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Corriere Della Sera

La curiosità - Maniero e vigneto per il Cavaliere, produrrà Brunello ... Sta in cima ad una collinetta, appena fuori dal borgo di Montalcino. Dai bastioni la vista scorre lungo i filari di viti, purissime uve da Brunello. «Mi sono comprato un castello in Toscana», raccontava Silvio Berlusconi l’altra sera alla cena di compleanno del senatore Lino Jannuzzi, ai tavoli di Fortunato al Pantheon. Proprio così. Un maniero nella campagna senese è l’ultima annessione al patrimonio immobiliare del premier. Il passaggio da cavaliere a castellano è stato ratificato nero su bianco proprio quel pomeriggio. Sotto braccio il premier stringeva un album di fotografie che mostrava agli amici con un certo evidente orgoglio: facciata, interni, decori, le chateau Berlusconi è già bello che arredato, così come lo lascia il precedente proprietario di cui il Cavaliere stesso ignora il nome.
Il presidente del Consiglio da tempo aveva desiderio di trovare un punto d’appoggio in Toscana. Prima ha esaminato le foto, poi ha effettuato un sopralluogo. Visto, preso. Il castelletto in cima al colle è isolato e protetto da una cinta di mura. Più che un luogo di villeggiatura campestre, è destinato a diventare un pensatoio, un buen retiro per riunioni politiche a due ore di auto da Roma (o pochi minuti di elicottero). Assai più pratico della villa alle Bermuda.
I confort non mancano: c’è la piscina, ci sono una ventina di stanze per gli ospiti, il pavimento in cotto, i soffitti a cassettoni, i caminetti, i tipici vasi dell’Impruneta come in tutte le residenze care agli aristocratici inglesi.
Ma il gioiello della tenuta è il vigneto, con azienda vinicola annessa. «Ogni anno si imbottigliano 35mila bottiglie di Brunello di Montalcino», decantava Berlusconi che pare deciso a proseguire l’opera. Signore del castello e produttore di vino pregiato (il premier ama bere poco e bene). Ma è prematuro dire se avremo un giorno un Brunello di Montalcino etichetta Chateaux Berlusconì.

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