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Corriere Della Sera

Stragi del sabato, l’ultima battaglia: stop agli open-bar ... Campagna di famiglie e Polizia: basta locali dove paghi uno e bevi a oltranza. Ferrero: «Vietiamo gli spot dell’alcol»... Puoi bere gratis almeno una volta pagando il solo biglietto d’ingresso. Oppure puoi bere quello che vuoi a costo fisso. O magari paghi uno e bevi tre. O ancora: puoi pagare un forfait e bere quanto vuoi. Che tutto questo si chiami «open-bar» o In un altro modo poco importa. «Sono tre formule diverse che producono lo stesso risultato, cioè promuovere il consumo di alcolici», taglia corto Roberto Rocchi, ispettore capo della polizia stradale di Reggio Emilia e consigliere nazionale dell’Asaps, Associazione amici della polstrada.
«La moda e la diffusione dei cosiddetti open-bar - rivela Ronchi - riguarda l’intero territorio nazionale. A dire che sono decine certo non si commettono errori ma un conteggio vero e proprio è impossibile anche perché spesso quelle formulette pro-alcol sono legate all’evento di una singola serata e quando a noi arrivano le segnalazioni è già tardi. Ci risulta che le regioni con più open-bar siano Emilia, Veneto, una parte della Lombardia e, in misura minore, anche il Piemonte». Dopo le stragi dello scorso fine settimana lungo le rotte del sabato sera, è guerra al bere facile. L’ennesima per il movimento che raccoglie i familiari delle vittime e che parla di «una Nassiriya ogni giorno, nella totale insensibilità delle massime figure politiche». La richiesta al ministro del dei Trasporti Bianchi è chiara: «Chiediamo l’impiego dell’esercito per controlli immediati» sulle strade d’Italia. Il ministro alla Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, ieri ha proposto di «bloccare le pubblicità dell’alcol».
Di fronte ai due incidenti del Salento e del Riminese costati la vita a nove ragazzi fra i 17 e i 30 anni e di fronte ai 38 morti contati sulle strade Italiane fra venerdì sera e l’alba di domenica, Ferrero chiede di «smetterla con l’ipocrisia», con messaggi televisivi «in cui il piacere e il divertimento vengono assodati all’utilizzo delle sostanze alcoliche». E anticipa: «È necessario modificare la normativa al fine di proibire le pubblicità dirette che invitano ad assumere alcool, esattamente come facciamo con le sigarette. Su questo nelle prossime settimane presenteremo un disegno di legge». Il deputato Udc Carlo Giovanardi ha fatto un passo in più: «Ho proposto al ministro degli Interni un sabato notte senza auto, proprio come si fa con le domenica ecologiche. Non dico che sia la soluzione, ma è per dare un segnale. Per svegliarsi una domenica mattina senza morti da contare. E poi voglio che qualcuno ml spieghi se producono più morti le polveri sottili ole stragi del sabato sera...». L’idea di uno stop al traffico piace alla Santanché (An) che nella scorsa legislatura era stata fra le promotrici della chiusura anticipata delle discoteche, una legge poi bocciata: «La mia più cocente delusione politica».
L’Osservatorio Codici non soltanto condivide il sabato notte senza auto ma vorrebbe che il governo prevedesse lo stop almeno per un sabato al mese. E poi c’è chi spera in più controlli di polizia, chi invita a tenere più corsi di educazione stradale nelle scuole e chi vorrebbe (contro gli open-bar) l’applicazione rigorosa di una vecchia legge che obbliga allo scontrino anche in caso di omaggio. «Uno vuole bere? Benissimo - dice Giordano Biserni, presidente Asaps -. Quello che non ci sta bene è che condanni a morte degli innocenti, spesso anche se stesso».

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