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Corriere Della Sera

La cucina italiana ... Quindici volumi, uno ogni venerdì a partire da oggi: la storia della cucina italiana dalla A alla Z attraverso prodotti tipici, ingredienti, ricette. Tutta la cultura culinaria frutto della lunga esperienza e dell’autorevolezza de “La Cucina Italiana”, il mensile fondato nel 1929 “che garantisce - ricorda nell’Introduzione Paola Ricas - la realizzazione e il risultato di tutte le ricette che propone”...

B - Bicchieri di cristallo ... Pochi, ma belli; e soprattutto funzionali: così devono essere i bicchieri della festa di fine anno, purché rigorosamente di cristallo sonante, con l’elegante gambo lungo, che esaltino le caratteristiche e le qualità dei vini e appaghino la vista dei commensali. Non più di quattro comunque. Una flùte per l’aperitivo, tanto per cominciare, un tulipano per il vino bianco, un bicchiere panciuto per i rossi e poi una coppa per i vini dolci. Tra le tante scelte, quella che ragionevolmente mette insieme qualità e prezzo è la serie Vinum dell’austriaco Riedel, un classico intramontabile nell’enologia di qualità.

H - Henriot, vino della felicità ... È un simbolo della Champagne e del bere effervescente. La storia di una famiglia, che dopo alterne vicissitudini, dai ‘94 ha ripreso la sua indipendenza formando una società diretta da Joseph Henriot. Il blanc de blancs Souverain rilancia con questa cuvée la tipicità degli aromi dello chardonnay in purezza. Naso elegante, bocca fresca, seduzione e armonia. “Lo champagne è il vino della felicità, tutti lo possono bere”: stappare bollicine francesi è la più festosa spinta verso il 2008. Di questa nouvelle vague è testimone il Mumm de Cramant, gran cru, figlio di un solo millesimo, complesso ed elegante. A pari dell’Orpale Millesime ‘96 della maison De Saint Gaille.

I - L’enologo su Internet ... Per l’anno nuovo regalatevi un vino. Magari andando su www.winenews.it, dove Alessandro Regoli e Irene Chiari vi raccontano questa avventura diventata possibile grazie alla collaborazione con Tenuta Valdipiatta, una delle migliori cantine del Nobile di Montepulciano. Winenews, sito più cliccato dagli enoappassionati, per fine anno consiglia sei etichette, tutte white: Gaia & Rey di Gaja, Ribolla Gialla di Josko Gravner, Ronco delle Mele di Venica, Verdicchio di Umani Ronchi, Cometa di Pianeta, le vecchie annate di Cantina di Terlano. Il rosso? il trend è produrlo da sé: si può fare col progetto “Adotta una barrique”, diventando enologi senza possedere vigne.

R - Rosso, le terre dello zafferano ... Rosso come il Natale, rosso come il colore del vino, rosso come il colore dell’oro rosso, lo zafferano. Nella terra di origine della spezia più preziosa al mondo, alle pendici del Gran Sasso e della Maiella, si coltiva anche il Montepulciano d’Abruzzo, uno dei vini più poliedrici del panorama enologico italiano. Apprezzatissimo per il suo colore rosso intenso che si mantiene a lungo, ha un bel profumo fruttato e intenso, al gusto è ricco pieno, ma con tannini molto morbidi, che lo fanno apprezzare da tutti. Nelle terre dello zafferano è interessante il Montepulciano d’Abruzzo San Callisto, prodotto a Valle Reale, dove lupi e cinghiali si aggirano tra i filari.

V - Il brindisi deve essere Vivace ... Il vino da brindisi deve essere assolutamente vivace, spumeggiante e frizzante. E dolce. Guai a commettere l’errore di bere alla fine del pasto uno Champagne, un Franciacorta o uno spumante secco con il dolce o con l’immancabile panettone. Al momento di incrociare i calici si deve bere un vino con le bollicine, sì, ma dolce, come un Prosecco di Cartizze, o meglio ancora come il soave e profumato Asti spumante, un vino fragrante e rinfrescante, meglio ancora se quello prodotto da un vignaiolo come La Selvatica di Romano Dogliotti di Castiglione Tinella.

Z - E per finire lo Zibibbo ... Lo zibibbo è il nome di un vitigno siciliano e del vino dolce che se ne ottiene. La parola viene dall’arabo z’bib, “uvetta” o “uva passita”, originaria dell’Egitto e introdotta per opera dei Fenici a Pantelleria. Lo zibibbo o moscato di Alessandria ottiene una delle sue massime espressioni nella consolidata etichetta Ben Ryè prodotta dalla Tenuta di Donnafugata della famiglia di Giacomo Rallo. Un dolce dagli aromi seducenti con note di albicocca e pesca, di avvolgente color ambrato: grande vino da meditazione, perfetto per accogliere il nuovo anno. Colpo di teatro: i cioccolatini realizzati con in lo Zibibbo, che portano il nome dei loro produttori, Cecilia e Paul de Bondt.
Autore: Francesco Arrigoni, Antonio Castaldo, Mauro Remondino

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