca, mentre il restante 22,38% dell’azienda vinicola fa capo alla finanziaria regionale sarda Sfirs. «Bonomi ha ceduto il controllo per finanziare la crescita della società. Non aveva le risorse per farlo da solo e ha scelto un partner forte», spiega Perelli Cippo. Con questa questa acquisizione Campari, che già controlla Cinzano e una tenuta vinicola in Brasile, «si rafforza nei vini di qualità, il segmento che cresce di più, mentre il mercato degli alcolici è stagnante», dice Cippo. Ma i 21 vini sardi prodotti dalla Sella & Mosca, sono «solo il primo passo», anticipa l’amministratore delegato. E già pensa a «un buon Chianti» da bere «in primavera». Le caratteristiche? «Che abbia dietro una bella azienda, con un po’ di vigneti, che sia un marchio già conosciuto e distribuito nei ristoranti e faccia almeno 10 milioni di di fatturato», spiega. E intanto la Borsa, dove Campari è quotata dall’estate scorsa senza troppe soddisfazioni (il titolo ha perso il 13% in 6 mesi) brinda. Dopo l’annuncio ufficiale dell’acquisizione ieri le azioni sono salite del 3,12%.

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