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Corriere Della Sera

Vino, presto una carta d’identità telematica: domani Assoenologi presenterà al proprio congresso una proposta per le denominazioni d’origine ... Si potrà risalire in tempo reale a vigneto, cantina, luogo e data di produzione
Sarà, probabilmente, un numero stampato sull’etichetta a dirci tutto sulla bottiglia di vino. E per risalire in tempo reale alla data della vendemmia, al luogo e al giorno dell’imbottigliamento, alla vigna dove è stata raccolta l’uva, saranno sufficienti un computer e una connessione ad Internet. Il sistema è già rodato. «Per provare - invita Ezio Pelissetti, direttore del Consorzio dell’Asti - basta collegarsi al sito www.asti.docg.it, cliccare sulla parola «tracciabilità» e digitare nell’apposita casella la serie e il numero riportati nella fascetta rosa applicata su tutte le bottiglie di Asti spumante o di Moscato d’Asti. Si potrà controllare anche l’analisi chimica del vino». Domani, al congresso nazionale della categoria in corso a Sorrento fino al primo aprile, l’Assoenologi, proporrà di estendere questo meccanismo anche alle altre doc e docg, «Non vogliamo introdurre nuove leggi - anticipa subito il direttore Giuseppe Martelli -. Ma coordinare le norme già previste per i vini di qualità». Oggi i controlli sui vigneti sono affidati alle Regioni, gli accertamenti sulle quantità di vino alle Camere di Commercio, le ispezioni ai Nas, all’Ispettorato repressione frodi, alle Asl o alla Guardia di Finanza. «Tutti enti che svolgono con professionalità la propria funzione ma che spesso non si parlano», spiega Martelli. Di qui la proposta di mettere insieme tutte le informazioni attraverso un programma coordinato. «Gli ultimi dati disponibili sui vini doc e docg sono quelli del 2000 - insiste Martelli -. Se per avere questi riscontri che riguardano il 25% della produzione si devono attendere tre anni, immaginiamoci quanto ci vorrà per conoscere quelli relativi all'altro 75%».
Nel caso la proposta fosse accolta (il ministero delle Politiche agricole si è già mostrato sensibile), i tempi di realizzazione dovrebbero essere abbastanza rapidi. «Nel caso delle denominazioni d’origine controllata e garantita - sostiene Pelissetti - potremmo partire entro l’anno». Per le doc (denominazioni d’origine controllata), ci vorrà di più. Anche perché queste non hanno un numero di serie come quello riportato nella fascetta delle docg. Qualcuno suggerisce di utilizzare il numero di lotto che deve essere scritto su ogni bottiglia (la «L» seguita da un numero). Ma altri ritengono più affidabile introdurre una serie identificativa.
L’idea di una una carta d’identità telematica per la fascia più alta del vino made in Italy non trova però tutti d’accordo. Dice Martelli: «In effetti, ci sono alcuni aspetti burocratici da limare per rendere più snella l’operazione». Qualcuno è anche preoccupato per i costi dell’operazione. «Secondo i nostri calcoli - assicura Pelissetti - dovrebbero essere compresi tra un minimo ello 0,01 a un massimo di 0,05 euro a bottiglia». Dipenderà dal numero di bottiglie prodotto in ogni consorzio.

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