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Corriere Della Sera

Grandi chef nella cucina di casa, anche per una cena a due. L’ultima tendenza: il salotto preferito al ristorante, purché il menù sia «firmato». Pierangelini, Cedroni, Iaccarino fra i più richiesti. E si può pagare con i punti della carta di credito. Sempre più cuochi a domicilio e non solo per i party o le occasioni importanti. Il costo: fino a 400 euro a persona … Ristoranti affollati, snervanti attese per un tavolo, pianificazione da meeting internazionale per ottenere una prenotazione. Andare alla tavola di un noto chef significa spesso mettersi in lista d’attesa. E alla fine, se al tavolo accanto la conversazione è chiassosa, non ci si gode neppure i piatti. Così, c’è chi preferisce non rischiare e il cuoco - il migliore - se lo porta a casa. Benvenuti nell’era dello chef a domicilio. Non è una novità. C’è un’ élite di tycoon, politici, imprenditori, rampolli di grandi famiglie che, da tempo, gode il privilegio di una cena esclusiva «e la richiesta di chef a domicilio è cresciuta decisamente negli ultimi 5 anni», sottolinea Moreno Cedroni, che come Fulvio Pierangelini, Alfonso Iaccarino e altri volti noti dell’Olimpo gourmand , senza far troppa pubblicità si esibisce da tempo nelle case di personaggi famosi. Quel che è cambiato è che adesso non serve più esser milionari e pagare cene da 300 invitati in villa per «convincere» il grande chef a venire a casa. Almeno per i clienti di American Express, che lancia quest’anno l’operazione «chef a casa»: i titolari di carte Platinum e Centurion potranno mettersi in lista per ospitare un maître cuisinier. «A Roma hanno aderito Heinz Beck e Antonello Colonna, a Milano ci saremo noi: sarà interessante» rivela Carlo Cracco, chef stellato di Cracco-Peck. Sarà possibile utilizzare i punti del programma loyalty per pagare cene ad hoc. Altrimenti, i costi si aggireranno fra i 300 euro a testa di Colonna e i 200-400 («in base al numero di ospiti») di Cracco. Se ne è parlato ieri, a margine di Identità Golose , primo congresso nazionale della cucina d’autore in corso a Milano.

Se la soluzione non è alla portata di tutti, non è nemmeno troppo onerosa: avere uno chef, due aiuti e tre camerieri a disposizione per un’intima cena fra pochi amici (anche solo 4) ha i suoi costi. Un desiderio che diventa realtà al prezzo di una settimana ai Caraibi. Lo stesso Cedroni, che chiede 130 euro a persona, spiega che «se lo chef ha un ristorante piccolo, lo fa nel giorno di chiusura, altrimenti accetta solo serate remunerative: ne ho fatta una dove i 300 invitati arrivavano in villa su carrozze a cavalli». Il mercato si allarga anche per chi non ha una famosa carta di credito. Oggi, ad eccezione dei più quotati, comunque, una cena con chef a domicilio può andare in media dai 100 ai 180 euro a persona. Gli ospiti? Da 30 a 400 e più. La cena a domicilio più lontana? Quella preparata da Alfonso Iaccarino, che da Sant’Agata sui Due Golfi volò a Montecarlo per cucinare nel castello del principe Ranieri di Monaco. Don Alfonso cucina anche per industriali e politici: «Ma per discrezione, non amo fare nomi». Fra i committenti «a domicilio» anche Flavio Briatore e Lady Susana Walton che offrì una sua cena in villa, ad Ischia, al principe Carlo d’Inghilterra: «Creammo la bandiera coi colori inglesi usando gamberetti rossi della Costiera e le loro uova blu; il bianco era la polpa dei crostacei. Rimasero estasiati». Discreto e riservato anche il primo chef d’Italia, Fulvio Pierangelini: «Cene in casa ne faccio pochissime - dice - e solo da persone che mi conoscono, amici imprenditori. Una o due volte l’anno, chiudo il ristorante e vado da loro, a Milano». I ben informati dicono che l’han chiamato a cucinare anche Luca Cordero di Montezemolo e Marco Tronchetti Provera, ma lui si schernisce: «Non faccio nomi, non voglio far torto a nessuno». Eppure Afef Jnifen non fa mistero di esser stata conquistata dal suo foie gras. C’è poi chi pare collezionare ingaggi/inviti nelle case dei vip: Filippo La Mantia, emergente chef siciliano, a Roma è conteso da Marta Marzotto, Sandra Carraro, Carla Fendi, Fiorello. Si sposta a Punta Aldia, in Sardegna, per cucinare in villa da Angela Missoni, o ad Hammamet per Bobo Craxi: «Lì ho fatto un cous cous con pesto di agrumi da 45 chili, servito in un coccio grande come un tavolo».

Santini e Sultano: solo per gli amici

Chef a casa dei clienti. C’è chi declina con eleganza gli inviti, come Nadia Santini, del Pescatore di Canneto sull'Oglio: «Non cuciniamo a domicilio (salvo in vacanza, per fare un regalo agli amici) per scelta - dice -, perché siamo sempre nel ristorante: non capita mai che un cliente non ci trovi qui». Anche Ciccio Sultano, del Duomo di Ragusa, non cucina per privati, anche se lo fa «a casa di amici produttori di vino come Planeta, Cusumano, Tasca d’Almerita». Preferisce però «vengano loro ospiti a casa mia: sere fa c’era Luca Zingaretti, aveva presentato in Sicilia il film su don Puglisi. Gli ho preparato la crema di latte al limone con molluschi. E a Battiato, che è vegetariano, faccio i ciliegini ripieni con mollica alla palermitana».

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